I giudici danno ragione a Santoro, respinto il ricorso della Rai

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Fonte: Ansa

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Televisione
  giovedì, 07 aprile 2011
 11:55

La Corte d'appello di Roma ha bocciato come inammissibile il ricorso Rai contro Michele Santoro. Lo si apprende da fonti di viale Mazzini.

La Cassazione, sempre a quanto si apprende, avrebbe già fissato per l'8 giugno la discussione in diritto del dibattimento tra la Rai e Michele Santoro. Il ricorso alla Cassazione è stato presentato dall'azienda sul merito della sentenza di reintegro del giornalista stabilita dal Tribunale del lavoro.

Il ricorso alla Corte d'appello invece fu deciso a seguito della puntata del 27 gennaio scorso quando il dg telefonò in diretta ad 'Annozero', dissociandosi dai contenuti del programma. In particolare la puntata, dedicata al caso Ruby, era finita sul tavolo del vertice di Viale Mazzini (ma anche del ministro Paolo Romani, che inviò una lettera di segnalazione all'Agcom anche per la puntata del 20 gennaio), per la presunta violazione del Codice di autoregolamentazione dei processi in tv.

INAMMISSIBILE RICORSO CONTRO SANTORO  - La sezione Lavoro della Corte d'appello di Roma (presidente Ermanno Cambria e relatore Donatella Casablanca), ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Rai per ottenere la sospensione dell'esecuzione della sentenza pronunciata nel settembre 2009 con la quale è stato confermato il diritto di Michele Santoro, già riconosciuto dal tribunale, di lavorare come realizzatore e conduttore di programmi di approfondimento dell'informazione destinati al pubblico di prima serata.

"La Rai - si puntualizza in una nota dell'avvocato Domenico D'Amati, legale di Santoro - aveva motivato la sua richiesta sostenendo che vi era pericolo di un intervento sanzionatorio dell'Agcom per i contenuti di alcune recenti puntate di Annozero. La Corte ha rilevato che il pregiudizio paventato dalla Rai non si pone quale conseguenza diretta delle statuizioni di condanna contenute nella sentenza, che hanno del resto avuto continua esecuzione sin dall'emanazione della decisione di primo grado senza che si siano verificati pregiudizi oggi lamentati dalla Rai".

Spetta dunque alla Rai, ha deciso la Corte nella sua ordinanza, esercitare un'attività di controllo compatibile con l'elevatezza delle mansioni esercitate e con il contenuto intellettuale e creativo dell'attività giornalistica. Nella discussione che ha preceduto l'emanazione del provvedimento veniva ricordato inoltre dal legale di Santoro l'episodio verificatosi il 27 gennaio 2011 quando il direttore generale Masi, dopo aver espresso il suo dissenso sui contenuti della trasmissione, aveva dichiarato di non volerne impedire la messa in onda.

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