Sky Italia rilancia la serialità
come pilastro del proprio modello editoriale,
puntando su talento, qualità industriale
e rapporto diretto con il pubblico italiano.
Sky Italia riafferma la propria centralità puntando su una formula che unisce ricerca, autorialità e una profonda connessione con il territorio. A margine dell'ultimo showcase di Sky dedicato alle novità della stagione, Giuseppe De Bellis, Executive Vice President Sport, News & Entertainment Sky Italia, ha voluto approfondire le strategie che guidano la media company in questa nuova era della serialità.
Lo showcase ha mostrato una varietà di titoli impressionante. Qual è oggi il ruolo della serialità nel DNA di Sky e come si è evoluto nel tempo?
«Per noi la serialità non è un semplice segmento dell'offerta, ma rappresenta una vera e propria colonna portante, un impegno che intendiamo mantenere saldo anche per il futuro. In questi anni abbiamo investito moltissimo nella ricerca, offrendo ai nostri abbonati la possibilità di comprendere non solo lo stato dell'arte in Italia, ma anche i grandi sviluppi internazionali. È un percorso iniziato molto tempo fa e che proseguirà ancora a lungo, basato su un'offerta incredibile fatta di qualità estrema, che consideriamo da sempre il nostro fiore all'occhiello. Credo che questo sia possibile grazie al racconto di chi queste serie le immagina, le scrive e le recita; il nostro compito è valorizzare questo processo creativo.»
Avete parlato spesso di "metodo Sky". In che modo il talento individuale si trasforma in un prodotto industriale di successo che mantiene però un'identità autoriale forte?
«Il punto di partenza è sempre lo stesso: il talento è al centro di tutto ciò che facciamo con il contenuto, e il contenuto stesso non è altro che il risultato finale di questo talento. Abbiamo la fortuna di collaborare con professionisti straordinari che si muovono sui nostri palchi e nei nostri studi, affiancati da un team interno che ha la capacità di scegliere e produrre con una visione chiara. Che si tratti degli Sky Original, curati da Nils Hartmann e Cécile Frot-Coutaz, o del resto dell'offerta seriale presentata da Margherita Amedei, l'obiettivo rimane quello di creare una proposta composita che duri per tutto l'anno e che mantenga standard elevatissimi.»
Competitor globali hanno definito Sky come un partner "imprescindibile" per chi vuole operare nel mercato italiano. Come accogliete questo riconoscimento e qual è, a suo avviso, la vostra forza principale?
«È un attestato di stima che abbiamo apprezzato molto e credo che le ragioni di tale centralità siano emerse chiaramente. Siamo considerati un partner fondamentale per chiunque voglia creare e distribuire contenuti nel nostro Paese perché abbiamo saputo imporre un linguaggio seriale che, prima dell'arrivo di Sky, in Italia era totalmente diverso. La nostra forza risiede nella capacità di attrarre talenti e di lavorare con una qualità trasversale su ogni genere. Ma c'è un elemento ancora più determinante: il nostro pubblico. Gli abbonati Sky amano la qualità e sono i più recettivi dell'intera offerta seriale italiana; per questo dico con orgoglio che non esiste un pubblico migliore del nostro.»
Il mercato sta vivendo una fase di grandi manovre, tra nuove piattaforme come HBO Max e alleanze strategiche tra player globali. Questo scenario di crescente complessità la preoccupa?
«Onestamente, non credo che queste alleanze rappresentino un rischio per noi. Siamo parte di un grande gruppo globale, siamo Sky ma siamo anche legati a realtà come NBCUniversal, e continuiamo a dialogare proficuamente con partner come Netflix e Warner. Il mondo dei contenuti è ormai un oceano vastissimo, inondato di proposte, e noi siamo convinti che ci sia spazio per tutti. La nostra risposta alla complessità non cambierà: continueremo a essere produttori, aggregatori e motori dell'innovazione. I titoli che hanno fatto la storia, come quelli di HBO, continueranno a trovare casa su Sky per molto tempo, a disposizione dei nostri abbonati.»
Guardando ai prossimi anni, quale sarà la sfida più grande per mantenere questa posizione di leadership creativa?
«La sfida non si fermerà certo nel breve periodo, ma continuerà nel 2026, nel 2027 e oltre. La vera competizione si gioca sulla capacità di non smarrire l'intelligenza creativa in un mare di contenuti che rischia di apparire indistinto. Noi continueremo a puntare sulla nostra capacità di selezione e sulla forza delle nostre produzioni originali. Siamo un "oceano" all'interno di questo mercato e siamo estremamente soddisfatti dell'offerta che stiamo mettendo in campo, pronti a evolvere insieme ai gusti e alle esigenze di un pubblico che non smette mai di chiederci l'eccellenza.»
Articolo a cura di Simone Rossi
per "Digital-News.it"
(twitter: @simone__rossi)
