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Scure del governo Cameron sulla BBC, taglio da 650 milioni di sterline

Scure del governo Cameron sulla BBC, taglio da 650 milioni di sterline

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Fonte: Ansa

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Satellite / Estero
  martedì, 07 luglio 2015
 11:30

Scure del governo Cameron sulla BBC, taglio da 650 milioni di euroLa mannaia del governo di David Cameron cala sulla Bbc, decisamente non troppo amata dalla nomenklatura del partito conservatore di questi tempi. La prestigiosa emittente pubblica britannica dovra' fare a meno di qui a qualche anno di ben 650 milioni di sterline - quasi un miliardo di euro, un quinto del suo bilancio attuale - sulla base di «un accordo» voluto dall'esecutivo che le imporra' di finanziare di tasca sua le licenze televisive gratuite concesse (finora dallo stato) a tutti i sudditi over 75. La notizia, che ha scatenato subito polemiche, era trapelata sui giornali prima dell'annuncio ufficiale: previsto in teoria mercoledì, quando il cancelliere dello scacchiere George Osborne, braccio destro di Cameron e responsabile della politica economica del governo Tory, presentera' in parlamento le misure d'un draconiano taglio della spesa sociale, per complessivi 12 miliardi di sterline, secondo gli impegni presi prima delle elezioni di maggio.

Alla fine, di fronte a un'interrogazione presentata alla Camera dei Comuni dall'opposizione, il ministro della Cultura, John Whittingdale, considerato un nemico giurato della Bbc, ha oggi confermato tutto. Whittingdale ha detto che l'emittente - chiamata familiarmente «zietta» (auntie) dagli spettatori del regno - dovra' trovare e sborsare i denari necessari a coprire il benefit della tv gratis per gli anziani «a partire dal 2018-2019». E che «entro il 2020-2021» l'intero onere di questa spesa - calcolata dai media appunto in 650 milioni di sterline - sara' a carico della Bbc. Secondo il ministro, si tratta di una misura che contribuira' ad alleggerire i contribuenti britannici e che e' il frutto di «un accordo» con il vertice dell'azienda. In 'cambio' il governo consente alla Bbc d'istituire servizi di iPlayer a pagamento e apre la porta a un incremento automatico dei fondi pubblici all'emittente in linea con l'inflazione. Operazioni che al massimo potranno tuttavia coprire, a regime, 150 milioni, stando ad alcune stime riportate dalla stampa. Nessuna conferma di un'adesione 'volontaria' all'intesa e' giunta del resto a caldo da fonti aziendali. Mentre uno dei commentatori interpellati dalla medesima di Bbc dopo l'annuncio di Whittingdale ha lamentato un costo «molto considerevole» per il bilancio dell'emittente forse più famosa al mondo. Che si tratti di un duro colpo non lo negano neppure i giornalisti della tv britannica.

Tanto più che l'azienda e' gia' alle prese con tagli pregressi e con un buco quantificato per i prossimi due anni in 150 milioni di sterline. Buco che ha indotto il 2 luglio scorso il direttore generale Tony Hall ad annunciare un piano 'lacrime e sangue', con l'esubero di almeno 1.000 dei 18.000 dipendenti. Le critiche si incrociano con i sospetti, vista la battaglia condotta da tempo da ambienti conservatori per ridurre i finanziamenti alla Bbc, la cui redazione e' oggi accusata di prevalenti simpatie liberal. Una battaglia fatta propria a tratti dallo stesso Cameron, che dopo una contrastata tribuna elettorale in vista del voto dello scorso maggio sarebbe addirittura sbottato a microfoni spenti - stando al racconto di un anchorman di fama - evocando fra il serio e il faceto una qualche resa dei conti.

Per questo la reazione degli oppositori non si e' fatta attendere. Nel dibattito ai Comuni il ministro ombra laburista della Cultura, Chris Bryant, ha denunciato il mancato coinvolgimento del parlamento e della pubblica opinione prima di una mossa che rischia di mettere in ginocchio un patrimonio della tradizione britannica. Il governo conservatore - ha rincarato la dose proprio dagli schermi della Bbc un altro deputato laburista, Ben Bradshaw - vuole scaricare sull'azienda, in nome dei tagli, «il costo di una spesa sociale»: lasciando che sia ora la 'zietta' a pagare per la tv gratis ai nonni. Ma «la Bbc - ha avvertito ancora Bradshaw, sorpreso che il management abbia accettato un tale accordo - e' del pubblico. Non del governo».

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