La resa dei conti: Sky, la prima volta in nero

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Fonte: Il Corriere della Sera Economia

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Sky Italia
  lunedì, 15 ottobre 2007
 00:00

Per la prima volta da quando, nel 1991, cominciò a trasmettere con il marchio di Telepiù, la pay-tv italiana riesce a chiudere un bilancio in nero.

Non si sa ancora quale sarà l'utile, perché il bilancio consolidato al 30 giugno 2007 di Sky Italia non è ancora stato approvato, ma dai conti della casa madre americana, la News Corporation, risulta una crescita dal risultato operativo da 32 a 165 milioni di euro che dovrebbe finalmente, e ampiamente, cancellare il modesto passivo dell'esercizio 2005-06. Il turn around è stato realizzato grazie all'integrazione dell’emittente italiana nel gruppo di Rupert Murdoch che controlla anche la più matura delle pay, la britannica BskyB.

Questa integrazione ha consentito una più incisiva penetrazione commerciale e un diverso accesso ai diritti televisivi sia degli eventi sportivi che di film e fiction. All'esordio dell'attuale gestione, alla fine di giugno del 2003, Sky ripartiva con meno di 2 milioni di abbonati. Ora Sky ha superato i 4,2 milioni, più 17%, a parità di ricavi medi per abbonato.

Sky è la terza tv a pagamento d'Europa, dopo BskyB e la francese Canal Plus, che nel 1997 aveva comprato Telepiù e poi è stata a sua volta rilevata nel 2002 da Murdoch. Il fatturato di Sky supera i 2,3 miliardi di euro è ormai non molto lontano da Mediaset e Rai.

L'effetto Murdoch sugli acquisti, invece, è meno leggibile: i prezzi di trasferimento di diritti e servizi dalle altre società del gruppo a Sky possono obbedire a convenienze fiscali e di altro genere tali da influenzare al rialzo o al ribasso i margini italovestiti, non essendo Sky quotata, e dunque non avendo soci di minoranza ai quali rispondere.

Con questa avvertenza, si può comunque dire che Murdoch il suo affare l'ha già fatto. L'ingresso in Italia, in posizione monopolistica nel settore della tv a pagamento, non è stato gratuito: tra prezzo delle azioni e ripianamento delle perdite fin qui sostenute, l'investimento di News Corporation può essere stimato attorno a 1,8 miliardi di euro. Adesso, banche d'affari come Merill Lynch, Sky valutano Sky 5,5 miliardi che salirebbero a 6,5 l'anno prossimo.

Certo, le banche d'affari non sono disinteressate, specialmente se si profila, come nel caso di Sky, l'opportunità di un collocamento in Borsa. Merril Lynch, per dire, prevede un'ulteriore crescita degli abbonamenti, e dunque dei ricavi, tale da far volare il margine operativo lordo dai 294 milioni di euro del 2007 a 440 milioni nell’esercizio in corso.

Un simile dinamismo atteso induce l'analista ad adottare un multiplo di 19 volte il margine lordo per stabilire il valore della società. Che non è poco, considerando che l'evoluzione della tecnologia — per esempio l'introduzione delle reti di telecomunicazioni di nuova generazione — possono dare del filo da torcere in un paese dove non esiste una rete di cavi dedicata alla tv.

Nel caso di Sky, valutazioni di questo genere potrebbero avere anche un secondo interesse, di tipo storico, se e quando venissero rese note le carte della misteriosa trattativa tra Marco Tronchetti Provera e Murdoch che riscaldò l’estate del 2006, quando Sky aveva ancora un risultato operativo di 32 milioni.

Quelle trattative, secondo le note ufficiali, avevano meri scopi commerciali: la diffusione dei programmi Sky anche sulla rete Telecom. Ma secondo le indiscrezioni di fonti vicine alla Pirelli, non confermate da New York, i contatti avevano anche un altro, più delicato oggetto: il conferimento di Sky Italia a Telecom in cambio di azioni Telecom emesse ad hoc da usare come mezzo di pagamento di una quota di Olimpia a valori comprensivi di un premio di controllo.

Massimo Mucchetti
per "Il Corriere della Sera Economia e Finanza"

Sky, la prima volta in nero

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