Ben Ammar in onda su Ti Media: Interactive di Bogarelli rileva le licenze di SI

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Digitale Terrestre
  giovedì, 08 gennaio 2009
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Tarak Ben Ammar cede la licenza per l'utilizzo dei marchi Sportitalia e Sportitalia 24 all'Interactive di Bruno Bogarelli e muove un primo passo verso Telecom Italia Media. E sì perché - pur smentendo ufficialmente l'interesse per la società guidata da Giovanni Stella -, da ieri (come rivelato in anteprima da Digital-Sat)  i canali del finanziere franco-tunisino trasmettono sulle frequenze digitali di Telecom Italia Media.

«Non c'era altra scelta che passare su Ti Media» spiega Bogarelli, che ha prodotto i contenuti di Sportitalia fin dagli esordi del canale. Ieri sono terminate le trasmissioni sul multiplex di Mediaset (il canale sportivo non è rientrato nella graduatoria relativa all'assegnazione del 40% della capacità trasmissiva dei multiplex nazionali) e un accordo con la Rai sarebbe stato quasi impossibile dal momento che Sportitalia e Sportitalia 24 avrebbero fatto concorrenza a Rai Sport Più. La soluzione più logica sarebbe stata quindi quella di migrare verso Dfree, la piattaforma digitale controllata proprio da Tarak Ben Ammar e che per il momento trasmette solo canali Mediaset, «ma il multiplex è già pieno» prosegue Bogarelli.

Ecco quindi l'accordo con Ti Media alla disperata ricerca di clienti: «È un'operazione puramente industriale, una formula che permetterà a Bogarelli di diventare socio del canale alla fine del 2010. E non c'è alcun interesse verso Telecom Italia Media» ribadisce Ben Ammar.

Il finanziere ritiene poi a sottolineare che la cessione delle licenze non rappresenta in alcun modo un disimpegno dal mercato italiano: «Ho finanziato il canale con 10 milioni di euro l'anno più l'affitto delle frequenze digitali, non voglio assolutamente andarmene. Voglio solo che Interactive abbia mano libera perché sta facendo un buon lavoro. Siamo quasi a break even».

Gli accordi prevedono che a fine 2010 una quota azionaria del network passi a Bogarelli, a patto però che vengano raggiunti una serie di obiettivi in termini di share e raccolta pubblicitaria. «Stiamo definendo le soglie proprio adesso - prosegue Ben Ammar -, ma quando gli affari vanno bene non ci sono problemi a trovare un accordo. E io sono convinto che lo spazio per Sportitalia ci sia tutto, anzi dal 2012 con lo switch off definitivo diventerà una realtà ancora più importante».

Per il momento in casa Sportitalia regna un certo ottimismo, la raccolta pubblicitaria è passata dai 4 milioni del 2007 (la concessionaria e diventata operativa solo ad anno iniziato) agli8 milioni del 2008 e l'obiettivo per quest'anno è superare quota 12 milioni. Il target del canale comunque non cambia: «Non possiamo competere con Mediaset Premium o Sky - dicono Bogarelli e Ben Animar -, vogliamo concentrarci sugli altri sport come abbiamo sempre fatto».

Insomma niente grandi eventi e niente grande calcio ad esclusione della Serie B. Bogarelli nega poi l'esistenza di un possibile conflitto d'interessi con Infront (la società che aiuterà la Lega Calcio nella cessione dei diritti tv è infatti guidata dal fratello Marco): «Siamo stati clienti uno dell'altro, ma tutto alla luce del sole».

Così come Ben Ammar nega l'interesse per Ti Media: «Sono già amministratore di Telecom, il conflitto sarebbe grandissimo e poi non avrebbe senso, mi scontrerei con i miei clienti. Io produco contenuti e la mia televisione si chiama Sportitalia». Che da ieri trasmette sul multiplex di Telecom Italia Media.

Giuliano Balestrieri
per "Il Sole 24 Ore"

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