Murdoch: "SKY Italia non sarà quotata in Borsa"
No. Non c'è alcun piano per portare in Borsa Sky Italia.
Resta ancora interessato a un "deal" di ampio respiro con Telecom Italia?
No, nessun deal. Quello a cui siamo interessati è vendere contenuti a Telecom Italia e su questo cerchiamo una intesa.
Ritiene che il sistema dei media dovrebbe essere piu' aperto, qui in Giappone come altrove? In altri termini, lamenta interferenze politiche ai suoi piani di business?
Il Giappone non è certo il solo Paese a mettere barriere all'ingresso nel sistema dei media a investitori stranieri. In questo caso, si tratta soprattutto di limiti al cambio di proprietà delle stazioni televisive, e in proposito mi piacerebbe una maggiore apertura.
Sui nuovi media per fortuna la situazione è migliore. Altrove è peggio. In generale, si va da una una situazione cattiva in Paesi come la Francia a quella di chiusura totale, come in Cina. Il fatto è che le regolamentazioni legislative e l'atteggiamento dei politici appaiono indietro di 10 o 20 anni rispetto alle dinamiche che si creano con i nuovi media e con il processo di convergenza in atto non più solo tra tecnologie, ma tra tecnologie e contenuti».
Rupert Murdoch è a Tokyo per aprire il convegno dello Yomiuri Shimbun che celebra il "Rinascimento"del Giappone dell'Asia sulla scena mondiale. Al termine del suo intervento e della conferenza stampa, risponde in merito ai suoi piani sull'Italia, da anni oscillanti tra "stopandgo" e condizionati dalla situazione politica sotto qualsiasi governo.
Se da una parte getta acqua sul fuoco alle ipotesi di Ipo di Sky Italia che avevano suscitato qualche agitazione, il proprietario di News Corp. mette la sordina anche alla prospettiva di relazioni forti con Telecom Italia che avevano provocato agitazioni molto maggiori.
Tuttavia conferma che, nonostante l'espansione dei contratti sui contenuti con Fastweb, la sua priorità resta quella di una intesa con il principale gestore telefonico per la fornitura dei servizi di Sky. Quanto al tema dell'influsso della politica sul sistema dei media, glissa su riferimenti all'Italia ma non nasconde che il problema esista.
Del resto,nel suo intervento al "Tokyo Kaikan" ha battuto in modo quasi maniacale sul tasto della libertà dei media ?" intesa come affrancamento da influenze statali e da lacci lacciuoli normativi ?" in quanto risvolto forse più importante della libertà di impresa e quindi fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale dei singoli Paesi,dei continenti e del mondo intero. Non ha poi mancato di strizzare l'occhio alla platea, definendosi «quasi asiatico, con una moglie cinese» per dare la sua soluzione all'annosa questione dei Valori occidentali rispetto ai Valori Asiatici: «Una stampa libera rende responsabili e scrutinabili le società, i governi e gli individui. E l'accountability non è un valore occidentale».
Il magnate dei media si spinge a tracciare un paragone tra Cina e India a tutto svantaggio di Pechino: «Il libero flusso di informazioni rappresenta un vantaggio cruciale in un mondo ultracompetitivo.
Non c'è dubbio che l'India stia producendo migliaia di manager capaci di gestire qualsiasi azienda in ogni parte del mondo. E non c'è nemmeno dubbio che questi abili manager non si sarebbero sviluppati in numero tanto impressionante se l'India avesse tentato di arginare il flusso di fatti o di opinioni».
Murdoch, facendo finta di scherzare, ha persino proposto un H3 o H4 che sarebbe più importante ancora dei vari G7,G9 o G10: un vertice alle Hawaii che il presidente Bush farebbe bene a convocare tra Usa,Cina e Giappone ?"magari anche con l'India ?" ossia tra i leader dei Paesi «che saranno economicamente dominanti per la maggior parte di questo secolo». A Tokyo l'Europa sembra interessarlo non più di tanto, anche se nel corso del convegno è previsto un collegamento satellitare con il suo amico Tony Blair (che si vocifera abbia un futuro postpolitico in News Corp., come è accaduto all'ex premier spagnolo JoséMaria Aznar, oggi nel board).
Con l'altro suo "vecchio amico" Masayoshi Son, patron di Softbank, Murdoch ha confermato di aver in corso negoziati per il lancio della versione giapponese del sito di relazioni sociali MySpace, e anche di studiare collaborazioni con lui «in altre parti del mondo».
Il re dei media, infine, si staca dai venti di pentitismo che attanagliano numerosi "neocon": non si pente di aver appoggiato l'invasione dell'Irak: «C'è in giro gente che vuole ucciderci tutti, e che è convinta che facendolo andrà in Paradiso,mentre noi andremo all'Inferno».
FONTE: Sito Internet "Il Sole 24 ore"