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Piemonte, ancora problemi per lo switch off, in crisi antennisti e utenti

• 5 min lettura
Fonte: La Stampa Torino | Condividi 📲
Torniamo a parlare dei problemi seguiti allo switch off del digitale terrestre nell'area occidentale del Piemonte, proponedovi due articoli apparsi nell'edizione odierna del quotidiano torinese "La Stampa"

"Caos Digitale, in crisi anche gli antennisti" di Marco Accossato

Disastro digitale. A un mese dallo «switch-off» che ha traghettato torinesi e cuneesi dal segnale analogico della televisione le proteste non si fermano. Come i disagi, i canali che spariscono, ritornano, scompaiono di nuovo. Ora, accanto ai cittadini, scendono sul piede di guerra anche gli installatori: «Un disastro - dice Umberto Pellegrini, titolare di una ditta individuale a Vinovo - di fronte ai primi problemi sorti a maggio dopo lo switch-over pensavamo che il passaggio definitivo di ottobre avrebbe risolto i guai. Invece, paradossalmente, la seconda fase del passaggio al digitale è stata e continua a essere più problematica della prima».

Risultato? «I clienti se la prendono con noi, cominciano a pensare che siamo noi antennisti gli incapaci. E come dar loro torto, se un impianto installato ieri oggi non funziona più? Inutile spiegare che la causa sono i continui cambiamenti del segnale».

Disarmati. Cittadini e installatori, adesso, condividono la stessa protesta. E di motivi ce ne sono ogni giorno di più: «Martedì - racconta ad esempio Pellegrini - La7, canale 48, trasmetteva dalla Maddalena. Il segnale è stato spostato all'Eremo, che già in passato tagliava fuori molte zone di Moncalieri, Nichelino e La Loggia. Così queste zone da quasi una settimana non vedono più La7».

Altro esempio: «In corso Moncalieri, dal numero 100 al 400, Mediaset era trasmesso da un forte ripetitore a Montoso, che è stato spento. Così chi abita da 100 al 400 di corso Moncalieri d'improvviso ha smesso di vedere i canali Mediaset».

Le lettere di protesta si moltiplicano. I messaggi sul forum non si sono mai fermati. Così le lamentele sui vari blog dedicati alla tecnologia. Il digitale terrestre è stato praticamente imposto a tutti i cittadini senza interpellare nessuno. Non va meglio con la televisione a pagamento. Anche la Pay tv è, in molti casi, senza segnale.

Umberto Pellegrini: «Nei giorni scorsi ho installato impianti che ho dovuto modificare dopo pochi giorni, perché il segnale è passato da Uhf a Vhf». Peggio: «Mercoledì scorso ho fatto un impianto il via Pastrengo a Moncalieri: il giorno dopo non vedevano più La7. Secondo lei, con chi se la prende chi mi ha pagato quel nuovo impianto?». Ancora: «A Piossasco il pacchetto Mediaset sul canale 36 subisce l'interferenza del segnale di Rai 3 da Monte Pellice».

Chi subisce maggiormente i disagi sono soprattutto le persone anziane, che dopo aver moltiplicato apparecchiature, prese e telecomandi devono lottare ogni giorno con la risintonizzazione. «Se il cittadino è abbandonato a se stesso, non lo siamo meno - sbotta Pellegrini -: non abbiamo un numero verde di riferimento, e se chiamiamo lo stesso call center che risponde ai cittadini ovviamente non c'è nessuno in grado di fornirci le indicazioni tecniche di cui abbiamo bisogno. Se anziché ignorarci utilizzassero la nostra rete, potremmo aiutarli: ogni giorno potremmo misurare la potenza del segnale, segnalando subito le zone d'ombra, i Comuni e le vie dove il segnale sparisce, interferisce, o non arriva proprio».



"Dal Call Center proposte oscene" di Marco Accossato

Il suo incubo è iniziato il giorno del passaggio al digitale terrestre. No, stavolta - a differenza di molti altri casi - la sintonia dei canali non c'entra. Però la tv che va e viene è stata l'elemento scatenante di una storia piena d'amarezza: «Ho telefonato al numero verde 800.111555 perché non riuscivo più a vedere i canali della Rai - racconta la signora Lucrezia Giuliano, che abita nella zona di Porta Susa -. La persona con cui ho parlato mi ha chiesto l'indirizzo di casa e il numero di cellulare spiegandomi che sarei stata contattata da un tecnico. Altro che tecnico, dal giorno successivo ho cominciato a ricevere telefonate sconce dagli amici di chi mi aveva risposto al numero verde».

Tutto è raccontato su una denuncia recapitata al comando dei carabinieri di via Valfrè. «Mercoledì 7 ottobre - dice la Giuliano - mi sono accorta verso le 10 che la Rai non si vedeva più, e ho chiamato il call center perché mi spiegassero che cosa fare per risolvere il problema. Mi ha risposto un operatore dall'accento toscano: dopo aver fatto apprezzamenti sulla mia voce, avermi chiesto dove abitassi e il mio numero di cellulare, ha detto che entro 24 ore avrei ricevuto la chiamata di un tecnico Rai che mi avrebbe prestato assistenza». La telefonata, in effetti, arriva alle 23 di giovedì. E' il tecnico, «un sardo, che dopo avermi domandato se il problema nel frattempo si era risolto, ha fatto gli stessi apprezzamenti sulla mia voce.

Poi mi ha detto che si trovava a Torino soltanto per qualche giorno, che alloggiava all'hotel Diplomatic vicino a casa mia, e mi ha proposto di vederci». I dettagli «tecnici» arrivano subito, al telefono.

Ma non sono quelli per ritrovare la sintonia dei canali Rai sul televisore che continua a non funzionare: «Quell'uomo - prosegue la Giuliano - mi ha chiesto come mi piaceva farlo, se amavo le stranezze. Mi ha detto che sentendomi parlare al telefono si stava eccitando». La televisione continua a non vedersi e le telefonate a dir poco fastidiose continuano ad arrivare. Lucrezia Giuliano è spaventata, ma determinata: «Non può finire così». E allora decide di rivolgersi alle forze dell'ordine. La denuncia ai carabinieri descrive ogni cosa. «La persona che ha risposto alla signora Giuliano è stata individuata - conferma Ilaria Montagnoni, responsabile del call center che ha avviato un'indagine interna -. Lui racconta un'altra versione dei fatti, ma approfondiremo: anche noi abbiamo tutto l'interesse che certe cose vengano chiarite».

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