Medialogando, la rubrica curata da Marco Mancini nel nuovo numero di Aprile del magazine La Freccia incontra virtualmente, come si conviene ai tempi del coronavirus, Giuseppe De Bellis, 42 anni, direttore di Sky TG24 dal 1° gennaio 2019.
Voi con Sky TG24 avevate comunque già messo a punto adeguate contromosse. Perché la grande cavalcata dell'informazione digitale, e soprattutto dei social media, imponeva alla tv una riflessione. Parlo della tv che fa informazione 24 ore su 24. Che per anni è stato il mezzo più veloce e immediato e all'improvviso rischiava di diventare vecchio. Possibile?
«Sì, possibile. A questo punto c'erano due scenari: resistere o rilanciare. Noi da un anno e mezzo abbiamo rilanciato.»
Come?
«Integrando. Sviluppiamo tantissimo l'informazione web e social con il nostro brand che significa rigore, autorevolezza e velocità. La tv resta però il nostro punto di forza, sebbene per la gran parte delle notizie piccole, quotidiane, basic non può competere sulla velocità con il web e i social. Quindi, oltre a dare le notizie, le contestualizza, le spiega, le interpreta e le sviluppa.»
In che modo?
«Scegliendo di più. L'ordine cronologico delle notizie conta meno, notizia nuova non scalza più notizia vecchia, ma notizia importante scalza notiziola. E la più grande merita approfondimento, quindi momenti dedicati con esperti per capire di più e meglio. Il nostro claim è: «Per farsi un'opinione, serve uno sguardo d'insieme. Sky TG24, la notizia e tutto il resto».
Sei alla guida di questa testata da 15 mesi, come si connota la "tua" Sky TG24?
«Come detto, il nostro claim editoriale spiega bene la nuova filosofia. Puntiamo allo sguardo d'insieme. «Sky TG24, la notizia e tutto il resto» significa aggiungere da subito più informazioni di contesto, punti di vista laterali e tutti gli elementi che davvero permettono di capire. E poi si tratta anche di togliere. Oggi la sfida per una testata che si voglia qualificare come autorevole non è più la copertura totale, ma la scelta di non parlare del superfluo, del ridondante, in qualche caso anche del fittizio che dilaga e ci invade. È un esercizio essenziale se vuoi rafforzare la tua identità e accrescere la credibilità. Ma scegli bene solo se sai chi sei e dove hai deciso di andare.»
Radici solide fanno albero robusto.
«Noi ci posizioniamo nel solco segnato da 15 anni di lavoro corretto ed efficace di chi mi ha preceduto e di tutta la redazione. Quando è arrivata in Italia, Sky TG24 è stata subito percepita come una tv all news con un respiro e un'immagine internazionali, che fa della tensione verso un'informazione obiettiva un valore chiave, con una proposta diversa e riconoscibile rispetto ad altre testate. L'indiscutibile terzietà e l'indipendenza rimangono l'aspetto più importante del nostro posizionamento.»
Torno alla metafora di prima, radici editoriali estese in altri Paesi e continenti fanno la differenza.
«Aggiungono la possibilità di avere una rete di collaborazioni, contenuti, esperienze uniche. Essere entrati in Comcast, proprietaria di NbcNews, ci offre possibilità che in pochi possono avere. Così come condividere l'esperienza di informazione con Sky News nel Regno Unito alimenta le nostre possibilità tecniche, tecnologiche ed editoriali. Ci ha permesso di andare in giro per il mondo a raccontare grandi storie e di lavorare a inchieste molto delicate collaborando con le altre testate del Gruppo. La nostra intervista a Nicolás Maduro l'abbiamo data a tutto il Gruppo e ceduta anche a Reuters e CNN. La mia intervista a Yuval Noah Harari è andata anche su Nbc e Sky News. Sul coronavirus abbiamo lavorato tantissimo insieme ai nostri colleghi americani e inglesi. Al di là della straordinarietà di queste settimane, per farsi preferire ad altre, una testata giornalistica oltre ad autorevolezza e indipendenza deve offrire anche un menù attrattivo e gradevole.»
Qual è il vostro?
«Il nostro palinsesto ordinario ormai non è più caratterizzato dalle varie edizioni delle news che si susseguono una dietro l'altra, con il riferimento all'ultim'ora e all'agenda quotidiana come elementi che aggiornano una proposizione fisiologicamente ripetitiva. L'enfasi adesso è sui mini contenitori, una sorta di tessuto connettivo e piattaforma di lancio dei notiziari. Con i volti dei colleghi alla conduzione, sempre gli stessi, così da diventare familiari al nostro pubblico. Questo al netto delle grandi notizie. Perché la grande notizia resta la nostra vita: di fronte alla quale tutto si annulla e tutto ricomincia. È stato così per la crisi di governo dell'estate scorsa. In un giorno è cambiata l'Italia e per raccontarla abbiamo cambiato registro anche noi: siamo andati in edizione monografica per tre settimane. La copertura del coronavirus è stata una sfida ancora più forte: la monografica dura da mesi.»
Tenere in piedi e far girare una testata giornalistica così possente non è un esercizio semplice. Quanti siete e come siete organizzati?
«Siamo una struttura complessa, che lavora a ritmi molto intensi nella quale devi delegare molto, sincronizzarti e fidarti. Facciamo quattro riunioni al giorno fisse, più altre in base agli eventi. Ma il lavoro è continuo e diverso ogni giorno. Siamo poco meno di 300, compresi produttori, montatori, registi, cameramen. I giornalisti sono 150 circa, con quelli della sede di Roma e di sette sedi regionali. Abbiamo quattro sedi estere a New York, Londra, Tokyo e Bruxelles. Ho una squadra forte e la sto riorganizzando in ragione del nuovo tipo di offerta che abbiamo cominciato a impostare. Se cambi la filosofia di messa in onda devi cambiare per forza anche l'organizzazione, però il gruppo di lavoro è rimasto sostanzialmente immutato.»
Allora parlaci dei tuoi più vicini collaboratori...
«Ci sono i vicedirettori che hanno contribuito al successo di Sky TG24 fino a oggi, come Ivano Santovincenzo, vicario, Alessandro Marenzi, delegato all'economia e alle inchieste, e Marco Marini, responsabile dell'organizzazione del lavoro, dell'intake. A loro si è aggiunto Omar Schillaci che viene da Wired e ha la delega allo spettacolo e alle iniziative offline, come gli eventi sul territorio. Un professionista contemporaneo, versatile, che si integra perfettamente con il resto del gruppo. Con tutti loro lavora a strettissimo contatto l'ufficio centrale, guidato da Daniele Moretti. Anche tra i caporedattori c'è grande complementarietà, le professionalità di ciascuno si incastrano con quelle degli altri. E poi un'ottima squadra di coordinatori, conduttori, inviati, redattori, produttori, registi, montatori, operatori e tecnici. È una redazione piena di talento. »
Perché alla fine l'organizzazione conta, ma sono le donne e gli uomini a fare la vera differenza.
«Ho avuto la fortuna di avere avuto editori che mi hanno concesso grande fiducia permettendomi di far emergere il merito. Se ci sono energie, talenti, professionalità che portano valore alla testata, brio e spunti nuovi, devono poter emergere ed essere premiati. Niente più di questo consente a un canale di essere sempre fresco e innovativo, vivo. Io ho il compito di guidarli, di indicare la direzione, tirare fuori da loro il meglio e far capire a tutti che anche noi ci evolviamo: non saremo mai quelli che eravamo nel 2003. La pandemia di coronavirus ha cambiato il modo di lavorare in tanti settori, con l'estesa adozione dello smart working. Sta cambiando molto anche il modo di fare informazione televisiva. È vero. Noi avevamo già cominciato un percorso di smart working, che in tv sembrava difficile da praticare per l'essenza stessa della tv, con la necessità di studi, regie, attrezzature e con i suoi riti, riunioni, fisicità. La crisi del coronavirus ha imposto un'accelerazione. Abbiamo innanzitutto lavorato su una nuova organizzazione, poi sugli strumenti: li abbiamo provati tutti e alla fine abbiamo trovato la nostra strada. La self production, ovvero il giornalista che con pochi strumenti, Skype, LiveU e altre applicazioni, può andare in onda quasi da solo. La stavamo sperimentando da mesi, ora è operativa in maniera massiccia. Sappiamo che si può fare, ma sappiamo anche che, in condizioni di normalità, la tv non può essere fatta tutta così.»
Gli strumenti di cui mi parli sono quelli che ti consentono anche di competere con l'immediatezza di altri media digitali.
«Ecco, quello della crossmedialità è un altro terreno interessante. Cambiano i linguaggi, in parte anche il pubblico. Come accennavo, abbiamo creato e sviluppato siti e pagine social molto competitivi e convincenti, integrati sempre più strettamente nel nostro sistema di offerta, e su questo aspetto investiremo ancora di più. Stiamo crescendo con numeri impressionanti e vogliamo scalare le graduatorie dei consensi digital. Ma non ha alcun senso per il canale misurarsi con i nuovi media in termini di velocità. Ogni mezzo ha la sua specificità ed è su questa che vogliamo lavorare: fare informazione su Instagram è diverso da farla su Facebook, Twitter o Tik Tok. Ognuno ha il suo linguaggio e la sua cifra, ma per ognuno c'è un filo conduttore: l'identità del brand.»
Che però in quelle arene non sempre è percepito come valore. Lì purtroppo le regole sono diverse, o non ci sono. Alcuni vostri giornalisti hanno subito persino offese e minacce. Come vi state muovendo?
«Le minacce non arrivano dal mezzo in sé, ma dall'utilizzo che l'utente ne fa. Noi possiamo solo continuare a fare bene il nostro lavoro e difenderci dagli attacchi con i fatti. Non ci eviterà di essere oggetto di insulti, ma ci renderà certi di aver fatto bene il nostro dovere. Gli insulti e le minacce qualificano chi li e le fa. Noi possiamo e dobbiamo denunciare.»
Torniamo a questi giorni difficili. Come saremo dopo, come ci cambierà, se ci cambierà, questa pandemia? E il nostro sistema economico e produttivo come ne uscirà?
«Saremo diversi. Credo più attenti agli spazi di condivisione, avremo uffici diversi,organizzazioni del lavoro diverse, abitudini diverse. E dovremo fare per forza i conti con un mondo che sarà alle prese con la più grande crisi economica dal Dopoguerra. »
Ci rialzeremo? E come?
«Sarà dura. Ma ci rialzeremo sicuramente. E forse sarà anche l'occasione per disegnare un futuro migliore di quello che potevamo immaginare. Ma prima passeremo per una crisi di identità globale.»
📰 LE ULTIME NEWS 🖊️
-
La Commissione Europea studia nuove misure contro la pirateria digitale: hosting provider, ASN, blacklist e rimozione rapida dei contenuti sul modello Piracy Shield. La lotta alla pirateria digitale sta attraversando una fase di trasformazione radicale, evolvendo da un inseguimento affannoso di singoli portali illeciti a una strategia di accerchiamento sistemico che punta a colpire il cuore pulsante dell'infrastruttura web. L’esperienza italiana con Piracy Shield ha...
Economia -
L’Aquila conquista il Palio di Siena dopo 34 anni. La7 racconta la Carriera in diretta con Pierluigi Pardo tra tradizione, storia e la vittoria di Tittia su Diodoro. Il racconto televisivo del Palio di Provenzano 2026, trasmesso da La7, si è configurato come un esercizio di narrazione popolare, capace di trasformare un evento secolare in un prodotto mediatico di rara intensità. Pierluigi Pardo, volto di punta di DAZN e attualmente impegnato nel racconto dei...
Televisione -
Il Palio di Siena torna oggi dopo il rinvio. La7 segue in esclusiva la Carriera con Pierluigi Pardo, il Corteo Storico e il racconto dell'evento simbolo della tradizione senese. LA CRONACA DELLA VITTORIA(Aggiornato alle ore 20:00 da Simone Rossi) Trentaquattro anni di attesa si sono sciolti nel tufo di Piazza del Campo, trasformando un torrido pomeriggio di luglio nell’epilogo di un lungo digiuno storico. Giovanni Atzeni, per tutti ormai il sovrano indiscusso della...
Televisione -
Rai Kids presenta V/BE, il nuovo brand digital-first dedicato ai ragazzi dai 10 ai 14 anni con contenuti originali, social e YouTube. Rai Kids lancia V/BE, il brand multipiattaforma Rai pensato per i ragazzi dai 10 ai 14 anni, a trazione digitale e con contenuti originali. Una vera e propria svolta generazionale: V/BE è un progetto editoriale radicalmente nuovo, pensato in ottica digital-first, che riposiziona su nuove logiche e piattaforme l’offerta editoriale...
Internet e Tv -
Dal 1° ottobre 2026 debutta Canale Territorio: il nuovo canale Rai dedicato a borghi, cultura, Made in Italy, tradizioni e racconti dal territorio. Una nuova pagina dell'offerta televisiva Rai prende forma con Canale Territorio, il progetto dedicato al racconto dell’Italia che debutterà il 1° ottobre 2026 sul canale 57 del Digitale terrestre. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per la valorizzazione del...
Televisione -
Sky Primafila Pass offre un film al mese senza costi aggiuntivi agli abbonati Sky Cinema per tutto il 2026. Ecco come funziona. La capacità di rinnovarsi e premiare la fedeltà degli abbonati rappresenta un pilastro fondamentale per i grandi broadcaster. In quest'ottica, Sky ha lanciato Sky Primafila Pass, un’operazione destinata a ridefinire le abitudini di visione dei propri clienti. L'iniziativa, concepita come un’estensione naturale per chi...
Sky Italia -
La prima stagione dell'NBA su Prime Video chiude con ascolti record: in Europa l'audience cresce del 129% e le Finals sono le più viste dal 2016. Con la conclusione della stagione inaugurale dell’NBA su Prime Video [provalo gratuitamente per 30 giorni] *,., che ha visto i New York Knicks interrompere un digiuno durato 53 anni e conquistare il loro terzo titolo NBA, Prime Video ha confermato che la sua copertura al di fuori degli Stati Uniti...
Sport -
Guida completa alle dirette Motori del weekend, con programmazione dettagliata Sky e NOW e team di commento. In arrivo un nuovo weekend ricco di motori da non perdere su Sky e in streaming su NOW con Formula 1, ERC e IndyCar. F1 A SILVERSTONE – Da giovedì 2 a domenica 5 luglio, appuntamento in diretta esclusiva su Sky e in streaming su NOW con il Gran Premio di Gran Bretagna, nono round del Mondiale di Formula 1 2026, in programma sullo storico circuito...
Sky Italia -
Sky Italia accelera il risanamento dei conti: ricavi a 2,4 miliardi, cash flow positivo e ritorno all’utile previsto nel 2026. Sky Italia, dopo aver attraversato un periodo di profonda ristrutturazione, si appresta a varcare la soglia del 2026 con la prospettiva concreta di un ritorno all’utile, chiudendo definitivamente una stagione segnata da pesanti passività. È il risultato di una strategia di diversificazione e di un progressivo risanamento dei...
Sky Italia -
Analisi AGCOM sul tempo di parola in TV: chi parla di più, quali temi dominano e come si distribuisce l’informazione tra TG e talk show. La parola trasmessa attraverso il piccolo schermo non è solo un mezzo di informazione, ma una risorsa preziosa e limitata la cui distribuzione rivela le reali gerarchie del potere e dell'attenzione sociale. Un’analisi approfondita condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,...
Televisione