Lega Serie A sceglie fondo CVC. Iniziata la rivoluzione per diritti tv

Lega Serie A sceglie fondo CVC. Iniziata la rivoluzione per diritti tv

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Fonte: Ansa

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  mercoledì, 14 ottobre 2020
 10:15

Lega Serie A sceglie fondo CVC. Iniziata la rivoluzione per diritti tvLa rivoluzione è iniziata: l'Assemblea di Lega serie A sceglie la cordata CVC, Advent e Fsi come partner di private equity per la creazione di una media company che sarà incaricata di vendere i diritti televisivi del campionato di calcio italiano. È passata con 15 voti a favore e 5 astenuti l'offerta presentata da CVC per 1,625 miliardi, ora parte la trattativa ma la strada è tracciata e la visione del presidente della Lega serie A Paolo Dal Pino assume maggiore concretezza.

Il 9 settembre i presidenti si erano espressi all'unanimità sulla media company, oggi sono emerse le differenze manifestate soprattutto da Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis in merito alla presenza dei fondi. Stop agli intermediari, il valore deve restare a casa: così Dal Pino aveva riassunto la filosofia di una svolta che permette di incamerare nuovi capitali e allontanare le società di intermediazione come Wanda o Mediapro, scongiurando scenari consueti fatti di aste deserte, tribunali e controversie. La Lega diventa un broker con una propria governance che sarà il tema dei prossimi mesi. Napoli, Lazio, Udinese, Atalanta e Verona sono i club che si sono astenuti. Lotito al termine dell'Assemblea spiega che il suo non è un voto contro CVC ma contro un metodo che definisce sbagliato.

Opposta la reazione del patron granata, Urbano Cairo:

«Era la scelta migliore da fare. Ora la Lega va avanti a trattare in esclusiva con CVC per 4 settimane e definiremo l'offerta. È molto importante perché al di là dell'immissione di denaro fresco che CVC farà nella newco se chiuderemo l'operazione, c'è il tema della nuova governance. In questi anni abbiamo gestito male la Lega. Ben venga che un soggetto importante come CVC faccia un investimento molto grosso».

Un passo importante, una boccata d'ossigeno, per un calcio sempre più in crisi per gli effetti della pandemia, un aspetto sul quale il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero è stato diretto, chiedendo il rinvio dell'Irpef per i club e maggiori investimenti pubblici nel settore sportivo, tema su cui si svolgerà una riunione in Lega la prossima settimana.

Per Dal Pino un'importante conferma. Il presidente resta in quarantena a casa (mentre a Milano tutti i dirigenti si sottopongono a un test rapido per il covid all'ingresso dell'hotel), si collega con l'Assemblea da remoto e ottiene una larga maggioranza su una svolta epocale, a cui segue l'approvazione del bando per i diritti tv internazionali. Il via libera con una maggioranza superiore ai due terzi sui fondi comunque non era scontato. Alla stretta finale si arriverà entro metà novembre dopo che la commissione - che dovrebbe essere formata da Agnelli, De Laurentiis, Fienga, Fenucci e Campoccia - definirà la proposta con CVC: un mese di tempo per cambiare il futuro del calcio, chiudere la trattativa, darsi una governance e ridefinire la propria identità.

Un fondo da 90 miliardi per provare a riportare il calcio italiano e la Serie A al top d'Europa. I britannici di Cvc (anche se l'affare è seguito dall'ufficio di Milano) sono pronti a sbarcare nel mondo del pallone: l'assemblea di Lega ha dato il via libera a quattro settimane di trattative in esclusiva, ma filtra ottimismo sulla buona riuscita dell'affare. Un affare che porta soldi nelle casse delle società, alle prese con le difficoltà dell'era Covid, anche se la struttura dell'operazione deve ancora essere definita nei dettagli. Fondato nel 1981, oggi CVC è tra i leader mondiali nel private equity con 90 miliardi di euro di asset in gestione e 140 miliardi di fondi impegnati, con oltre 300 investitori e una rete di 23 uffici nel mondo tra cui quello di Milano. Senza dimenticare il peso degli altri due fondi che partecipano alla cordata, gli statunitensi di Advent (45 miliardi di asset in gestione) e gli italiani di Fsi. Al centro resta Cvc, che negli ultimi anni ha già investito in Italia (ha il controllo di Sisal) e non è al primo investimento nello sport in generale. Prima la MotoGp (quote cedute a Dorna per 500 milioni di dollari), poi soprattutto al Formula 1, che Cvc ha gestito per dieci anni tra il 2005 e il 2016 prima di passare la mano a Liberty Media, che oggi guida il circus. E infine nel rugby, visto che nel maggio 2020 ha acquistato il 28% del Guinness Pro 14, campionato in cui giocano le squadre di Italia, Irlanda, Galles, Scozia e Sud Africa. Capacità di gestione che hanno attirato il calcio italiano, pronto così a lasciare al fondo le redini della Serie A.

Una volta definita la proposta per il 10% della media company, il tema riguarderà la governance, argomento sempre scottante negli uffici della Lega.  Il posto centrale nella nuova governance sarà occupato da un nuovo amministratore delegato, scelto dal fondo e che sarà la guida per lo sviluppo del campionato, anche se i club avrebbero comunque una sorta di ultima parola potendo scegliere il presidente. Ma la gestione della materia più calda in Lega, ovverosia i diritti tv, così non dovrebbe più passare dalle mani dei presidenti dei club.

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