È cresciuta nel mese di luglio l'attenzione dell'informazione televisiva italiana verso la situazione internazionale. Le previsioni del tempo, i bollettini sul traffico, la cronaca nera, il gossip e i gialli, hanno lasciato più tempo alle notizie del resto del mondo, ma c'è ancora molto da fare.
Lo sostiene l'Osservatorio media research di Pavia, che ha reso noti i dati di un recente monitoraggio dei notiziari Rai e Mediaset trasmessi in orario di pranzo e cena (day e prime time) durante il primo trimestre 2006. Mediamente infatti l'attenzione dedicata dai tg Rai e Mediaset al resto del mondo non supera il 20-25% della durata complessiva di un notiziario. Salvo le eccezioni di veri e propri "eventi mediatici".
L'attenzione di Mediaset per le notizie oltre confine è del 10% inferiore a quella della tv pubblica (18,1% contro 28,9%). Italia Uno la testata meno interessata a quello che accade nel mondo (15,1%), Rai Tre (30,4%) quella più aperta a quello che accade fuori dal Bel Paese. Differente anche il modo di trattare le notizie. Mediaset predilige la cronaca, Rai è più attenta alle notizie di politica estera.
Identica invece la scelta dei contesti geo-politici prevalenti: tra i primi 15 paesi su cui è indirizzata l'attenzione dei tg Rai e Mediaset, solo 2 differenze rilevanti: la Libia entra nei primi quindici Paesi Rai e non in quelli Mediaset; l'Afghanistan, quindicesimo nella tabella Mediaset, non entra fra i primi 15 paesi Rai.
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