
La conferma, indiretta, di una scelta così clamorosa giunge dal fatto che nei giorni scorsi gli uffici del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, hanno comunicato formalmente alle autorità italiane l'avvenuta notifica da parte di News Corp "di una formale richiesta di revisione degli impegni" assunti nel 2002 dal colosso guidato da Rupert Murdoch al momento in cui gli fu permesso di operare come monopolista sulla piattaforma satellitare.
Queste condizioni però, spiega un articolo di MF, a detta degli uomini di News Corp, sarebbero diventate troppo pesanti e punitive in presenza, riferiscono alcune autorevoli fonti della Commissione, "di un cambiamento quantitativo del mercato televisivo italiano". In pratica Sky sostiene che, pur essendo monopolista al 98% sulla piattaforma satellitare, il veto imposto da Bruxelles a operare sul digitale terrestre (13 milioni di decoder gia' installati in Italia e 23 milioni a fine 2011) non prima del 2012 sarebbe da considerarsi superato.
La Direzione generale concorrenza dell'Ue, guidata da Alexander Italianer, dopo aver avviato nei giorni scorsi una procedura di interservice consultation con tutti gli altri membri del governo europeo, si è chiusa nel più rigoroso riserbo per valutare la richiesta. Il brutto, per Mediaset e per la Rai, dove pare ci sia grande agitazione, è che gli uomini di Almunia hanno comunicato all'Italia che non procederanno ad alcuna consultazione pubblica con le parti interessate, cioè tutte le aziende, grandi e piccole, che operano nel settore in Italia. Decideranno in solitudine. E sembra proprio per il si.