Il Venerdìtoriale – Dahlia Tv, un'avventura finita (ed iniziata) male

Il Venerdìtoriale – Dahlia Tv, un'avventura finita (ed iniziata) male

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Fonte: Digital-Sat (original)

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Digitale Terrestre
  venerdì, 04 marzo 2011
 06:00

Alla fine, nonostante tutti i tentativi, Dahlia ha cessato le trasmissioni. Ancora oggi, dopo sette giorni dopo la chiusura, campeggia l’ormai noto cartello informativo per abbonati e appassionati. Mentre si scatena la bagarre per rilevare i diritti calcistici di cui Dahlia era titolare, non si pensa quasi più a tutti i lavoratori oggi senza occupazione e di tutti gli abbonati con dei “conti in sospeso”. Vediamo insieme queste problematiche nel VENERDÌTORIALE di Digital-sat.

Iniziamo con la foto: non pensate sia di repertorio. È stata scattata dal collega Simone mercoledì scorso allo stadio Franchi di Siena, durante la partite di Serie B contro la Triestina. Nonostante Dahlia ormai sia un’esperienza chiusa sia negli stadi che sulle maglie del Cagliari ancora si vedono le sponsorizzazioni della pay-tv di proprietà dei Wallenberg, forse rei di non aver mai creduto fino in fondo al prodotto lasciandolo al suo destino nel momento decisivo.

 
È indubbio che il punto di svolta si è avuto con il bando dei diritti collettivi di Serie A e B, pagati effettivamente molto più del loro valore, ma forse gli errori di gestione iniziano ben prima. Sembra quasi che l’immagine di La7 Cartapiù fosse addirittura migliore rispetto a quella poi sviluppata da Dahlia: non so se sia colpa del porno, una delle “killer application” più rilevanti insieme al calcio, ma ho questa sensazione. Anche il lancio, avvenuto un po’ in sordina il 7 marzo del 2009 (generalmente le pay-tv vengono lanciate in periodo estivo nella lunga pausa del calcio) non ha aiutato: l’offerta era chiara ma un po’ troppo limitata.
 
Poi pian piano il palinsesto si riempì di altri eventi sportivi, arrivò anche un canale di documentari, un secondo canale di sport e infine anche uno semi-generalista. Un unico peccato: essere di nicchia. Come sport si puntò, oltre al calcio, al football americano, al rugby, al wrestling, alla boxe. Sport che da soli non spostano molti abbonati. E quando Dahlia era pronta ad acquisire i diritti in esclusiva di un campionato importante come quello di volley femminile, i club diffidarono dell’immagine di Dahlia e preferirono rinnovare con Rai Sport. Anche i documentari non avevano dalla loro un brand forte (come invece fatto recentemente da Mediaset con BBC e Discovery) e non parliamo di Dahlia Extra, canale praticamente nato morto e ultima mossa del management prima del tracollo.
 
Insomma, molti errori di gestione e una difficoltà evidente nel trovare il margine di azione per cercare di accrescere la propria quota di mercato. Purtroppo senza successo. E purtroppo per tutti i lavoratori che oggi non hanno più un contratto e per tutti coloro che vantano crediti con Dahlia, come anche gli stessi abbonati che dovranno faticare parecchio prima di vedere – forse – qualche soldo indietro.
 
Gli unici soldi che girano adesso sono quelli che servono per accaparrarsi i diritti che furono di Dahlia e che la Lega ha subito – probabilmente anche troppo in fretta – rimesso all’asta, anzi a trattativa privata, scatenando le ire dell’Antitrust. Ad entrare in competizione troviamo Mediaset, Europa 7 e la sconosciuta imOve, ma chi ha più interesse e probabilità ad acquisire questi diritti? Proviamo a ragionarci su.
 
Per quanto riguarda la Serie A, il vantaggio che ne avrebbe Mediaset è davvero risibile: una o due partite in più a settimana (peraltro di fascia medio-bassa) con le difficoltà tecniche legate alla capacità trasmissiva, che relegherebbero le nuove partite in differita. Inoltre il poter vantare di avere tutta la Serie A, al pari di Sky, potrebbe trasformarsi in un boomerang vista la differenza di prezzi sostenuti dai due operatori, in vista del prossimo bando che arriverà entro l’estate. Di contro, Europa 7 ha l’occasione della vita per entrare nel mercato che conta, offrendo qualche contenuto in “esclusiva” sebbene sia necessario un nuovo decoder Dvb-T2 per accedere ai suoi canali. Questo farebbe indirettamente il gioco di Mediaset, garantendo la permanenza di un altro soggetto attivo sul mercato del digitale terrestre a pagamento.
 
Per la Serie B invece la partita è di diversa importanza: Mediaset non dovrebbe avere difficoltà a strapparli alla concorrenza di Europa 7, perché l’arricchimento della propria offerta qui sarebbe davvero notevole e perché si contrapporrebbe ad armi (quasi) pari con Sky e la sua offerta, che prevede per la B un pagamento aggiuntivo al canone di abbonamento. Ma proprio Sky sarebbe corsa ai ripari per bloccare, almeno temporaneamente, l’assegnazione dei diritti. Questi però non potranno rimanere senza padrone ancora per molto e, una volta venduti, sarà necessario rivedere come cambierà lo scenario in questa partita serrata che vede contrapposti Sky e Mediaset.
 
Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"
 
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