Kurt Cobain è stato trovato morto l'8 aprile 1994 con un colpo di fucile alla testa. Nonostante la giovane età - 27 anni - è considerato il portavoce di una generazione intera e ha segnato l'inizio degli anni novanta con la sua personalità complessa e contraddittoria, riflessa nella sua musica e nei suoi testi.
Nel 2005 Gus Van Sant porta sul grande schermo gli ultimi tragici giorni di Cobain in LAST DAYS, il film interpretato dalla star rivelazione di "The Dreamers" Michael Pitt e da Asia Argento.

In occasione della prima tv del film, venerdì 17 novembre alle ore 21,00 su SKY Cinema Mania, e dei 15 anni dell'uscita del mitico album "Nevermind", SKY Cinema propone in
seconda serata (ore 22,35) lo
Speciale KURT COBAIN MANIA che, grazie alla voce di Asia Argento che legge alcune pagine dei diari del cantante, ripercorrerà le tappe della carriera e della vita di Cobain: dalla profonda sofferenza che gli fu causata dal divorzio dei suoi genitori, al disagio adolescenziale che provava ad Aberdeen, alle prime esperienze come musicista a Seattle, fino al successo planetario e alla conseguente corsa verso la fine.
Nello Speciale, la figura quasi mitica di Cobain viene tratteggiata grazie alle testimonianze del biografo A. J. SCHNACK (autore del documentario "Kurt Cobain: About a Son" presentato all'ultimo festival del cinema di Roma), degli esperti di musica e fan dei Nirvana come PAOLA MAUGERI e CRISTIANO GODANO (leader dei Marlene Kuntz), dello scrittore e autore di un libro su Kurt Cobain TOMMASO PINCIO e soprattutto di ASIA ARGENTO, fan dei Nirvana ("Mi colpivano i suoi testi, questa ribellione adolescenziale, questo essere in bilico tra la vita e la morte, molto affascinante: è un eroe romantico. La musica, i suoi testi... ti veniva voglia di aiutarlo, però allo stesso ti veniva voglia di ammazzarti pure a te quando ascoltavi questa musica!") e attrice di Last days di cui fornisce un'esperienza diretta ("Last Days è un film liberamente ispirato alla storia di Kurt Cobain, e in realtà la sceneggiatura erano 4 o 5 pagine... Queste inquadrature immobili, lunghissime... secondo me precedono la morte di questo personaggio, è come un prepararsi alla morte dove il tempo è rarefatto ed è un avvicinarsi a questo momento. Tutto il film ogni scena poteva essere l'ultima scena di Kurt Cobain, c'è la lentezza, la preparazione alla morte. È come un purgatorio.").