Pierluigi Pardo nel team di coordinamento editoriale del calcio su Dazn

Pierluigi Pardo nel team di coordinamento editoriale del calcio su Dazn

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Fonte: La Repubblica

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DAZN
  martedì, 04 gennaio 2022
 11:25

Pierluigi Pardo nel team di coordinamento editoriale del calcio su DaznPierluigi Pardo, 47 anni, cambia pelle per l’ennesima volta e lo annuncia a Franco Vanni su Repubblica.
«Sarò football lead di Dazn. Lavorerò nel team di Ughetta Ercolano al coordinamento editoriale dei contenuti sul calcio. La squadra è giovane, entusiasta, piena di talento. Continuerò con le telecronache. Ho cominciato a cinque anni commentando le mie stesse prodezze nel corridoio di casa. È la mia vera passione».

Quali novità televisive porterà il girone di ritorno della Serie A?
«Dal 16 gennaio parte il programma della domenica sera di Marco Cattaneo, un punto autorevole e leggero sul weekend. Poi ci sarà il Coca Cola Super Match, analisi divertente di una delle sfide clou. Vorrei contaminare il pallone con altri mondi. Come dice Mourinho, chi sa solo di calcio non sa nulla di calcio. Siamo stati i primi a introdurre un commentatore tecnico specifico in tempo reale, l’ex fischietto Luca Marelli. Se Rocchi decide di mandare gli arbitri a parlare in tv siamo pronti a ospitarli nella square, spazio polifunzionale in cui prendono vita tanto i contenuti live quanto quelli on demand».

Ventuno anni fa lei era a Stream, oggi a Dazn. Che analogie nota fra l’esplosione del satellite e dello streaming?
«Sono rivoluzioni. Il satellite portò il calcio nelle case. Dazn insegna che il pallone si può seguire ovunque. Stiamo contribuendo alla digitalizzazione del Paese, anche grazie ai giovani che insegnano ai padri. Oggi puntiamo su highlights e interviste brevi. E ci esponiamo alla critica continua dei social, che a me non spaventa: non ho mai bloccato nessuno. Ma al centro per fortuna resta il pallone. E siamo fortunati: ci mandano allo stadio gratis per raccontare le partite».

Dopo i problemi di inizio campionato, ha chiesto a Dazn garanzie sulla qualità del servizio per gli abbonati?
«Non ne ho bisogno, vedo il lavoro che viene fatto ogni giorno. Le iniziali problematiche di aggiustamento sono superate».

La spizzata, i quinti, i braccetti, la transizione ... Delle espressioni in calciatorese, cosa salva?
«Adoro l’originalità. Il nome e cognome del marcatore scanditi da Fabio Caressa. Il “rete” di Compagnoni. Le sciabolate di Piccinini. Non mi piacciono espressioni antiche come gli alabardati, i partenopei, la barba al palo. Meglio l’ombrellino nel long drink del mitico Nicola Roggero, allora. Il mio idolo professionale è Beppe Viola, per distacco. Poi Pizzul, Galeazzi, D’Aguanno. Non ruberei nessuno alla concorrenza.  Il livello medio è elevatissimo. Ci si immagina in competizione fra noi, ma siamo amici. Fare una telecronaca e poi andare a cena con i colleghi resta un programma imbattibile»

Su Repubblica Tv ha curato “È il calcio bellezza”, su Dazn ci sono le sue pillole di storytelling “Parto con Pardo”. La diverte questa modalità di racconto?
«Sì, marca l’intreccio del calcio con la vita, la cultura, l’economia, la politica. Buffa ha fatto scuola. un programma sugli aspetti finanziari del pallone però non farebbe grandi ascolti anche se è vero che oggi i tifosi quando la loro squadra compra un campione sono sì felici ma anche preoccupati per la spesa. Tutti tranne quelli di City e Psg, ovviamente».

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