Rai, Petroni contesta accordo con Sky su Olimpiadi e Mondiali

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Televisione
  mercoledì, 03 settembre 2008
 00:00
L'accordo siglato con Sky su Olimpiadi 2012 e Mondiali di calcio comporta un "gravissimo pericolo strategico ed economico" per la Rai.

Lo sostiene in una nota il consigliere di amministrazione della televisione pubblica Carlo Maria Petroni. Vediamo di seguito l'intervento integrale: 

 “Tale accordo avrebbe soltanto bisogno di una approvazione finale da parte del Consiglio di Amministrazione.

Tre settimane fa il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Sen. Claudio Petruccioli, ha dichiarato alla stampa che le strutture RAI avevano già definito un accordo con Sky sul ciclo olimpico 2010/2012 e sui mondiali di calcio 2010/2014.

Si tratta di una decisione strategica per la RAI, in quanto condiziona per il prossimo decennio ruolo, posizionamento e valore dell’Azienda concessionaria del servizio pubblico.

Una gestione problematica della trattativa con il CIO, della quale il Consiglio di Amministrazione non ha avuto alcuna informazione sostanziale, ha fatto sì che la RAI perdesse la possibilità di trasmettere le Olimpiadi del 2012. Per recuperare a quella situazione negativa oggi si propone un errore  peggiore.

L’accordo in questione prevede – in sostanza - che la RAI riacquisti da Sky una parte dei diritti delle Olimpiadi, e ceda al canale a pagamento i mondiali di calcio, ad esclusione di alcune partite.

Al di là delle questioni più tecniche che l’accordo pone – e che non sono per nulla chiarite – la verità essenziale è che questo modo si rafforza a scapito della RAI la piattaforma Sky. Il servizio pubblico avrà un (ovvio) corrispettivo economico, ma sarà privato di ogni prospettiva strategica nello sport. Perdendo, così, una parte del suo valore e verrà meno a uno degli scopi per cui ha ragione di essere: fornire a tutti – grazie al canone ed alla pubblicità – il diritto di seguire i grandi avvenimenti sportivi.
Ma vi è di più, molto di più.

Infatti, per la normativa del CIO chiunque acquisti i diritti delle Olimpiadi ne deve trasmettere una parte in chiaro e in diffusione terrestre. Se non lo fa o non lo può fare i diritti tornano al CIO che li rimette in vendita. Sky ha solo canali satellitari. Visto il noto disinteresse alle Olimpiadi di Mediaset  - ed ancor più de La 7 - basterebbe attendere per riacquistare a prezzi necessariamente bassissimi tutti i diritti delle Olimpiadi.

Ma anche se si volesse trattare con Sky, invece di attendere la nuova asta, non puà non essere considerato che nel 2009 scade l’accordo RAI-Sky per RAI SAT, i canali satellitari dell’azienda di servizi pubblico. In una perspicace gestione aziendale questa trattativa avrebbe dovuto del tutto naturalmente essere unita a quella per Olimpiadi e Mondiali. E così invece si concede, inesplicabilmente, a Sky il privilegio di giocare su due tavoli, rinunciando al vantaggio della RAI nella trattativa Olimpiadi – Mondiali. 

La domanda obbligata è perché un Consiglio di Amministrazione da tempo scaduto e alla vigilia della sostituzione, per giunta di fatto privo da mesi di un suo membro, ed un Direttore Generale che ha il suo mandato legato a quello del Consiglio medesimo, dovrebbero decidere su una materia strategica – che non ha nessuna ragione di urgenza -  condizionando le scelte del prossimo Consiglio e ancora di quello successivo, in conseguenza della lunga inoperatività della Commissione parlamentare di vigilanza.

Il Consigliere Petroni ritiene quindi che la proposta annunciata dal Presidente Petruccioli non sia affatto nell’interesse dell’Azienda, tanto per i contenuti quanto per i metodi.

In considerazione della valenza strategica della materia, che riguarda la stessa possibilità per il servizio pubblico radiotelevisivo di avere un ruolo centrale e non essere relegato ad un ruolo marginale sia rispetto a Mediaset sia rispetto a Sky, il Consigliere Petroni ritiene necessario che i cittadini, le forze politiche, i sindacati aziendali - a partire dall’ADRAI e dall’USIGRAI - riflettano sul gravissimo pericolo strategico ed economico che sta correndo la RAI.”

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