Orange sfida Canal+ sul satellite lanciando in pay-tv sette reti

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Fonte: Il Sole 24 Ore

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Satellite / Estero
  venerdì, 04 luglio 2008
 00:00
Ha un bel dire il nuovo responsabile dei contenuti di Orange, Xavier Couture, sul fatto che l'operatore di tic non voglia fare concorrenza diretta alle emittenti televisive.

Lui stesso, del resto viene dalla tv (Canal+) e si è installato ai vertici di France Telecom (FT) poche settimane fa. Un battesimo del fuoco poiché da oggi Orange comincerà a com mercializzare l'offerta della sua nuova pay tv, diffusa non più tramite ADSL, ma attraverso il satellite e quindi teoricamente accessibile a 24 milioni di famiglie francesi.

L'ambizione di questo nuovo progetto è che il gruppo di telecomunicazioni diventa al tempo stesso fornitore e produttore di contenuti invadendo proprio il campo di Canal +. Tra l'estate e l'autunno l'offerta si declinerà infatti con un canale televisivo tematico sul calcio, OrangeFoot, e sei canali con programmazione di film e telefilm: «I nostri concorrenti sono Google, MSN, Apple», insiste il dirigente, ma è chiaro che il debutto dà fastidio soprattutto alla pay tv controllata da Vivendi.

Sotto la guida del presidente direttore generale, Didier Lombard, l'ingresso di France Telécom nella televisione a pagamento segna una delle più importanti mutazioni genetiche dell'ex monopolio delle tic: nei mesi scorsi Orange, diventato il marchio portabandiera del gruppo, ha acquisito per 200 milioni di euro i diritti di trasmissione di una partita di calcio della prima Lega francese il sabato sera.

Una cifra spropositata, secondo gli addetti ai lavori, ma che testimonia dell'ambizione e della determinazione con la quale FT intende muoversi. Altri 100 milioni di dollari sono stati spesi per i diritti sui film e telefilm della catena americana HBO, mentre un anno fa è stata addirittura creata una società per la produzione cinematografica, Studio 37.

Per Canal + rischia di materializzarsi il peggiore dei mondi possibili, dopo che nel 2005 aveva fagocitato per un miliardo di euro l'unico concorrente che gli dava filo da torcere, cioè TPS, allora pay tv controllata pariteticamente da TFi e M6, le due principali emittenti commerciali del Paese.

L'offerta di Orange è "triple pay", comprende cioè la televisione, l'accesso a internet e alla linea telefonica fissa e le trasmissioni potranno viaggiare sui diversi media, in particolare i computer e i telefoni cellulari di nuova generazione. In più, almeno per quanto riguarda il canale sportivo, si tratta di un'offerta esclusiva, riservata cioè ai soli abbonati FT, cosa che ovviamente fa infuriare Canal + e per il quale lo stesso gruppo di tic è il più importante distributore.

La pay tv del gruppo Vivendi non se ne sta e non se ne starà con le mani in mano, anche se un primo ricorso al tribunale commerciale di Parigi presentato da Neuf Cegetel (provider controllato da SFR, sempre gruppo Vivendi) e da Free contro l'esclusività di OrangeFoot è stato respinto. Il numero uno del colosso dei media e dell'intrattenimento, Jean-Bernard Lévy, ha tuonato nei giorni scorsi contro le posizioni di rendita di cui gode ancora FT: propri etario della rete telefonica, pur avendo una quota di mercato dei collegamenti in ADSL del 50%, si intasca l'85% dei margini generati dall'attività.

Attilio Geroni
per "Il Sole 24 Ore"
(03/07/08)

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