Vista in Tv - Gli sceicchi Giusti e Gnocchi fanno ridere anche i milanisti

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Fonte: Il Mattino

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Sport
  lunedì, 19 gennaio 2009
 00:00

La forza della notizia. Così la domenica calcistica si apre nel segno di Kakà, sempre più un tormentone, ma si infiamma per la sconfitta dell’Inter e il mea culpa di Mourinho.

SCEICCO. A «Quelli che il calcio» irrompe lo sceicco Al Mansour, alias Max Giusti. «Ma perché ha preso Kakà?», l’assist della Ventura. «Perché in Italia il suo nome si presta ad un significato ambiguo». «E in arabo?» «Significa scuro purosangue che corre nella notte e ogni tanto si ferma». «Perché?». «Pé Kakà». Battute continue di Al Mansour-Giusti. «Volevo comprare la seconda squadra sfigata di una grande città. Ero indeciso tra il City e il Torino, ma sui granata incombe la maledizione di una conduttrice». Ovvero, la Ventura.

DUELLO. Mourinho si presenta con gli occhi da cane bastonato e parte il mea culpa. «Non vogliamo la sua flagellazione» scherza Ilaria D’Amico. Poco prima, però, Sconcerti aveva provato a crocifiggerlo snocciolando i dati negativi di questa Inter alla fine del girone d’andata rispetto a quelli, migliori, della squadra di Mancini. Sussulto dello Special one: «Vogliamo paragonare? Io non ci sto. Se lei vuole parliamo di questa partita altrimenti non rispondo». Dura la replica di Sconcerti: «Io le chiedo quello che voglio». Mourinho replica ancora e Sconcerti non risponde. Quieto vivere.

VENDETTA. Lo aspettava al varco. Galeazzi in apertura di «Novantesimo minuto» apre il fuoco sul tecnico di Setubal: «L’Inter di Mourinho è una Potëmkin sotto assedio. La sua Inter sta subendo una involuzione di gioco. Mourinho è bravo nell’approccio alla gara ma è meno bravo a preparare gli schemi tattici contro le squadre avversarie. È arrivato in Italia duro dicendo: io non sono un pirla. Ma ha ancora qualcosa da imparare». E si apre in un sorriso da «guai ai vinti». Mourinho se la legherà al dito.

PSICOLOGO. In abiti da sceicco, Gene Gnocchi prende in giro Fabio Caressa ritrasmettendo la presentazione di Milan-Fiorentina. «Se mettete in fila le banconote da 50 euro, per capire quanto ha offerto lo sceicco per acquistare Kakà, bisogna camminare un’ora e mezza in autostrada». Immediato il collegamento di Gnocchi con un docente di psicologia per capire il male oscuro che ha colpito Caressa: «Sintetizzando – dice il professor Simone Boletti – è un pericolo pubblico che sta per esplodere».

Antonio Sacco
per "Il Mattino"

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