«La revoca del consigliere Petroni è impossibile, come ben sa il ministro Padoa-Schioppa. Petroni si trova in quell'incarico per la sua competenza, in base alle procedure previste dalla legge vigente». Questa la posizione di Maurizio Gasparri, ex ministro delle Comunicazioni di An, il quale ricorda che «la Rai è una società per azioni e senza validi motivi, che nel caso non sussistono, nessun consigliere può essere revocato».
«Attaccare Petroni - prosegue Gasparri - peraltro vuol dire voler mettere in discussione anche Petruccioli, che pure è stato designato dal precedente governo. Né si può sostenere che può rimanere Petruccioli e andar via Petroni. Perché attraverso un colpo di mano di questa natura l'attuale maggioranza avrebbe il controllo del Presidente, del Consiglio di Amministrazione e del Direttore Generale. Cosa che non è consentita dalla legge vigente, che punta proprio ad un bilanciamento di poteri e di responsabilità per garantire un effettivo pluralismo. L'opposizione, insomma, ha mille motivi per andare a testa bassa contro questo sedicente governo. Senza perdersi in minuetti, ma facendo fino in fondo - conclude l'ex ministro delle Comunicazioni - la propria parte».
Riguardo alla legge sul conflitto d'interessi, Gasparri afferma: «Per le norme sul conflitto di interesse e le norme sul sistema radiotelevisivo è chiaro l'intento punitivo e vendicativo del centrosinistra. Sul conflitto d'interesse c'è già una legge chiara ed efficiente. Andare oltre vuol dire fare della persecuzione politica la propria linea di condotta».
«Per quanto attiene il sistema radiotelevisivo - prosegue l'ex ministro delle Comunicazioni - sarà impossibile per il centrosinistra affrontare una riforma all'insegna della ritorsione. Il mondo va verso grandi gruppi, come dimostra quello che sta avvenendo in Italia con le trattative tra Telecom Italia e Murdoch. Condannare il nostro sistema radiotelevisivo al nanismo - aggiunge il parlamentare - solo per spirito di vendetta nei confronti di Mediaset sarebbe un grave errore».
«Per quanto riguarda poi la Rai - puntualizza - la revoca del consigliere Petroni è impossibile, come ben sa il ministro Padoa Schioppa. L'opposizione - conclude - ha insomma mille motivi per andare a testa bassa contro questo sedicente governo. Senza perdersi in minuetti, ma facendo fino in fondo la propria parte su tutti i tipi dell'informazione, dell'economia, delle tasse, del conflitto d'interesse».