Caso diritti tv calcio, riesame disintegra le accuse. No arresto ex manager Infront

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Fonte: Ansa

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Economia
  sabato, 22 luglio 2017
 06:00

Caso diritti tv calcio, riesame disintegra le accuse. No arresto ex manager InfrontCrolla sotto i colpi di una dura motivazione da parte del Tribunale del Riesame l'inchiesta della Procura di Milano su alcune gare degli anni scorsi per l'assegnazione dei diritti tv del calcio che vede indagati ex manager di Infront, societa' advisor per la Lega Calcio, e altre persone, tra cui il presidente della Lazio Claudio Lotito e quello del Genoa Enrico Preziosi, ma che ha coinvolto anche l'ex ad del Milan Adriano Galliani, mai formalmente indagato. La «disintegrazione delle ipotesi accusatorie» dei reati contestati, tra cui la presunta turbativa d'asta, finisce «per rendere evanescente qualsiasi considerazione sull'esistenza di un'associazione per delinquere», ha scritto il collegio nel confermare, come aveva gia' fatto il gip Manuela Accurso Tagano, il no all'arresto, richiesto dai pm, di M.B. e G.C, ex presidente ed ex dg Infront, e del patron della societa' Mp&Silva.

Accolte, dunque, le tesi dei difensori, gli avvocati Salvatore Pino, Sergio Spagnolo e Mauro Carelli. Secondo la Procura, B., C. e S. avevano gestito «un'associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie» di reati tra cui turbativa d'asta, «autoriciclaggio, truffa aggravata, ostacolo alle funzioni di vigilanza, evasione fiscale» con «l'impossessamento di denaro che avrebbe dovuto, in un corretto regime concorrenziale, entrare nelle casse della Lega Calcio». Anche Galliani, secondo i pm, avrebbe fatto parte dell'associazione «in grado di interporsi fin dal 2009 tra il mercato e le squadre di calcio, cui spettano» i profitti della «commercializzazione» dei diritti tv. Nelle motivazioni il Riesame, invece, fa a pezzi, più del gip, le accuse contestate ai tre, tra cui l'aver turbato in tre casi l'asta dei diritti tv per l'estero fino al 2014 e quella (contestazione solo per B. e C.) delle stagioni di serie A e B 2014-2016, favorendo Mediaset su Sky. I tre, secondo i giudici, non hanno commesso «alcun reato» perché nelle gare, indette tra soggetti privati, non c'era alcun «interesse o ruolo della Pubblica Amministrazione».

Spazzati via anche gli altri reati, tra cui l'associazione a delinquere. Sono emerse, infatti, «azzardate operazioni finanziarie» e «accordi raggiunti con sicura intraprendenza» che, tuttavia, non hanno causato «alcun danno» alla «Lega Calcio, alle societa' di calcio o ai singoli competitors». E sono elementi che devono essere analizzati più dalla «giustizia sportiva» che da «quella ordinaria». Per il Riesame, infine, «gli interessi economici» sono stati «sì perseguiti nell'interesse dei singoli», tra cui anche Galliani, Preziosi e Lotito, «ma in eguale misura della Lega Calcio e delle piattaforme televisive». Ora l'inchiesta potrebbe andare verso una richiesta di archiviazione, che in questo caso potrebbe essere formulata anche per Galliani, previa iscrizione.

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