Lanciato il GOSAT: La Terra ringrazia

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Fonte: Digital-sat (original)

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Satellite / Estero
  lunedì, 26 gennaio 2009
 00:00
Venerdì 23 gennaio il Giappone ha lanciato con successo il primo satellite della storia progettato per monitorare le emissioni di gas dovute all’effetto serra e per combattere il riscaldamento globale, sviluppando nello stesso tempo la propria industria spaziale.

La missione aiuterà gli scienziati a misurare la densità dell'anidride carbonica e del metano su quasi tutta la superficie terrestre, come riferito dall' Agenzia giapponese per l’ Esplorazione dello Spazio (JAXA).

Il vettore giapponese H-2A ha lanciato il Greenhouse Gases Observing Satellite (GOSAT) da Tanegashima, una piccola isola nel sud del Giappone, dopo un ritardo di due giorni dovuto alle cattive condizioni del tempo.


Il satellite, chiamato anche “Ibuki”, alito di aria fresca, raccoglierà i dati da 56.000 località attorno al mondo, un aumento drammatico rispetto ai 282 punti di osservazione disponibili fino allo scorso ottobre,  ha precisato l’ JAXA.

Il Giappone spera che la missione fornisca ai governi dati utili come quelli raccolti sotto le pressioni dovute agli incontri durante il protocollo di Kyoto sul taglio delle emissioni di gas per l’ effetto serra.

"Il Giappone è determinato ad espandere il proprio sviluppo nello spazio”, ha detto Seiko Noda, Ministro incaricato dello sviluppo dello spazio. "Ibuki è una parte del contributo che il Giappone offre al mondo ed io sono molto ottimista sul suo apporto nel fornire dati sul riscaldamento globale", ha aggiunto.

Ibuki è fornito di due sensori: uno seguirà i raggi infrarossi che dal sole sono riflessi sulla superficie terrestre o sull'atmosfera, contribuendo a calcolare la densità dei gas serra; l' altro controllerà le nubi e gli agenti che spesso possono portare ad errori di calcolo.

Il satellite coprirà la Terra in circa 100 minuti, a 660 chilometri di altezza. È stato progettato per stare in orbita cinque anni ed invierà i primi dati nove mesi dopo il lancio.  Il vettore ha trasportato anche sette mini satelliti, ad uso delle Università.

Il Giappone spera che il successo del lancio rafforzi la sua industria spaziale, portando ulteriori ordini per il lancio di satelliti tramite il vettore H2-A e facendo concorrenza agli Stati Uniti ed alle aziende europee.

L’ alto portavoce governativo Takeo Kawamura ha detto che il successo del lancio avrebbe aiutato il gigante asiatico ad espandersi nelle attività commerciali.

Nell’ ultima settimana il Giappone ha firmato il suo primo contratto per un satellite commerciale, dopo quello dell’ Agenzia spaziale della Corea del Sud, chiamando l’ Agenzia spaziale Mitsubishi Heavy Industries a lanciare il KOMPSAT-3, satellite che riprenderà le immagini della Terra.

"Una competitività sui vettori non dipende soltanto dai costi ma anche dalla percentuale di successo dei lanci, fattore importante per sviluppare la fiducia", ha detto Takeshi Maemura, capo dei sistemi spaziali dell’ MHI.

Tokyo ha subìto una notevole battuta d' arresto nel 2003 quando è stata costretta a distruggere un razzo che trasportava un satellite spia dopo il decollo: ciò a causa della mancata separazione.

Il Giappone, come la Cina e l'India, sta incrementando le operazioni nello spazio ed attualmente si sta occupando della maggior parte delle missioni verso la Luna: spera di inviare nel nostro satellite un astronauta entro il 2020.

Il Giappone non è l'unico paese che si occupa del monitoraggio dallo spazio dei gas dovuti allo effetto serra. Gli Stati Uniti hanno programmato, nell’ anno in corso, il lancio de l’ Orbiting Carbon Observatory per misurare l'anidride carbonica nell’ atmosfera.

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