C'è di buono che di calcio parlano e lo fanno persino i vip, senza promuovere film, spettacoli o programmi, come succede dalla Ventura. C'è di banale che non manca la bellona di turno, Laura Ghislandi, con tanto di minigonna vertiginosa e per i primi minuti fanno finta di coinvolgerla, poi lasciano solo spazio ai primi piani. E che primi piani.
C'è di ridicolo che Maurizio Pistocchi già dopo mezz'ora denuncia gli errori arbitrali, solo che lo fa a voce, perché non può mostrare le azioni. C'è di nuovo, comunque, che dopo due anni a Mediaset si sono svegliati e invece di lamentarsi di «Quelli che» a ogni piè sospinto, hanno deciso di sfidarli con «Guida al campionato, direttissima», in onda su Italia 1 dalle 15 con aggiornamenti, collegamenti, mini dibattito in studio, condotto da Mino Taveri.
C'è di vero che la partenza non è molto fortunata. Per i primi venti minuti, da annunciare solo il gol di Pandev all'Empoli e quando arriva il più importante, quello di Ventola al Milan, loro sono in pubblicità. Ottima scelta di tempo.
Dalla novità di giornata a quella stagionale, non decolla «Controcampo, diritto di replica», perché non è un completamento, solo un clone della trasmissione del pomeriggio, dalla formula al linguaggio, dal livello del dibattito alla pomposità con cui sono presentati i partecipanti al salottino, tutti, ovviamente, «grandissimi ospiti ».
Non manca la signorina con le anticipazioni del settimanale, che poi sono sempre quelle.
E' un esempio, unico, nella televisione italiana di un programma replicato a quattro ore di distanza ma con interpreti diversi.
LA BUONA NOTIZIA - Preso da un confronto piuttosto vispo con Novellino, a «Domenica stadio» subito dopo Paolo Bargiggia incrocia Zaccheroni e chiama Walter anche lui. Non è questo il problema, l'importante è che la trasmissione non abbia tradito le promesse dell'inizio. Il conduttore non sbrana, però punzecchia, il ritmo resta buono, poche domande «sdraiate», c'è vivacità, non litigiosità. Nulla è cambiato dalle prime positive uscite stagionali, peccato solo che Bargiggia abbia cambiato barbiere.
Vincenzo Cito
per "La Gazzetta dello Sport"