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HDTV e 3D SONY

Tv satellitare: un futuro ad alta definizione

• 3 min lettura
Fonte: Mercatoglobale.com | Condividi 📲
L'alta definizione è un fenomeno che nel mondo televisivo è paragonabile all'avvento del colore.
Il passaggio dal bianco e nero al colore fu una tappa importante. Allo stesso modo l'alta definizione è la nuova prova per introdurre nuovi standard ed aprire nuovi mercati: sia per quanto riguarda la produzione industriale di sistemi di diffusione e ricezione del segnale, sia per la produzione di nuovi contenuti.
Le prime sperimentazioni di alta definizione vennero effettuate in Giappone ed in Europa negli anni '80, ma furono presto accantonate. Attualmente le nazioni più impegnate nell'adozione dell'HD (High Definition - alta definizione) sono gli Stati Uniti, Giappone, Cina e Australia: la forza di questi mercati renderà sicuramente l'HD lo standard del prossimo futuro. Il MUSE fu uno dei primi progetti HD (se pur inizialmente sull'analogico) portato avanti dal Giappone con la collaborazione tra Sony e broadcaster pubblici (NHK). Divenne presto un vero e proprio progetto nazionale. In America si partì invece da uno standard più arretrato, l'NTSC (never twice same color); sì creò una linea politica industriale per il passaggio diretto al digitale attraverso la collaborazione tra governo, la FCC (Federal Communications Commission) e gli investimenti militari.
Nel nuovo millennio tutto ormai è definitivamente incentrato sul digitale. Rinunciare ad impegnarsi nella sostenibilità dell'alta definizione significherebbe essere condannati ai margini del mercato internazionale dell'audiovisivo.
La caratteristica evolutiva fondamentale dell'HD è il miglioramento qualitativo dell'immagine. Questo valore ha una forte valenza di mercato che raggiunge una nicchia, un target medio-alto di utenti che si avvicinano al digitale anche attraverso l'alta definizione.
Inoltre, producendo in formati digitali HD diventa possibile creare ulteriormente una serie di prodotti derivati a risoluzione più bassa per i mercati della Tv tradizionale, Tv via ADSL, Mobile Tv.
Questo nuovo modello di sviluppo viene intrapreso dalle grandi nazioni; l'Europa è attualmente in via di avanzata sperimentazione. In Europa il rischio più alto è dal lato dei broadcaster-industrie dove non c'è ancora uno start di mercato definitivo, poiché senza gli apparati tecnologici i programmi non si fanno e viceversa se non ci sono programmi adatti la produzione dell'hardware non può partire.
In Italia la regolamentazione è attualmente il lato più debole per lo sviluppo del mercato dell'HD. È necessario che la politica s'impegni su questa nuova tecnologia delineando chiare ed eque scelte di politica industriale: creare un sistema-paese con soluzioni condivise tra attività legislative e produttori ed emittenti.
Un altro lato critico riguarda la disponibilità delle frequenze. Per avviare in Italia la sperimentazione di contenuti in alta definizione occorre un'ulteriore regolamentazione e pianificazione dell'uso delle frequenze poiché l'alta definizione occupa porzioni di banda maggiore rispetto agli altri programmi digitali. In realtà le frequenze terrestri sono piuttosto scarse, ecco perché l'avvio dell'HD avviene per la maggior parte delle volte nel satellite. Il Giappone e la Francia sono un'eccezione in questo caso: entrambi hanno reso compatibile il digitale terrestre con l'alta definizione pur iniziando a trasmettere in HD sul satellite.
In Italia è utile riflettere sulla possibilità che all'HD siano riservate maggiori frequenze al momento del switch off totale del segnale analogico. Per concludere, oltre a sport e film che sicuramente consentono un miglior rapporto costi-benefici, sono necessari contenuti televisivi, non tradizionali e tali da essere apprezzati dagli utenti.
Fonti: ISIMM (Istituto per lo Studio dell'Innovazione nei Media e per la Multimedialità, www.isimm.it); mensile Media Duemila.
Roberta Salvan

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