Lia Capizzi (Sky Sport): 'Ecco come vi racconto il rugby'

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Fonte: Datasport

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Sky Italia
  venerdì, 07 settembre 2007
 00:00

Lia CapizziComincia la Coppa del Mondo di rugby e l’appassionato, si sa, desidera non farsi mancar niente.

Cosi`, guardando le partite in tivù, seduto in poltrona, se il terzo tempo non puoi viverlo direttamente in Francia, almeno puoi gustartelo dalle pagine di un libro.

E’ quello che puo` succedere gustandosi le pagine di ‘Quelli del rugby - Le regole, la filosofia, il mondo dello sport da bestie giocato da gentiluomini’, scritto da Lia Capizzi, giornalista di Sky Sport che proprio la Coppa del Mondo di rugby commentera` in presa diretta.

Datasport l’ha sentita prima della partenza per la Francia. La Capizzi ‘racconta’ il suo libro raccontando anche un po’ della propria storia:

”Questo libro nasce dal fatto che quattro anni fa a Sky mi hanno chiesto di seguire il rugby. Io sono fra l’altro cresciuta a Padova, patria rugbistica per eccellenza, anche se personalmente, a quei tempi, al di la` del valore di una meta non sapevo molto, anche se nel mio liceo la sfida dell’anno contro il liceo avversario non era a calcio ma proprio a rugby. Cosi`, seguii la Coppa del Mondo 2003. Fece scalpore vedere un volto femminile che parlasse di rugby. Certo, ho fatto la ‘secchiona’, ho studiato molto e alla fine sono rimasta affascinata da questo mondo incredibile”.

Parliamo di questo libro
”Fa capire cosa sia il rugby, sia come gioco che come atmosfera. Questo libro fa capire come si vive una partita e come si prepara. Il rugby e` uno sport maschio ma non maschile e forse per descriverlo bene serviva un punto di vista femminile. E’ un po’ come se mi trovassi a bordocampo, una sorta di manuale, anche se definirlo ‘manuale’ e` un termine brutto, realizzato con i fratelli Mauro e Mirco Bergamasco, arricchito dai loro aneddoti, che non sono solo autobiografici, ma che spiegano ancora meglio e nel dettaglio certe cose, per esempio la moda dei bendaggi, alcuni funzionali ma altri solo fatti per scaramanzia. Si cerca di far capire cosa sia, prima di una partita, il rito della consegna delle maglie, una vera messa cantata”.

A Livello personale cosa si aspetta da questo libro?
”Diciamo che la libreria sportiva non fa numeri altissimi in Italia. Non si fa certo un libro per guadagnare. La mia era piu` una risposta scritta alle tante persone che mi fermano per strada e mi chiedono tante cose sul mondo del rugby”.

Ha scelto il periodo giusto per pubblicare questo libro, la vigilia della Coppa del Mondo…: ”Questa coppa sara` storica se l’Italia fara` i quarti di finale. Certo la tradizione rugbistica di Francia e Inghilterra noi non ce l’abbiamo”.

Come si scrive un libro?
”Questa e` la mia prima fatica letteraria, e mi ha aiutato molto il fatto che seguendo in manier afissa la Nazionale da due anni, tanti aneddoti li sapevo gia`. E’ uno sport profondamente etico, con un grande rispetto degli avversari e del’arbitro, ma senza comunque sfociare nella retorica. Inoltre e` molto interessante notare come molti rugbisti siano studenti universitari. Grande importanza nel dopoguerra per le sorti di questo sport ha avuto il Cus, che lo ha risollevato dopo che era stato etichettato come sport fascista, movimento che ne aveva esaltato la grinta e la forza”.

E’ un libro che racconta storie particolari…:
”Si`. Per esempio sono stata in Argentina, a casa di Castrogiovanni, miglior giocatore del campionato inglese, e la madre mi ha raccontato i motivi per cui lui si benda un tatuaggio che lei non puo` sopportare. Mi ha emozionato cercare di coinvolgere persone lontane dal mondo del rugby: tutti sanno che Gattuso ama questo sport, ma pochi forse conoscono la passione di Del Piero per gli All Blacks, Tiziano Ferro sogna di comporre un inno per la Nazionale, Lucio Gigliotti, allenatore di Bordin e Baldini, ha sempre cercato di trattare i suoi atleti come una squadra di rugby per esaltarne lo spirito”.

Lia Capizzi, donna, come e` stata accolta in questo mondo?
”Forse e` vero che sia un circolo chiuso, ma devo dire che non ssono stata accolta con diffidenza, ma con curiosita`. Sono astata osservata e poi la correttezza alla fine ha pagato. Mi sono conquistata il rispetto dei colleghi e dei giocatori”.

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