Rilascio banda 700, si riparte: comunicazione nazionale e sito CRTV

Rilascio banda 700, si riparte: comunicazione nazionale e sito CRTV

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Fonte: ConfindustriaRadioTv

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Digitale Terrestre
  giovedì, 10 settembre 2020
 21:05

Rilascio banda 700, si riparte: comunicazione nazionale e sito CRTVLa comunicazione a livello nazionale del processo di rilascio della banda 700, iniziata a dicembre 2019 con lo spot istituzionale, ora entra in un periodo cruciale. Si avvicinano infatti due step di discontinuità tecnologica importanti: il primo con l’abbandono dell’MPEG-2 su tutto il territorio nazionale alla data del 1° settembre 2021 e il secondo con il passaggio al DVB-T2 su tutto il territorio nazionale dal 21 al 30 giugno 2022.

Un ruolo cruciale dovrà essere svolto dalla comunicazione, istituzionale, del servizio pubblico e dei broadcaster privati per accompagnare l’utenza verso la TV 4.0 senza lasciare indietro nessuno, un’informazione che dovrà essere coordinata e coerente nell’affrontare i temi di primaria importanza quali sostituire i ricevitori TV obsoleti, per garantire la continuità dell’accesso all’offerta televisiva, promuovere l’utilizzo dei bonus TV.

Su un processo di preminente interesse per tutti i suoi associati quale è la transizione per il rilascio della banda a 700 MHz, Confindustria Radio Televisioni lancia oggi una sezione dedicata alla BANDA 700 per informare utenti, industria, associati, comunicatori.

Sulla campagna di comunicazione. Prima della pausa estiva il MISE ha consultato gli stakeholder del sistema televisivo sui messaggi chiave della comunicazione dei prossimi due anni. Sul documento “DVB-T2 Key Messages” CRTV ha  risposto in nome e per conto dei sui associati, in un’ottica complessiva di sistema su un processo di preminente interesse, quale è la transizione per il rilascio della banda a 700 MHz. Il processo si è ulteriormente complicato – sia per le imprese che per le famiglie – dal suo intersecarsi con la congiuntura economica in atto derivante dall’emergenza sanitaria. Per traguardare l’obiettivo comune fissato dal Governo con il passaggio al DVB-T2 entro il 30 giugno 2022, Confindustria Radio Televisioni condivide l’impostazione del Ministero per un coordinamento unitario di tutti i piani di comunicazione, quello istituzionale, quello del servizio pubblico e quello degli altri broadcaster nazionali e locali. Ogni soggetto dovrà poter declinare il proprio piano e la propria comunicazione, ma saranno necessari momenti di confronto e di indirizzo comuni. Il servizio pubblico in particolare ha compiti e ruoli specifici nella comunicazione durante tutta la transizione che dovranno essere orientati coerentemente con il piano complessivo a livello istituzionale.

Priorità sostituzione ricevitori. A fine febbraio 2020 risultavano ancora 12,8 milioni di famiglie con tutti i ricevitori DVB-T di cui quasi 3,4 milioni solo MPEG-2 (FUB, marzo 2020). Alla stessa data, CRTV ha stimato che gli apparecchi TV complessivamente da sostituire (o da abbinare con un decoder) perché solo DVB-T entro il 30 giugno 2022 sono più di 30 milioni, di cui 9 milioni entro il 1° settembre 2021 perché solo MPEG-2. [1]  Il processo si è ulteriormente complicato – sia per le imprese che per le famiglie – dal suo intersecarsi con la congiuntura economica in atto derivante dall’emergenza sanitaria. Sostituire o abbinare con decoder 30 milioni di apparecchi TV richiederà uno sforzo straordinario da parte di tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione e alla vendita e un impegno eccezionale di comunicazione da parte delle istituzioni e dei broadcaster.

Sul sito CRTV. Come noto il passaggio tecnologico al DVB-T2 – con la conseguente necessità di traghettare tutta l’utenza ancora con dotazioni obsolete su questa nuova tecnologia – è l’impianto normativo su cui è stata costruita la roadmap per il rilascio delle frequenze in banda 700 e per la conversione delle reti oggi esistenti, permettendo così di garantire, come richiesto dalla Commissione UE, la continuità di tutti i servizi trasmessi e in prospettiva la loro evoluzione verso qualità superiori HD e UHD. La riduzione delle frequenze derivante dal rilascio della banda a 700 MHz, che impone di ridurre i multiplex nazionali da 20 a 12 e i multiplex locali da oltre 18 a 2, non compensata da tecnologie trasmissive più efficienti, non permetterebbe infatti di garantire la continuità di tutti i programmi esistenti e richiederebbe di spegnerne alcuni. La roadmap si declina in due grandi fasi con passaggi territoriali e due passaggi tecnologici. Questa e altre informazioni di contesto sono presenti nel sito nella sezione “Banda 700. Dove, come, quando, perché”. I dettagli di questi passaggi, comprensivi dei canali coinvolti nella sezione “Roadmap. Dove siamo” . Nella sezione TV 4.0 una guida sui terminali, comprensiva di indicazioni tecniche, informazioni sui bonus, dati, link. Lo spazio informativo creato da CRTV comprende inoltre una parte dedicata alla normativa, navigabile per argomenti, una alla comunicazione ed eventi, e una agli installatori (masterplan). Il sito si arricchirà di aggiornamenti e nuove sezioni per accompagnare le varie fasi e temi del rilascio con una informazione puntuale e verificata ad uso di industria e utenti: un monitoraggio del movimento dei canali fra i vari multiplex e una particolare attenzione alle iniziative per una transizione verde – fra le richieste ripetute di CRTV ai referenti istituzionali c’è infatti l’incentivazione per lo smaltimento virtuoso dei ricevitori obsoleti.

Digitalizzazione e Covid confermano la centralità della televisione.  Confindustria Radio Televisioni ritiene che la trasformazione alla TV 4.0 potrà essere uno dei volani principali per la digitalizzazione del Paese solo se si saprà preservare l’accessibilità, la prevalente gratuità e la presenza generalizzata nelle case degli italiani della piattaforma digitale terrestre, considerando anche il valore dei contenuti che su di essa vengono veicolati. L’esperienza dell’emergenza sanitaria e del lock down hanno confermato il ruolo centrale di questa piattaforma a tutela del pluralismo informativo e per lo svolgimento di un servizio di preminente interesse generale, costituzionalmente riconosciuto, con una offerta di informazione costante, qualificata e verificata e di una programmazione culturale e di intrattenimento altrettanto fondamentale per la sua funzione sociale in grado di estendere senso civico e coesione sociale. Il settore audiovisivo – intendendo con esso il settore televisivo e la filiera che intorno ad esso ruota – che opera in Italia prevalentemente sulla piattaforma terrestre, rappresenta la produzione culturale nazionale ed europea, fatta di contenuti originali identitari e non omologati su modelli estranei alla nostra cultura.

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[1] Stima elaborata da CRTV sui dati di fine febbraio 2020 della Ricerca di Base IPSOS per Auditel. Non sono considerati gli apparecchi nelle seconde case, negli alberghi, nei locali aperti al pubblico e nelle comunità complessivamente stimati in circa 12 milioni di ulteriori pezzi.

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