«Uscire dalla nicchia? Se per nicchia si intende Raitre, l'unico posto in cui si continua a fare liberamente televisione in questo Paese, non ci penso proprio», dice Fabio Fazio alla vigilia del suo ritorno in tv con Che tempo che fa, il talk show di Raitre che riparte domenica alle 20,10 in diretta dallo studio Tv3 della Rai di Milano. Dal 7 ottobre il programma raddoppierà, andando in onda anche il sabato con lo stesso orario.
Il neo ministro per le Politiche per la famiglia Rosy Bindi e la scrittrice Susanna Tamaro (tornata di recente nelle librerie con Ascolta la mia voce) saranno gli ospiti della prima puntata, presentati da Filippa Lagerback. Ci saranno anche Luciana Littizzetto e Paolo Rossi, mentre Luca Mercalli si occuperà delle previsioni meteo.
«Il cast è quello di sempre, ormai la nostra è una compagnia stabile», dice Fazio, che sottolinea come «l'unica novità di questa nuova edizione è lo studio con la nuova scenografia di Pierluigi Cerri».
«Del resto - prosegue - Che tempo che fa è un talk show, un genere sempre uguale ma che, alimentandosi di attualità, si rinnova ogni volta». La stagione televisiva sembra però molto diversa da quella passata, il pubblico sta abbandonando certi programmi: «Certo - risponde Fazio - la tv non è una cosa immobile ma che questa sia una stagione diversa non credo, di fatto è assolutamente omologa a quello che c'era, non ci sono crolli conclamati anche se gli ascolti sono altalenanti, il pubblico sembra più che altro schizofrenico. L'unica vera novità è che la gente guarda di più la tv satellitare. in questo settore l'affermazione di Sky è piuttosto evidente».
Fazio dunque ricomincia: «Faccio un programma piccolo ma molto gratificante, per gli ospiti prestigiosi che intervengono, per il cast importante e per il pubblico che ci ha seguito finora: quattro milioni di spettatori non sono davvero niente male». Secondo il conduttore la riflessione più seria, più che sulla stagione confusa, dovrebbe essere fatta «sull'uso che oggi si fa della tv, sulle potenzialità che non si sfruttano. Manca una visione a medio termine, manca un sistema di mercato, e siamo qui - ma è sempre stato così - a parlare dei cambi di direttore mentre per i contenuti non c'è una grande evoluzione».
Tra gli ospiti attesi c'è l'ex premier Berlusconi? «Ne sarei molto felice. Intanto, spero che tornino Eco, Benigni, Moretti, tre dei grandi ospiti avuti la scorsa stagione».