Cda Rai ad alta tensione, ok a bilancio e critiche. Si discute piano di produzione

Cda Rai ad alta tensione, ok a bilancio e critiche. Si discute piano di produzione

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Fonte: Ansa

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Economia
  venerdì, 14 aprile 2017
 10:50

Cda Rai ad alta tensione, ok a bilancio e critiche. Si discute piano di produzioneIl via libera al bilancio positivo con circa 18 milioni di utile, con sei voti a favore, due contrari (Mazzuca e Diaconale) e un astenuto (Messa), è la conclusione di una riunione del consiglio d'amministrazione Rai che, in tempi di forti tensioni politiche, è stato altrettanto burrascoso.

«Per la prima volta dopo anni il bilancio della Rai è stato approvato dal Consiglio di amministrazione senza l'unanimità, ma con ben due voti contrari e un astenuto. Un segnale preoccupante e senza precedenti per questa dirigenza, che aveva sempre contato sull'unanimità dei consensi dei consiglieri sui conti» dice il deputato del Partito Democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi. Nella riunione di oggi però lo scoglio principale sarebbe stato sul piano di produzione proposto dal direttore generale Antonio Campo Dall'Orto, che sulla base delle osservazioni recepite - e a quanto si apprende concentrate soprattutto sul tema dei costi esterni - ha così deciso di riproporlo alla prossima riunione del consiglio.

Sul tavolo del Cda anche la lettera di un direttore generale del Ministero del Tesoro che invitava la Rai, alla luce del parere al governo che non sarebbe stato però reso noto all'azienda di Viale Mazzini, ad un approfondimento con il Mise e con l'avvocatura di Stato sul tema dei tetti ai compensi. Quindi al momento, se non cambia la legge, il tetto rimane e le deroghe sarebbero possibili solo per gli artisti, in una politica comunque che eviterebbe le spese eccessive. Mentre il tipo di contratto come quello che hanno al momento Fazio, Giletti o Vespa non rientrerebbe nella tipologia di contratto artistico, quindi non prevede nessuna deroga. Intanto mercoledì il Cda al completo, con la presidente Monica Maggioni e il dg Campo Dall'Orto sarà ascoltato dalla Commissione di Vigilanza Rai per capire l'orientamento sul tema e potrebbe poi esprimersi con un atto di indirizzo. Tutto fermo dunque su questo punto. Votata all'unanimità, su proposta del direttore generale, la nomina di Luca Milano quale nuovo direttore di Rai Ragazzi. Mentre come vice direttore arriva Mussi Bollini. Il Consiglio ha poi confermato le designazioni attuali dei rappresentanti Rai presenti nella piattaforma TivùSat, Alessandro Picardi e Luca Balestrieri.

Ma nello stesso tempo ci sarebbe stato anche uno stop al altre nomine in discussione:

«Sono state fatte osservazioni puntuali su alcune nomine delle partecipate dove, a mio avviso, c'è un diritto di espressione primario del cda. Abbiamo condiviso anche alcune osservazioni sul piano di produzione. Va fatto uno sforzo per evitare tagli lineari, avendo riguardo per la produzione interna. La priorità non è soddisfare la star ma rispondere ai principi e ai doveri del servizio pubblico», dice il consigliere Franco Siddi. «Non ci sono osservazioni politiche ma puntuali sul merito delle cose, mi dispiace che siano capitate in un momento in cui la tensione politica sulla Rai è alle stelle», dice ancora Siddi.

Così ad esempio le contestazioni sul dato di 244 nuove utilizzazioni nel 2016. Anche su questo punto, critiche da parte del segretario della commissione di Vigilanza Michele Anzaldi:

«Dal bilancio emerge anche un altro elemento - sostiene - che desta preoccupazione: per la prima volta negli ultimi anni, il 2016 ha fatto registrare un significativo aumento del costo del lavoro: +5,6%. L'organico è aumentato di 221 unità rispetto all'anno precedente: più del doppio dei 100 nuovi giornalisti assunti per concorso. Il continuo ricorso a costosi dirigenti esterni ha pesato anche su questo. Di fronte ad un quadro del genere, che arriva a metà del mandato di questa dirigenza, viene da chiedersi se i manager che avevano avuto il mandato di risanare e rilanciare il servizio pubblico si stiano rivelando adeguati al ruolo. A giudicare dai numeri, sembrerebbe proprio di no».

Risponde Raffaele Agrusti, Chief Financial Officer Rai:

«L'andamento del costo del personale (+5,6% rispetto al 2015) risente della politica di incentivazione all'esodo per circa 28 milioni di euro mirata a favorire il ricambio generazionale nell'area giornalistica, nonché della stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato come previsto dagli appositi accordi sindacali pregressi. Al netto di tali dinamiche, il costo del personale evidenzia un lieve incremento legato alla normale dinamica degli automatismi contrattuali. L'organico è in aumento di 221 unità a seguito della stabilizzazione e del reintegro di 404 unità: escludendo questo automatismo, il personale si sarebbe ridotto di 183 unità».

Infine non si sarebbe invece parlato di Report, ma sarebbe stato sollevato dal consigliere Guelfo Guelfi il tema più generale dell'informazione delle reti e per questo sarebbe stato chiesto di ascoltare i direttori.

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