Il Venerdìtoriale - La guerra in Libia e la tv: vince la multicanalità digitale

Il Venerdìtoriale - La guerra in Libia e la tv: vince la multicanalità digitale

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Fonte: Digital-Sat (original)

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Televisione
  venerdì, 25 marzo 2011
 05:00

Impossibile non parlare anche noi, in questo spazio del venerdì, della guerra che da quasi una settimana si sta consumando in Libia. Lo facciamo ovviamente dal punto di vista della televisione perché la sua copertura mediatica è stata sicuramente inferiore alle attese, anche in relazione all'interesse - invece molto alto - dei telespettatori, come dimostrato dai dati d'ascolto delle tv ‘all news'.

Sono proprio queste ad aver avuto la parte da leoni in un frangente in cui ognuno di noi è alla ricerca di informazioni: chi aveva la possibilità di seguire Sky Tg24 o Rai News è andato a colpo sicuro sapendo di avere la possibilità di aggiornamenti (più o meno) continui dalla guerra. Chi invece vive ancora in un contesto totalmente analogico si è dovuto accontentare dei programmi cosiddetti di approfondimento, che in realtà molto spesso approfondiscono ben poco.

Un'analisi molto lucida è sicuramente quella di Stefania Carini comparsa sul quotidiano Europa di martedì scorso: «E se la Libia segnasse un definitivo step nel giornalismo televisivo? È inutile ormai, ad ogni catastrofe mondiale, segnalare quali telegiornali hanno bucato gli avvenimenti. Inutile rammaricarsi dei ritardi, degli assenti, del servizio pubblico. È chiaro ormai che tale tipo di giornalismo è offerto solo dalle reti all news. Cercatevi la vostra fonte informativa di riferimento, è questo che conta nel periodo del multicanale. Fino a qualche anno fa sulle reti generaliste la messa in onda veniva sospesa e il telegiornale prendeva il sopravvento raccontando la storia in diretta. Questa modalità linguistica eccezionale rimane ormai viva solo nelle all news. Sulle reti generaliste, invece, vincono l'infotainment e i contenitori».

Altra parola chiave è "multicanale": non è un mistero che uno dei vanti più recenti di Sky sia la possibilità di offrire un bouquet di assoluto rispetto nel settore dell'informazione, nazionale, internazionale e recentemente anche locale. Tutta la fascia di numerazione 500 è destinata a tale scopo e l'ultima introduzione di altri tre canali a marchio Sky Tg24 non ha fatto che rafforzarne la completezza. Oltre che una mossa di marketing (tutti questi canali fanno parte del ‘nuovo' Channel Pack "News") è stata anche un'azione intelligente perché in grado di cogliere un bisogno sempre crescente per l'informazione da parte della popolazione italiana, ormai divenuta abbastanza esigente in materia come dimostrano i costanti cali d'ascolto per i tg generalisti, a cominciare dal Tg1 di Minzolini.

Come fare però per chi non è abbonato Sky? La risposta, manco a farlo apposta, è il web: su internet l'informazione è sempre multicanale e anche multimediale, molto più che la tv. A cominciare dai siti web delle testate online, che dispongono di dirette testuali sempre aggiornate ma anche di amplissimi archivi audio/video in modalità on demand; fino agli streaming - assolutamente legali - di moltissime tv ‘all news' di ogni parte del mondo. Oltre alle nostrane Sky Tg24 e Rai News, segnaliamo l'interessante sito LiveStation che offre in diretta una trentina di tv "all news" tra cui la rimpiantissima (sul digitale terrestre) BBC World News, Al Jazeera, France 24, Euronews, CNN e molte altre.

Tra i benefici del digitale (inteso genericamente) c'è anche questo: disporre di uno spazio molto più ampio e flessibile per poter trattare, con specificità, ogni argomento con tutta l'attenzione che merita, se ovviamente si è in grado di farlo. Rimane però la debacle informativa delle tv generaliste sempre più rigide e compassate, dove le edizioni straordinarie servono solo per le statistiche, con la necessità di non far saltare le piccole consuetudini quotidiane rappresentate dai punti fermi del palinsesto. Meno male a questo punto che il palinsesto - come visto con il successo dei servizi Over The Top - abbia il tempo contato...

Giorgio Scorsone
per "Digital-Sat.it"

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