Serata David Carradine su IRIS, grande combattente nella vita e sul set

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Digitale Terrestre
  sabato, 05 marzo 2011
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Serata David Carradine su IRIS, grande combattente nella vita e sul setUccidete chiunque vi ostacoli… È’ forse questo l’ammonimento che David Carradine ha seguito negli ultimi istanti della sua vita…E, forse, il vero nemico di Carradine era soltanto sé stesso: dopo anni di alcolismo e depressione, infatti, il 4 giugno 2009 il poliedrico attore statunitense decise di non lottare più e arrendersi alla solitudine nella suite room numero 352 del Park Nai Lert Hotel a Bangkok, dove fu ritrovato impiccato.

Carradine è l’interprete d’eccezione cui Iris, il canale free del Dtt Mediaset diretto da Miriam Pisani, dedica una speciale retrospettiva notturna.

Sabato 5 marzo 2011, dalle ore 21.00 fino a notte fonda, saranno di scena 4 rare pellicole della colossale filmografia del tormentato figlio d’arte: 118 film, 3 serie tv, 32 pièce teatrali, 27 tv-movie, più di 35 apparizioni…

L’omaggio di Iris all’attore statunitense propone, in prima serata, il film d’azione Una magnum per McQuade (Steve Carter-1983), con Chuck Norris e Barbara Carrera, e, in seconda serata, un insolito e ironico Carradine nei panni della drag queen Pearl, nell’atroce e a tratti insostenibile Sonny Boy-Il dono del silenzio (Robert Martin Carrol-1989).

Pearl è la “fidanzata” di un malavitoso che, per caso, rapisce un bambino, Sonny appunto, il quale, una volta privato della lingua, sarà allevato come un animale…

A seguire il drammatico capolavoro di Ingmar Bergman, L’uovo del serpente (1977), descritto dallo stesso regista come quasi un film dell’orrore.
Abel Rosenberg (Carradine) è un trapezista disoccupato e alcolista che, rifugiatosi presso la cognata Manuela (un’intensa Liv Ullmann), scopre gli ignobili esperimenti che un medico nazista effettua sulle persone in nome di un glorioso futuro.
La forte suspence di quest’opera è agevolata, oltre che dalla colonna sonora e dal montaggio, dal contrasto cromatico tra le tinte cupe delle vie della Repubblica di Weimar, il coloratissimo cabaret e il bianco accecante dell’ospedale.
 
L’atmosfera western di Miracolo a Sage Creek (James Intveld-2005), infine, dà l’ultimo saluto a uno dei più grandi attori hollywoodiani.

“Ogni giorno - amava dire l’attore - incontro almeno sei persone che mi dicono: “Kung Fu” mi ha cambiato la vita”. Dopo gli esordi in stile spaghetti-western, David Carradine divenne icona degli Anni ’70 per l’interpretazione del leggendario Kwai Chang Caine, monaco shaolin esperto in arti marziali, protagonista della serie televisiva Kung Fu.

Ma, dopo Scorsese, Altman e Bergman, il vero grande ritorno sulla scena di Carradine sono stati il risuonare di colpi secchi di passi sulle assi di legno della Two Pines Chapel che si avvicinano a Beatrix (Uma Thurman), sposa ansimante in un lago di sangue.

Un fazzoletto ricamato con scritto Bill, una voce profonda che chiede Mi trovi sadico?, sono i pochi dettagli che, nella prima sequenza di Kill Bill Vol.1, anticiperanno la magistrale e ingombrante presenza di Carradine, vendicativo e sanguinoso killer Bill, nel film culto di Quentin Tarantino.

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