Niente televisione per medici e infermieri dell'Asl Napoli 4. Il provvedimento è adottato dal direttore sanitario della struttura, Mauro Muto, secondo il quale "gli apparecchi televisivi possono risultare inopportuni e controproducenti".
Polemica all'Asl Napoli 4. Il direttore sanitario degli ospedali riuniti di Nola e Pollena Trocchia, Mauro Muto, ha adottato un provvedimento per impedire l'uso delle tv per medici e infermieri, poichè "gli apparecchi televisivi possono risultare inopportuni e controproducenti". L'uso dei televisori da parte di medici e infermieri, secondo quanto riportato sarebbe venuto alla luce nei giorni scorsi, quando il direttore sanitario Mauro Muto, in seguito ad alcune ispezioni, anche notturne, avrebbe notato gli addetti alla vigilanza dell'ospedale, chiusi nei loro gabbiotti a guardare la tv.
Il problema della sicurezza è molto sentito nei due ospedali, soprattutto in quello di Pollena Trocchia, dove nei mesi scorsi un barelliere è stato ucciso in un agguato. "La disposizione è necessaria - spiega il direttore sanitario - per sradicare un modo di vivere e operare errato troppo presente nella cultura meridionale e che porta a avere un concetto distorto del rapporto tra lavoratore e datore di lavoro. Occorre offrire all'utenza un servizio ottimo e di qualità, così come avviene negli alberghi dove chef e direttore sono impegnati nella realizzazione di questi obiettivi". Una disposizione che ha provocato le prime immediate reazioni del personale medico: "Il lavoro - replica Egidio Perna, chirurgo dell'ospedale Apicella - non è stato mai trascurato per guardare la televisione".
Per il momento il provvedimento tocca i due ospedali, ma non è escluso che possa essere allargato a altre strutture, quali le guardie mediche. Per medici e infermieri la disposizione va rispettata "ma sarebbe stato più opportuno prendersela con chi non lavora".