Lente Antitrust su accordo TIM - DAZN per i diritti tv della Serie A

Lente Antitrust su accordo TIM - DAZN per i diritti tv della Serie A

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Fonte: Ansa

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Economia
  venerdì, 09 luglio 2021
 06:00

Lente Antitrust su accordo TIM - DAZN per i diritti tv della Serie AI diritti tv della Serie A finiscono sotto la lente dell'Antitrust. L'Autorità ha avviato un'istruttoria su alcune clausole dell'accordo fra Tim e Dazn per trasmettere sette partite in esclusiva e tre in co-esclusiva, per ciascun turno del Campionato di calcio della Serie A, nel prossimo triennio 2021-2024.

Mentre si avvicina, il 21 agosto prossimo (sorteggio il 14 Luglio), il calcio d'inizio del massimo Campionato italiano, l'Antitrust vuole vederci chiaro sui rischi per la concorrenza derivanti dalle clausole che limitano commercialmente Dazn nell'offerta di servizi televisivi a pagamento, con l'effetto, fra l'altro, di ridurre la sua capacità di proporre sconti agli abbonati e di ostacolare altri operatori di tlc. Non a caso l'intervento dell'autorità garante della concorrenza e del mercato avviene sulla base delle segnalazioni fatte da Vodafone, Wind Tre, Fastweb e da ultimo, lo scorso giugno, da Sky Italia.

E tra le possibili vie d'uscita indicate dalla stessa authority c'è la sospensione delle clausole contrattuali 'incriminatè. Tra i fattori critici l'Antitrust rileva che d'ora in poi le partite si potranno vedere soltanto sulla piattaforma internet (e non più sul satellite) e che in una fase di sviluppo «particolarmente delicato della rete a banda larga ed ultralarga», l'accordo fra Tim e Dazn «è idoneo a ostacolare lo sviluppo della domanda di servizi per gli operatori alternativi a Tim».

In seconda battuta, date le condizioni particolarmente vantaggiose per l'acquisto del sistema Tim Vision associato all'acquisto di servizi in fibra, l'acquisizione dei clienti da parte del gruppo guidato da Luigi Gubitosi

«in questa fase iniziale avrà effetti rilevanti sul mercato delle telecomunicazioni fisse per un periodo molto lungo (fino a 48 mesi)».

Terzo fattore, tutti gli operatori di tlc devono poter consentire ai propri utenti la fruibilità dei contenuti audiovisivi sin dall'inizio del campionato. A questo si aggiunge che «la discriminazione tecnica operabile da Tim e la significativa riduzione degli incentivi per Dazn di investire nell'interconnessione con operatori di telecomunicazioni diversi da Tim, dovuta all'accordo, potrebbero influenzare significativamente la qualità del servizio» della società con sede a Londra.

«Abbiamo appreso stamattina dell'apertura dell'istruttoria sull'accordo con Tim. Siamo tranquilli del nostro operato, abbiamo sempre lavorato rispettando le condizione di mercato», ha commentato Veronica Diquattro, Chief customer innovation officer di Dazn, impegnata nella presentazione dei palinsesti per la prossima stagione.

Dazn in una nota ha poi sottolineato che

«Questo procedimento ovviamente non riguarda l'assegnazione dei diritti di Serie A TIM per il prossimo triennio».

«Siamo fiduciosi che a seguito del contradditorio con l'Autorità verranno chiariti tutti gli aspetti oggetto del procedimento, certi che l'accordo con Dazn ha come obiettivo quello di sviluppare la concorrenza nel mercato della pay-tv, la visione dei contenuti in streaming e accelerare il processo di digitalizzazione del Paese a beneficio di tutti clienti e degli operatori di telecomunicazioni», è la posizione espressa da Tim.

Le due società finite nel mirino dell'Antitrust hanno sette giorni di tempo per presentare proprie memorie e per chiedere di essere sentite dal collegio presieduto da Roberto Rustichelli.

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