Non reggono più l'impatto con i media. Allenatori sull'orlo di una crisi di nervi e anche più in là. Perché Mourinho abbandona indispettito sia "Sky calcio show" che "Stadio Sprint", Claudio Ranieri, dopo aver osservato di non poter passare da deficiente ad Einstein in quindici giorni, dice chiaro e tondo che non gli interessano le critiche dei giornali, Walter Zenga pianta in asso i giornalisti a Catania, Edy Reja si irrita in diretta, su Sky, per esser messo sempre in coda a Mourinho («L'altra volta aveva l'aereo, stavolta è un quarto d'ora che aspetto») e Cesare Prandelli denuncia il travisamento di una sua affermazione sul pubblico di Firenze («Non l'ho accusato di non essere mai contento: ho detto che giustamente, non lo è»).Il Mourinho furioso 1 - Aveva aperto le ostilità sabato, esibendo una tabellina che mostrava come Mancini al primo anno nell'Inter avesse sette punti meno di lui. Su Sky, Mario Sconcerti gli chiede il perché di quel confronto. E Mou: «Io so che lei è amico di Mancini, non mio. Mi può invitare a cena quanto vuole, ma non vengo». Sconcerti: «Sono amico di tutti, mentre lei mostra di avere un nervo scoperto». Josè: «Intanto ora i punti di differenza sono nove...» E quel dito indice sulla bocca a fine partita, come per zittire qualcuno? «Dietro la porta c'era il mio amico Costinha che gioca nell'Atalanta, e mi faceva "mister, mister". Io gli ho detto: tranquillo Costinha». Infine: «Una cena insieme solo a fine campionato»
Il Mourinho furioso 2 - Poi l'allenatore dell'Inter passa da Enrico Varriale, a Stadio Sprint. Stessa domanda sul gesto col dito indice: ce l'aveva coi giornalisti in tribuna? «No, con un amico dietro la porta». Sull'abbrivio: «Lavoro per l'Inter quasi 24 ore al giorno e per 24 penso alla società». Infine risponde così alla domanda su Mancini: «Il paragone deve essere onesto, la sua prima stagione con la mia». Irritato, saluta e se ne va.
Zenga mourineggia - Conferenza stampa al Massimino, dopo la vittoria del Catania sul Cagliari. Si parla del gioco poco brillante e di qualche fischio del pubblico. L'allenatore: «Se a Catania 18 punti in 11 partite non vanno bene, posso andarmene a casa». Ciò detto se ne va, disertando gli studi Rai e quelli di Sky. Lo sostituisce il presidente del Catania Pulvirenti: «Una reazione a caldo sbagliata».
Calcio e nuoto contro la Camorra - Nel rione napoletano di Scampìa c'è una piscina con scuola nuoto, agonismo e pallanuoto che tiene lontani 400 ragazzi dai 4 ai 16 anni dalle lusinghe della Camorra. Stesso ruolo assolto da una scuola calcio. Bellissimo servizio in "Dribbling" (Rai 2) di Andrea Fusco, con brani dal film "I cento passi".
I campi tatuati del rugby - Su La7, sabato, la grande emozione dell'Italia che stava per battere a Padova i maestri australiani, con la bella telecronaca di Paolo Cecinelli. Sul campo di gioco erano stati dipinti ben tre grandi inserti pubblicitari. Uno era già successo, tre è la prima volta.
per "Il Messaggero Sport"