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Tim si allea con Mediaset sui contenuti e dichiara: «Siamo la nuova TV»

News inserita da:

Fonte: Ansa

Economia

Tim si allea con Mediaset sui contenuti e dichiara: «Siamo la nuova TV»Si torna a giocare al risiko dei media. Tim e Mediaset hanno raggiunto l'accordo strategico a cui lavoravano da alcune settimane e che si è potuto finalizzare non appena l'ad del gruppo telefonico, Amos Genish è stato riconfermato. Non è la joint venture a cui pensava inizialmente Vivendi ma rientra a pieno titolo nello sviluppo del piano industriale DigiTim. In Borsa il titolo però frena bruscamente (-3,86% a 0,79 euro). Un'operazione che i protagonisti definiscono 'win win'. Permette a Mediaset di estendere la visione dei propri canali free a tutte le piattaforme, digitale terrestre, satellite, Iptv con un'attesa 'retrasmission feè di 15 milioni all'anno per tre anni e a Tim di dichiarare «siamo la nuova TV» (attraverso Daniela Biscarini, Responsabile Multimedia Entertainment mentre per Mediaset l'accordo è stato firmato da Marco Leonardi, ndr). Nel dettaglio da gennaio 2019 saranno visibili anche su Timvision Canale5, Italia1, Retequattro e i canali tematici free 20, Iris, La5, Mediaset Extra, Italia2, Top Crime, oltre la rete all news TGCom24 e il nuovo canale Focus che debutterà in tv a metà maggio.

Grazie all'accordo di ritrasmissione, saranno accessibili anche le funzionalità online ora disponibili solo ai clienti di Mediaset.it. «La credibilità e la forza dei contenuti e dei canali gratuiti Mediaset sono irrinunciabili per le offerte pay distribuite su qualsiasi piattaforma video» sottolinea la società televisiva. Per Tim invece l'accordo «segna un ulteriore passo avanti nella strategia sui contenuti prevista dal piano industriale DigiTim». Un piano che all'agenzia di rating Moody's piace nella sua versione originale, senza le modifiche suggerite dal fondo Elliott. «La potenziale scissione di Netco (diversa dalla separazione legale già approvata), la vendita di Inwit e l'avvio di una politica dei dividendi, sarebbero stati negativi per il merito di credito di Tim e avrebbero causato una pressione negativa» sul rating, spiega Carlos Winzer, Senior Vice President. «La conferma del Ceo implica che l'attuazione del piano industriale 2018-2020 approvato dal cda precedente e annunciato al mercato a marzo proseguirà» riassume l'analista e questo «è positivo, poiché la priorità è perseguire la riduzione finanziaria attraverso una forte strategia di efficienza commerciale e opex (spese operative) con il rafforzamento dell'infrastruttura». La separazione della rete potrebbe migliorare i profili di rischio operativo «tuttavia, la portata del miglioramento è incerta e dipende in larga misura dai cambiamenti nella regolamentazione, dalla neutralità percepita del nuovo business della rete, dalla competitività del settore retail e dalla capacità di sostenere l'innovazione. C'è una visibilità limitata su questi fattori al momento e qualsiasi evoluzione normativa potrebbe richiedere del tempo». È il giudizio di Fitch.

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