"Nessun 'rimprovero' e meno che meno nessuna 'censura' a 'Vieni via con Me', ma soltanto una dovuta comunicazione interna di natura esclusivamente tecnica indirizzata, come è suo diritto/dovere, autonomamente dalla Direzione Palinsesto alla Direzione di Rai3, com'è avvenuto, avviene e avverrà in casi analoghi per tutte le Reti, per tutti i Canali e per tutte le trasmissioni, senza che nessuno abbia mai gridato maniacalmente a fantasiose e del tutto improbabili 'libertà violate'". Così la Rai replica a Fabio Fazio che aveva manifestato stupore e disappunto per la lettera ricevuta da Raitre in merito allo 'sforamento' di due minuti sui tempi previsti di una puntata di 'Vieni via con me'. Ma la polemica a Viale Mazzini non si placa all'indomani della sospensione inflitta a Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3.
Il provvedimento, che prevede la sospensione temporanea di incarichi e retribuzione, non è ancora definitivo: Mazzetti potrebbe ricorrere alla via dell'arbitrato aziendale, come fece Santoro. A Mazzetti viale Mazzini contesta gli articoli scritti per 'Il Fatto Quotidiano', più alcune dichiarazioni rese durante 'Vieni via con Me'e altre frasi raccolte da La7. Le dichiarazioni sono state considerate "lesive" per l'immagine dell'azienda di viale Mazzini.
Ieri sera, durante 'Che tempo che fa' Fabio Fazio ha difeso l'operato di Mazzetti dicendo: "Noi abbiamo bisogno di lui". E a difesa dell'ex braccio destro di Biagi in Rai in campo anche il vice presidente della commissione di Vigilanza Giorgio Merlo, secondo il quale "la sospensione inflitta a Loris Mazzetti è francamente esagerata e rischia di trasformare una bella trasmissione come 'Vieni via con me', seppur caratterizzata da un singolare ed originale pluralismo, in una parentesi buia del servizio pubblico.
I problemi della Rai, come tutti sanno, sono di altra natura. La sanzione a Mazzetti -spiega Merlo- denota che si continua a guardare al dito e non alla luna". "Nella Rai non esistono gli eroi né, tantomeno, i martiri. Nonostante una pubblicistica che sorvola sugli incassi milionari di alcuni protagonisti del piccolo schermo per poi trasformarli in martiri della libertà di informazione", conclude Merlo.
Critico anche il consigliere Rai, Nino Rizzo Nervo: "E' una decisione dovuta ad arrogante stupidità: come definire altrimenti l'iniziativa di sospendere il capostruttura di 'Vieni via con me' e di 'Che tempo che fa' e di contestare al direttore di Rai3 lo sforamento di meno di tre minuti dell'ultima puntata della trasmissione di Fazio e Saviano? E' evidente che il successo dà alla testa, non di chi lo ha procurato ma di chi lo ha subito". "Non si era mai visto - aggiunge - in un'azienda vendicarsi di coloro che ottengono i risultati migliori ed è anche per questo che la Rai deve al più presto voltare pagina. Invece che allo sforamento di un evento televisivo visto da dieci milioni di telespettatori, il direttore generale pensi piuttosto allo sforamento della carta di credito aziendale del direttore del Tg1 e alle sue allegre trasferte di servizio: si faccia restituire i soldi -conclude Rizzo Nervo- che sono soldi pubblici, e assuma con urgenza e serietà i provvedimenti disciplinari conseguenti".