Su Iris una maratona con le più belle opere di Michelangelo Antonioni

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Fonte: Digital-Sat (com.stampa)

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Digitale Terrestre
  lunedì, 28 marzo 2011
 06:00

Iris dedica una maratona alle opere del regista Michelangelo AntonioniMichelangelo Antonioni, mostro sacro del cinema italiano e internazionale, è il nuovo grande autore a cui Iris, la rete free del Dtt Mediaset, dedica la serata di lunedì 28 marzo: dalle ore 21.00 fino a notte fonda, l'appuntamento è col l'arte del regista borghese, con l'esteta dell'alienazione e dell'incomunicabilità.

"Noi sappiamo che sotto l'immagine rivelata ce n'è un'altra più fedele alla realtà e sotto quest'altra, un'altra ancora e di nuovo un'altra sotto quest'ultima, fino alla vera immagine di quella realtà, assoluta, misteriosa che nessuno vedrà mai o forse fino alla scomposizione di qualsiasi immagine, di qualsiasi realtà."

Recitando queste parole, quasi un'esegesi della filosofia del regista ferrarese che con i suoi fotogrammi evoca l'essenza del sentimento, la voce di John Malkovich conclude Al di là delle nuvole (1995) - previsto in prima serata - il film diretto da Wim Wenders e lo stesso Antonioni che, dopo una pausa di oltre 10 anni imposta dalla malattia, torna dietro la macchina da presa.

John Malkovich raggiunge la spiaggia deserta, il vento non dà tregua e lui rimane aggrappato all'altalena e al ricordo che sopraggiunge osservando la foto che ha tra le mani: questa la scena cult della pellicola.

Ispirato alla raccolta di racconti Quel bowling sul Tevere dello stesso Antonioni, Al di là delle nuvole (dove nuvole sta per immagini e finzioni) - narra, o meglio rappresenta con un "soffio  orientale" - come afferma Tonino Guerra - con lunghe pause e silenzi, quattro cronache di amori quasi impossibili.

La rassegna monografica prosegue in seconda serata con l'ultima fatica della filmografia di Antonioni (2004), Eros, trilogia di corti sull'erotismo e l'amore presentata fuori concorso alla 61° Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia: il primo, il raffinato e commovente La mano, firmato da Wong Kar Wai, il secondo, Equilibrium, commedia ironica e maliziosa di Steven Soderbergh, e il terzo, Il filo pericoloso delle cose, con la riflessione filosofica di Antonioni sull'abisso tra uomo e donna.

Infine, un salto alle origini della carriera di Antonioni con la pietra miliare Deserto Rosso (1964), opera che chiude la raffinata serata del canale diretto da Miriam Pisani.

Come nei suoi lungometraggi più famosi, dal primo Cronaca di un amore a Il Grido, Antonioni torna ad occuparsi del suo tempo, della crisi, l'inadeguatezza e lo smarrimento che vive il singolo individuo, simbolo della nevrosi diffusa di una società nel pieno trapasso da un'epoca all'altra. 

Protagonista del suo primo film a colori, Monica Vitti, giovane borghese adultera, depressa e alienata, alla ricerca di un equilibrio.

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