Asta per frequenze tv Persidera, il 20 Novembre prime offerte per la vendita

Asta per frequenze tv Persidera, il 20 Novembre prime offerte per la vendita

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Fonte: RadioCor

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Economia
  venerdì, 10 novembre 2017
 17:10

Asta per frequenze tv Persidera, il 20 Novembre prime offerte per la venditaVerso le prime offerte concrete per le frequenze televisive di Telecom Italia. Per il 20 novembre prossimo - secondo quanto risulta a Radiocor Plus - sono attese le proposte non vincolanti dei soggetti interessati ad acquisire Persidera, la joint venture tra Tim e Gedi-L'Espresso nelle infrastrutture (multiplex) per la trasmissione del segnale audiovisivo. La dismissione della quota di controllo di Tim, che possiede il 70%, e' una condizione indicata dalla Unione europea per autorizzare il controllo di fatto di Vivendi sul gruppo italiano di tlc.

In questi giorni, e' stato distribuito ai pretendenti che hanno manifestato interesse l'information memorandum funzionale alla presentazione delle offerte: a questa fase seguira' una due diligence nel mese di dicembre con i soggetti selezionati dai venditori insieme agli advisor Barclays e Lazard. Persidera, che nel 2016 ha realizzato ricavi per 80,8 milioni e un margine operativo lordo di 42 milioni, detiene cinque infrastrutture di rete (3 ex Tim e 2 ex L'Espresso) con una copertura della popolazione italiana tra il 94% e il 96% e ospita, quali canali principali, i canali in chiaro di Sky (Cielo, Tv8, SkyTg24), quelli del gruppo Discovery Italia (tra cui Real Time, Deejay Tv e DMax), i canali di Viacom (Paramount, Spike) e di De Agostini oltre a Ctv di Citta' del Vaticano.

Rispetto allo scorso anno, tra i contratti più importanti non c'e' più quello relativo a La7 e a La7d passati sulle infrastrutture di Cairo Communication. Per gli asset televisivi di Telecom si tratta del quarto tentativo formale di vendita nel giro di una decina d'anni (i primi due furono nel 2008 e nel 2009 , mentre l'ultimo nel 2013 fu parte della trattativa che fini' con il passaggio di La7 a Urbano Cairo), ma i paletti dell'Ue dovrebbero questa volta essere decisivi per le strategie di dismissione del gruppo tlc anche se, come e' emerso nelle indiscrezioni dei giorni scorsi, l'incertezza regolatoria in Italia sulle frequenze televisive sta raffreddando l'interesse di investitori esteri e alimentando la convinzione che l'operazione sia destinata in primis a acquirenti 'italiani'.

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