Telecomando di nuovo in subbuglio. Non bastasse il caos della digitalizzazione in alcune zone d'Italia, è scoppiata di nuovo la guerra per la posizione dei veri network sui tasti del telecomando del televisore.
Complice una decisione del Consiglio di Stato, che l'anno scorso ha bocciato i criteri dell'Autorità delle comunicazioni (in inglese Lcn, ndr), in sede di consultazione pubblica si sta registrando un braccio di ferro dagli esiti imprevedibili, visto che gli uomini del presidente Angelo Cardani devono chiudere a breve la partita e riconsegnare un nuovo quadro normativo.
Sky, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, avrebbe in mente di chiedere, in modo deciso, una revisione dei criteri di assegnazione alle televisioni semigeneraliste che occupano i tasti che vanno dal 20 al 30 del telecomando: un'idea che, se realizzata, comporterebbe un mezzo terremoto tra colossi del calibro di Mediaset (che è in quella fascia con Iris) e Rai.
Il colosso di Rupert Murdoch, guidato in Italia da Andrea Zappia, pare abbia deciso di tornare ad attaccare a testa bassa il Biscione dopo una sorta di tregua armata. Alcune voci di corridoio segnalano che NewsCorp, che si considera generalista della nuova piattaforma televisiva e che quindi vorrebbe il tasto 10 o 9 del telecomando, ha tentato di far passare la proposta di una numerazione a tre cifre, esattamente quella che esiste sul satellite dove opera in regime pressoché di monopolio.
Su questo punto gli uffici dell'Agcom non sarebbero però propensi a rivedere un provvedimento che comunque risulta di difficile fattura: da una parte, si devono seguire le indicazioni della giustizia amministrativa, che ha ritenuto non corretta l'assegnazione dei tasti 8 e 9; dall'altra, l'Authority deve contenere l'ondata di proteste delle televisioni locali che non vogliono restare solo nella prima fascia di canali che vanno dal 10 al 19.