
E difatti ieri sera hanno entusiasticamente fischiato l'inno nazionale, eseguito come da protocollo prima dell'inizio della partita. Solo che per un "errore umano" la rete di Stato Tve non ha trasmesso quanto accaduto che all'intervallo, e per giunta senza l'audio dei fischi, ovvero di fatto censurando la protesta.
Dopo aver diffuso ieri sera un comunicato di scuse e aver constatato questa mattina la dura reazione della stampa, Tve ha deciso che l'errore umano di cui sopra è da attribuirsi al direttore dei servizi sportivi dell'ente, Julian Reyes; il giornalista è stato licenziato in tronco per aver commesso un "errore gravissimo", contrario alle istruzioni della direzione. Nel momento in cui re Juan Carlos e la regina Sofia hanno fatto il loro ingresso nella tribuna dello stadio valenciano di Mestalla (utilizzato spesso dalla nazionale spagnola) sono infatti iniziati i fischi degli ultrà baschi e catalani.
Nello stesso momento Tve ha staccato, trasmettendo invece quanto accadeva di fronte ai maxischermi installati a Barcellona e Bilbao, e qui è rimasta per tutta la durata dell'inno. Nello stesso intervallo di tempo invece la rete regionale catalana era rimasta collegata, ma ha ignorato i fischi limitandosi -eufemisticamente - ad asserire che l'entusiasmo era tale da non lasciar ascoltare l'inno. Solo all'intervallo Tve - che trasmetteva nel resto del Paese - ha ritrasmesso le immagini relative all'inno nazionale: ma senza l'audio dei fischi e con qualcheripresa di tifosi neutrali in atteggiamento rispettoso. Insomma, una censura in piena regola che - forse solo a posteriori - non è piaciuto ai vertici dell'ente.
Per la cronaca: ha vinto il Barcellona, che mercoledì 27 sarà a Roma per la finale di Champions League.