Diquattro (DAZN): «Cambiamento epocale, la situazione oggi molto migliorata»

Diquattro (DAZN): «Cambiamento epocale, la situazione oggi molto migliorata»

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Fonte: La Stampa

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DAZN
  sabato, 30 ottobre 2021
 11:30

Gli italiani incollati al telefonino e al tablet per vedere Inter-Juventus. [qui i dati Nielsen] Una rivoluzione nei costumi, nell’industria dei media e in quella dello sport. Ecco perché per Veronica Diquattro, ad per l’Italia e ora anche Chief revenue officer per l’Europa di Dazn, ha rilasciato una intervista a "La Stampa" in cui sottolinea che il cuore della vicenda non sta nella maledetta rotellina che gira sullo schermo e blocca la partita. Quello è un incidente di percorso:

«Siamo ai primi passi di un cambio radicale, la svolta verso la digitalizzazione inevitabilmente all’inizio dà qualche problema. Ma i risultati sono incoraggianti da ogni punto di vista: audience, abbonamenti, investitori, miglioramento tecnologico» dice la manager ex Google e Spotify.

Le segnalazioni di problemi da parte degli utenti non sono finite: le partite si vedono male, non trova?
«La situazione oggi è molto migliorata. Non ci siamo mai nascosti: sapevamo che all’inizio ci sarebbe stato bisogno di un assestamento, fisiologico quando si propone un cambiamento tecnologico radicale. Tra l’altro senza guidarlo del tutto, perché ovviamente per uno streaming adeguato c’è bisogno anche dei servizi di altri stakeholder. E della collaborazione degli utenti: anche quando hanno buone competenze tecnologiche, capita che non si accorgano che il problema magari è che hanno una connessione troppo debole, nonostante la banda larga sia disponibile. Ecco perché spesso serve un’assistenza capillare. Ma, ripeto, la situazione è molto migliorata e siamo soddisfatti».

Solo 15 giorni fa l’Agcom ha ribadito che dovete fare di più.
«Anche quando debuttò il satellitare sembrava non funzionare nulla, montare un’antenna era vissuto una cosa complicata e bastava un temporale perché sparisse il segnale. Il nostro sforzo è massimo e capiamo le difficoltà, soprattutto di certe fasce della popolazione, e in generale la diffidenza quando si scardina un sistema. Ma siamo sulla traiettoria giusta, ce lo confermano i 6 milioni di audience media nei match day. Dispiace che i miglioramenti non vengano sempre percepiti nel modo giusto e che magari ci si dimentichi dei vantaggi acquisiti con il nostro servizio».

Ad esempio?
«Innanzi tutto poter vedere le partite ovunque ci si trovi, dal telefono e con più device contemporaneamente: una modalità di consumo in linea con le abitudini dei più giovani e del mondo di oggi. E poi la grande spinta alla digitalizzazione del Paese, il calcio in questo senso si sta rivelando un traino eccezionale. Ma non si può fare tutto questo dal giorno alla notte. Servono tempo e investimenti, che noi stiamo mettendo a disposizione del Paese, non solo dei nostri clienti».

Cioè?
«Abbiamo distribuito sul territorio italiano circa 42 Dazn Edge, le cache che gestiscono il traffico di Dazn, per un investimento di 3 milioni a stagione. Poi c’è il lavoro sulle cinque global Cdn, quello con le telco e con il nostro partner Tim per l’implementazione del multicast. Sono 10 milioni investiti nelle infrastrutture, un patrimonio per il Paese e non solo per noi. Dal 20 novembre poi avremo il Full HD, con particolare attenzione per le smart tv, i grandi schermi dove c’è più bisogno di alzare la qualità».

Due milioni di abbonati e investitori pubblicitari in crescita. Parte dell’azionariato di Tim, vostra partner nell’operazione Serie A, è delusa dai risultati di questi primi mesi. Cosa risponde?
«Sugli abbonati non diffondiamo dati, né intendo commentare eventuali dinamiche interne ad altre società. Con Tim la collaborazione è ottima. Per noi i numeri sono migliori delle attese: picchi di oltre due milioni di utenti e 99 investitori pubblicitari sul prodotto calcio, in aumento del 20% rispetto all’ultima stagione pre-Covid. Il 75% di queste aziende ha già programmato investimenti per tutto il girone di andata».

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