Digitale terrestre in Toscana: 130 giorni allo switch off

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Fonte: InToscana

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Digitale Terrestre
  venerdì, 01 luglio 2011
 16:50

Fra 130 giorni, il 7 novembre, i toscani inizieranno a transitare dalla tv analogica a quella digitale: dopo tre settimane, per l’esattezza il 2 dicembre 2011, tutto dovrà essere completato e anche nelle abitazioni di ciascun toscano (come già avvenuto in diverse altre regioni italiane e come sta avvenendo nel mondo intero) la vecchia fruizione televisiva sarà sostituita in modo definitivo dalla rivoluzione digitale.

Negli stessi giorni del prossimo autunno, insieme ai toscani, sono interessati allo “switch-off” (questo il termine tecnico) gli abitanti dell’Umbria e quelli di due province limitrofe: La Spezia e Viterbo.

La scadenza, originariamente fissata per l’autunno 2012, è stata anticipata di un anno perchè alla nuova tecnologia stanno transitando anche Liguria e Corsica e se la Toscana non si fosse allineata sarebbero sorti problemi di interferenze. Di questa “rivoluzione” si è discusso a Firenze, su iniziativa di Regione Toscana, in un convegno (“Il passaggio al digitale. Esperienze a confronto“) finalizzato soprattutto ad ascoltare cosa è accaduto in alcuni fra i territori italiani in cui lo “switch-off” è già avvenuto: Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trento.

“Una sfida importante per l’intero sistema televisivo regionale e non solo” – ha premesso Stella Targetti, vicepresidente di Regione Toscana, dando il via ai lavori della giornata. “Abbiamo già messo in moto le nostre iniziative perchè il passaggio sia il più possibile agevole per gli utenti e perchè costituisca una occasione di qualificazione per l’intero settore”

Targetti si è detta consapevole sul fatto che le “criticità da superare sono molte” ma ha soprattutto sottolineato “le opportunità di un banco di prova importante sia da un punto di vista tecnologico che per quanto riguarda qualità e pluralismo del sistema televisivo”.

Da tempo è stato attivato, in Toscana, un tavolo tecnico con emittenti locali e associazioni di enti locali (Anci, Uncem, Urpt) per mettere a punto interventi a sostegno degli utenti e delle categorie interessate. E’ anche in fase di elaborazione una proposta di legge a sostegno dell’emittenza locale: "la nostra volontà – ha detto Stella Targetti – è prevedere contributi finanziari per concorrere alle spese di investimento: ma solo alle emittenti con precisi requisiti di qualità”.

Si sta inoltre lavorando a un protocollo d’intesa con Anci e Uncem per garantire forme di assistenza a fasce deboli di cittadinanza (over 65enni, disabili, non autosufficienti, residenti in zone considerate marginali) in grado di superare le difficoltà tecniche. Si pensa di utilizzare la rete degli sportelli PAAS (Punti di accesso assistito ai servizi) e sarà costituito un gruppo di volontari adeguatamente formati per fornire assistenza ai cittadini, anche a domicilio, che dovranno sintonizzare i nuovi canali digitali: una sorta di “angeli del telecomando“. Saranno organizzati, in collaborazione con Ray Way e Ufficio Scolastico regionale, momenti di formazione nelle scuole toscane in modo da coinvolgere i nativi digitali, i giovani, nel compito di aiutare genitori e nonni più in difficoltà.

Già è stata modificata la legge che disciplina i controlli regionali sugli impianti di trasmissione (“gli adempimenti sono stati resi più rapidi e snelli”) in quanto tutti i vecchi impianti analogici dovranno essere sostituiti, e quindi autorizzati, con i nuovi a tecnologia digitale. Si pensa anche a un protocollo con le associazioni degli antennisti e dei consumatori, per studiare un “tariffario di riferimento” e un “preciso codice etico”. Molto atteso – al convegno coordinato da Enrico Menduni, Antonio Barretta e Marino Livolsi – l’intervento di Eva Spina dirigente del MISE (Ministero Sviluppo Economico).

Entro pochi giorni è annunciata la pubblicazione del bando per l’assegnazione delle frequenze alle emittenti locali (queste avranno 30 giorni per presentare domanda). Nei giorni dello “switch-off” opererà anche in Toscana, come ovunque, un “master plan” (il territorio sarà diviso Comune per Comune e i cittadini, che dovranno sintonizzare i nuovi canali, saranno appositamente informati).

Circa 125 mila toscani con determinate caratteristiche di reddito e di età (il numero è stato fornito dalla dirigente ministeriale) potranno ricevere un contributo dallo Stato (50 euro) per acquistare un decoder. Tutte le informazioni utili per un passaggio tecnologico che, in pratica, coinvolge tutti i toscani, si trovano anche su un sito istituzionale http://www.decoder.comunicazioni.it/ Previsto un call center (800 022 000) e anche per lo switch-off toscano saranno svolte campagne di comunicazione istituzionale.

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