Oltre 160 trasmissioni dedicate ogni anno a concerti, opere e spettacoli con una media di 100.000 telespettatori. Sono le cifre che Massimo Ferrario, direttore di Rai 5, ha diffuso nella prima giornata di Melò Around the World, l'evento inserito negli Screenings in Florence organizzati dalla Rai. L'appuntamento odierno ha acceso i riflettori sul rapporto tra l'opera lirica e la televisione e ha permesso di confrontare l'offerta italiana della Rai con quella delle tv straniere.
«Sono oltre 160 le trasmissioni che Rai5 dedica ogni anno a concerti sinfonici, opere e spettacoli teatrali -ha detto Ferrario-. Il numero di spettatori varia da un minimo di 50.000 a un massimo di 500.000 persone per la prima della Scala in diretta, con una media di 100.000 telespettatori a spettacolo. Sono numeri che non consentono di andare in prima serata su una rete generalista, ma che permettono di accontentare un solido pubblico di appassionati, ormai fidelizzati, che non sempre hanno la possibilità di andare a teatro. In questo senso il nostro è davvero un servizio pubblico».
I numeri sono interessanti, specie se confrontati con quelli illustrati da Ikeno Masayuki, Senior Producer della tv giapponese NHK: «Il nostro Premium Channel ha trasmesso nel 2012 trenta titoli d'opera, programmati intorno a mezzanotte, con un ascolto medio di 270.000 spettatori, ai quali vanno sommati tutti coloro che registrano gli spettacoli per vederli in seguito». Cifre simili a quelli dell'Italia, se si tiene conto che il Giappone ha 127 milioni di abitanti.
Diversa la scelta della tedesca ZDF, illustrata dalla responsabile della musica Anca-Monica Pandelea: «Noi scegliamo di trasmettere grandi eventi musicali in diretta sul canale Arte. Il Lohengrin che ha inaugurato la stagione della Scala lo scorso dicembre, ripreso dalla Rai, in Germania è stato seguita da mezzo milione di persone. Recentemente il Parsifal diretto da Christian Thielemann, che ha inaugurato il Festival di Pasqua a Salisburgo, ha avuto 400.000 spettatori. Un esperimento interessante è stata La bohème del Festival di Salisburgo dello scorso anno, con la direzione di Daniele Gatti, la regia di Damiano Michieletto e Anna Netrebko protagonista, che è stata trasmessa in differita sul principale canale generalista ZDF, ed è stata seguita da un milione e 400mila persone». «Nei prossimi mesi -ha aggiunto la Pandelea- trasmetteremo l'Aida dell'Arena di Verona, il Don Carlo e I Maestri cantori di Norimberga da Salisburgo».
La riflessione è proseguita sui problemi della trasposizione del teatro musicale in prodotto televisivo, che sempre più spesso viene trasmesso anche nei cinema. «La tv aiuta il teatro, e il teatro fornisce contenuti importanti per la tv -ha sottolineato Ferrario- ma si tratta di prodotti differenti, che viaggiano su binari diversi».
Walter Vergnano, sovrintendente del Teatro Regio di Torino, ha evidenziato che «le esigenze tecniche legate alla ripresa tv vanno considerate con molto anticipo sulla messa in scena dello spettacolo, affinchè non diventino un problema. Sarebbe interessante poi creare una vera e propria stagione d'opera televisiva che metta insieme le produzioni dei teatri lirici e non. Un cartellone che non sia di nessun teatro, ma raduni le migliori proposte dei teatri italiani. Anche questo da realizzare con il necessario anticipo».