Maximo Ibarra: «Sky WiFi, una svolta nel mercato dei contenuti»

Maximo Ibarra: «Sky WiFi, una svolta nel mercato dei contenuti»

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Fonte: Corriere della Sera Economia

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Sky Italia
  lunedì, 13 luglio 2020
 11:16

Maximo Ibarra: «Sky WiFi, una svolta nel mercato dei contenuti»Sky Italia apre un nuovo fronte investendo 250 milioni nel business della telefonia, versione hi-tech, per lanciare un’offerta di servizi broadband innovativa che permette di creare all’interno dell’abitazione una rete dedicata ai contenuti video e si racconta a Federico De Rosa nel "Il Coriere della Sera Economia" in edicola oggi, lunedi 13 Luglio 2020.

«Sky WiFi è l’evento più importante dalla nascita di Sky Italia — spiega Maximo Ibarra, il ceo a cui l’anno scorso Comcast ha affidato il lancio del nuovo progetto —. Per noi è nuova sfida in un mercato dominato da pochi e grandi player».

Lei ha guidato Wind e gestito l’integrazione con Tre in Italia, poi Kpn in Olanda. Venendo dalla telefonia sa bene che il mercato è già saturo e piuttosto affollato. Quindi a cosa punta Sky con l’offerta WiFi?
«Con WiFi entriamo in un nuovo segmento che permette a Sky di offrire il primo vero servizio Triple Play in Italia. La nostra scelta nasce da due considerazioni: la prima riguarda la tendenza che abbiamo notato alla fruizione dei contenuti video, decisamente dominante in termini di traffico. La seconda è che nella visione dei contenuti il broadband è quello che fa la differenza. Quindi, nel momento in cui una tv a pagamento come Sky decide di spostarsi sempre di più verso un’offerta on demand e lo streaming, il binomio tv-contenuti e qualità della connettività diventa una variabile critica di successo. In realtà c’è anche una terza considerazione: sia per la voce sia per la banda larga, il maggior consumo avviene in casa. E’ un trend che il lockdown ha accelerato, ma che era in atto da diversi anni e che si consoliderà sempre di più. Quindi la casa sta diventando il luogo nel quale si fruisce di tutti i contenuti. Tutto l’entertainment sarà all’interno dell’abitazione, con servizi aggiuntivi, come quelli per la smart home, che faranno perno sulla banda larga».

Serie tv e film sono la «killer application» per entrare nelle case e aggiungere “pezzi” di offerta?
«Il servizio WiFi ci permette di offrire finalmente una nuova esperienza. Per una società di contenuti come Sky è importante poter scegliere quale tecnologia fornire ai clienti per consentirgli di avere la migliore esperienza possibile all’interno dell’abitazione, con la possibilità di ampliare il portafoglio servizi. Attraverso la tecnologia “mesh” Sky WiFi è in grado di calibrare la banda in base all’utilizzo sui diversi device in casa, dando a tutti sempre la massima qualità e velocità».

Il lockdown vi ha permesso di studiare ancora meglio le abitudini dei vostri abbonati. Di quanto è aumentato il traffico su Sky?
«Prima del lockdown contavamo una media di 44 milioni di titoli scaricati al mese, nello stesso periodo dell’anno precedente erano 36,5 milioni. Durante il lockdown siamo saliti a 68 milioni, il 50% in più e il delta è rimasto quasi inalterato. Ma la cosa forse più importante che abbiamo notato è come il consumo si sia spostato sempre di più dai canali lineari, che restano comunque rilevanti nell’offerta, all’on-demand, legato anche alla penetrazione della nostra piattaforma Q».

Se guardiamo al mercato dei media si nota una spinta verso il consolidamento per settori: Mediaset sta cercandodi far nascere Mfe che si pone come polo europeo per le tv lineari, Banijay ed Endemol si sono messe insieme creando un leader nei contenuti, Tim e Open Fiber potrebbero integrare le reti. Perché nel suo business il modello triple play dovrebbe essere quello giusto?
«Ne sono convinto perché il cliente vuole un unico servizio che possa combinare contenuti e connettività in modo efficace. Se il presupposto è che la casa, come già si vede oggi, diventerà sempre di più il centro dove si consumano contenuti video, combinando connettività e contenuti l’elemento centrale diventa l’esperienza. Prendiamo la piattaforma Sky Q disponibile anche in versione web: la puoi comprare, portare a casa e attivare subito perché è plug&play. Se il cliente aggiunge anche il servizio WiFi, pensato proprio per questa piattaforma, si ritrova con un vantaggio in più che non è solo tecnologico ma di esperienza».

Quanto ha contato avere come azionista Comcast nella scelta di offrire connettività broadband?
«Avere un azionista presente nel mondo del triple play facilita, ma l’idea di entrare nelmercato broadband comunque Sky la aveva maturata da tempo, Comcast probabilmente ha dato un’accelerazione al progetto, ma ha anche fornito know how per la scelta del network e dei sistemi informativi. Avere due modelli già presenti in casa come Comcast e Sky Uk, che è un operatore broadband Triple Play già da diversi anni, è stato importante soprattutto nella scelta tecnologica: l’hub Sky WiFi e i “Pods” sono stati lanciati grazie al loro supporto».

Perché avete scelto Open Fiber?
«Abbiamo fatto la scelta della migliore rete possibile in tecnologia Ftth. Parliamo di 9 milioni di abitazioni potenzialmente pronte per la fibra fino a casa. Ma abbiamo anche un accordo con Fastweb per le aree dove al momento non c’è ancora Open Fiber».

Tim è stata esclusa perché la considera concorrente?
«Abbiamo invitato tutti gli operatori e scelto l’offerta migliore. Detto questo, non considero gli operatori telefonici dei concorrenti. Parlo anche per esperienza personale pensando in particolare a Kpn in Olanda, di cui sono stato Ceo fino allo scorso anno: gli operatori telefonici tendono ad aggregare contenuti  i terze parti. Per noi è diverso. Anche noi facciamo aggregazione di contenuti, ma solo in parte. I nostri clienti sono affezionati all’offerta delle nostre produzioni originali, dei canali come Sky Arte o Sky Sport, alle serie Sky, ai film prodotti da noi, alla all news di Sky Tg24. Quella di Sky èun’offerta di contenuti di livello decisamente superiore e lo è anche l’offerta broadband».

Per una tv offrire servizi broadband è una scelta nuova. Non bastava una partnership tecnologica con un operatore telefonico?
«Non era sufficiente perchè Sky realizza in casa una vera e propria rete. Noi non l’abbiamo chiamata broadbandma WiFi perché alla fine tu fai viaggiare i contenuti nell’abitazione in stanze diverse, come abbiamo imparato a fare con il servizio Sky Multiroom. Avevamo bisogno di avereunpieno controllo della tecnologia che è uno degli snodi centrali del servizio WiFi. I pod o l’hub si adeguano al consumo che nell’abitazione ognuno fa all’interno della propria stanza. E’ una tecnologia sofisticata, ma questo al cliente normale interessa poco. Ciò che è veramente importante è che la banda arrivi dove deve arrivare per il consumo che si deve fare».

In questo modo però offrirete una corsia gratuita ultraveloce agli over the top come Amazon.
«Ci sono due considerazioni. La prima riguarda i contenuti: diciamo che abbiamo visto che i clienti Sky non rinunciano a noi per spostarsi su una combinazione di Over the top, ma la considerano complementare. Netflix e Amazon  hanno un’offerta verticale: la prima focalizzata sulle serie tv, l’altra su serie tv e film, e se le confronti con l’offerta di Sky la sovrapposizione è molto limitata. L’Ott non sostituisce ma si aggiunge. È complementare, non alternativo».

Dopo Netflix anche Amazon su Sky?
«Noi parliamo con tutti per definizione. Dopo Netflix, da marzo dell’anno prossimo avremmo Disney+. La logica di Sky: è “Tutto in solo posto facile”. Questo significa non soltanto tutti i miei contenuti ma anche il meglio che arriva da terze parti. Essendo presenti in più Paesi abbiamo il vantaggio di poter offrire più territori geografici e questo negli accordi con gli Ott ha un peso specifico. E’ quello che facciamo già in casa con le serie Sky Originals: le giriamo in un Paese studiando le caratteristiche di quel mercato, ma poi le rendiamo disponibili anche negli altri paesi».

Vedersi vietare le partite di Serie A in esclusiva sul web non rischia di rallentare i piani sul broadband?
«La decisione del Consiglio di Stato è opinabile e abbiamo presentato ricorso. La sentenza non intacca i diritti già acquisiti, ed è importante. Quando ci sarà l’asta dei diritti della serie A per il 2021-2024, dovrà vigere la non esclusività per il web. Si tornerà all’esperienza del campionato 2015-2016 quando nessuno aveva l’esclusiva».

E non cambia nulla per Sky?
«Su ogni piattaforma la vera differenza la farà il modo in cui presenti le partite, gli approfondimenti e in definitiva tutta l’offerta di contenuti che sei in grado di costruire attorno all’evento sportivo. Quello che noi chiamiamo “Sky Touch”. La qualità e l’originalità della regia, del modello editoriale e gornalistico. Importante per Sky è avere i contenuti e offrirli ai nostri abbonati. Se li hanno anche altri non è un problema».

Nemmeno se fosse Amazon?
«Ho visto che Amazon in Gran Bretagna preso i diritti per alcuni match della Premier League, in Germania alcune partite di Champions. Nella gara fatta dalla Bundesliga qualche settimana fa, però, i diritti li hanno presi Sky e Dazn. Amazon non si è presentato. C’è un orientamento verso il calcio, ma credo che questo avverrà con molta cautela e con un modello diverso».

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