Grande notizia per tutti gli appassionati delle due ruote: Sky e Dorna Sports hanno ufficializzato il prolungamento del loro accordo, confermando che il Motomondiale resterà su Sky per altri due anni, ovvero fino alla stagione 2027 compresa. Un annuncio che mette fine alle speculazioni e ribadisce la centralità di Sky come "casa della MotoGP", con una copertura che promette di essere sempre più tecnologica e immersiva.
Per commentare questo rinnovo e analizzare cosa ci aspetta in pista, abbiamo dato spazio allo storico volto e responsabile della redazione Motori di Sky Sport, Guido Meda.
Partiamo dalla notizia che tutti gli appassionati aspettavano: la MotoGP resta su Sky e in streaming su NOW fino al 2027. Che sapore ha questo rinnovo per te e per la "squadra" di Sky Sport?
«È una sensazione di grande felicità, non solo personale ma direi proprio aziendale e sportiva. Questo proseguimento del rapporto con Dorna Sports e con Liberty Media è il segno tangibile di una fiducia reciproca costruita in questi anni di partnership. Sky si conferma la casa del Motomondiale per altre due stagioni, garantendo la trasmissione di tutti i Gran Premi di MotoGP, Moto2 e Moto3 fino alla fine del 2027. È un impegno importante: parliamo di circa 30 ore live per ogni weekend di gara su Sky Sport MotoGP, con un'attenzione costante che parte già dai primi test ufficiali di Sepang.»
Guardando al futuro, cosa dobbiamo aspettarci da qui al 2027? Si parla di cambiamenti profondi per questo sport.
«Assolutamente sì. Siamo di fronte a una rivoluzione epocale che sarà tecnica e sportiva. Arriveremo al 2027 con una MotoGP che "cambierà pelle": diventerà più sostenibile nei costi e, oserei dire, più umana. L'idea è quella di una semplificazione tecnica, simile a quanto sta facendo la Formula 1, per restituire merito al talento dei piloti e ridurre un po' l'impatto della tecnologia estrema, a tutto vantaggio dello spettacolo. In questo percorso, il lavoro di Liberty Media sarà fondamentale per far crescere ulteriormente il contorno dello sport, e noi di Sky saremo lì a supportare questa crescita.»
Passando alla pista, il 2026 si preannuncia infuocato. In copertina c'è sempre lui, Marc Marquez.
«Certamente. L'asticella è ancora lì, dove la mette lui. Sappiamo che Marquez è tornato ad allenarsi seriamente, anche nel flat track, il che significa che fisicamente sta bene ed è integro. Ha vinto il suo nono mondiale e ha dimostrato, insieme a suo fratello Alex nel team Gresini, quanto sia difficile batterlo. Forse quest'anno il suo dominio potrebbe essere meno schiacciante perché gli avversari hanno finalmente capito dove sia questo limite e hanno iniziato a misurarsi con lui, ma resta il grande favorito.»
E i nostri "azzurri"? Bagnaia deve riscattarsi dopo un periodo di appannamento?
«Il pacchetto degli italiani è davvero nutrito e competitivo. Pecco Bagnaia deve ritrovare quel feeling particolare con la Ducati che ha avuto solo a sprazzi nell'ultima stagione. I test saranno fondamentali per lui per spazzare via i punti di domanda. Ma non c'è solo lui: abbiamo un Bezzecchi in piena fioritura che aspetta la consacrazione definitiva, e un Jorge Martin che, se la Aprilia migliorerà, sarà sicuramente ai massimi livelli. E occhio a Luca Marini con la Honda, che riparte da un livello molto più alto grazie ai passi avanti fatti dal team.»
C'è qualche "sorpresa" o nome nuovo che ti stuzzica particolarmente per le prossime stagioni?
«Direi due nomi su tutti. Il primo è Pedro Acosta, un talento emergentissimo che potrebbe beneficiare del lavoro con un coach d'eccezione come Jorge Lorenzo per inquadrare la sua irruenza. Il secondo è l'arrivo in MotoGP del pluricampione della Superbike, il turco Toprak RazgatlıoÄŸlu. C'è già grande curiosità nel vederlo confrontarsi con Quartararo sulla stessa moto; sarà una sfida bellissima per i tifosi di entrambe le categorie. Più piloti competitivi abbiamo davanti, meglio è per lo spettacolo che vogliamo raccontare.»
Sky rimane dunque il punto di riferimento totale per i motori.
«Proprio così. Nonostante le speculazioni, Sky resta la casa dei motori. Oltre alla MotoGP, l'offerta è ricchissima: Formula 1, IndyCar, e dal 2026 saremo anche broadcaster ufficiale della Dakar. Siamo pronti a mettere un bel punto esclamativo su questo progetto fino al 2027. Come dice anche il nostro CEO Andrea Duilio, l'obiettivo è continuare a portare l'adrenalina delle due ruote nelle case degli appassionati con la migliore tecnologia possibile. Ci vediamo in pista!»
Intervista a cura di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)
