Sanremo, festival commissariato. La Rai si dissocia, Mazza richiama anche Luca e Paolo

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Fonte: lastampa.it

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Televisione
  mercoledì, 15 febbraio 2012
 17:44

Celentano attacca i giornali cattolici e il Festival viene commissariato. Un inizio lastricato di incidenti quello dell'edizione di quest'anno. Il direttore generale della Rai Lorenza Lei, dopo aver ascoltato informalmente il presidente e i consiglieri di amministrazione presenti, ha deciso, di fronte alla situazione che si è venuta a creare, di inviare il vicedirettore generale per l’offerta Antonio Marano a coordinare con potere di intervento il lavoro del festival di Sanremo.

L'agenzia della Cei: «Le accuse di Celentano sono la prova di un vuoto che è in lui»
La replica all’attacco di Adriano Celentano contro Famiglia Cristiana e Avvenire, pronunciato ieri sera durante il Festival di Sanremo, è arrivata forte e chiara stamane attraverso una nota del Sir, l’agenzia stampa della Cei, dedicata alla vicenda. «Quando l’ignoranza - si legge - prende il microfono per diffondere il suo messaggio è doveroso replicare, seppur con serenità e rispetto delle persone, per amore della verità». «Ieri sera, in apertura del Festival di Sanremo - afferma il Sir - i giudizi di Adriano Celentano su due testate cattoliche nazionali da lui accusate di ipocrisia, di parlare di politica e non di Dio, sono stati la prova di un vuoto che è anche dentro di lui».

«Vuoto di conoscenza - prosegue il testo - di ciò che le testate cattoliche professionalmente sono e vuoto di conoscenza del servizio che esse svolgono per la crescita umana, culturale e spirituale della società tutta. Un vuoto voluto, e quindi ancor più triste, perchè a tutti è possibile conoscere e comprendere il ruolo laico dei media cattolici nel nostro Paese».  «È dunque più l’amarezza - si afferma ancora - che il disappunto a prendere il sopravvento dopo quanto accaduto ieri sera sul palco di un teatro che, è bene ricordarlo, non è la realtà del vivere quotidiano. Ma il giorno dopo c’è, forse, da attendersi che a parole insensate, cioè impensate, seguano parole pensate e di scusa. Anche senza microfono».

Mazza chiede scusa ai giornali e su Luca e Paolo: «Scurrilità segno di pochezza di idee»
Sull’intervento di Adriano Celentano sono arrivati anche i fulmini del direttore di Rai1 Mauro Mazza, che, intervistato dal Tg1, prende le distanze: «La chiusura di un qualsiasi giornale non si invoca mai: sono cose brutte e ad ascoltarle si avvertono i brividi lungo la schiena». Il direttore poi se la prende anche con Luca e Paolo che, in apertura della serata, hanno tenuto uno show non gradito nei contenuti: «Se posso esprimere un’opinione personale, troppa insistenza nell’uso di parole scurrili è dovuta alla pochezza di idee». Pur sottolineando che «vale anche per loro» la garanzia della libertà di espressione, Mazza "bacchetta" il duo anche per «un errore tecnico: il canone Rai non è un abbonamento, ma una tassa sul possesso dell’apparecchio tv, che vale anche per chi si abbona a Sky, per chi guarda Mediaset o lavora a Mediaset. Buon lavoro a Luca e Paolo che faranno i loro programmi nell’azienda concorrente, dove abitualmente non fanno satira politica graffiante. Se tra qualche tempo, come Fantozzi usciranno dalla foresta per lanciare un urlo di libertà contro il premier con il loden o senza, o l’ex premier con o senza i capelli, ci mandino un sms e ne parliamo».

La replica di Tarquinio sull'«Avvenire»
Stamane  Marco Tarquinio scrive su "Avvenire" che Celentano «Se l’è presa con preti e con i frati (tutti tranne uno) che "non parlano del Paradiso". E se l’è presa con Avvenire e Famiglia Cristiana che secondo lui vanno chiusi. Tutto questo perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata, si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo e farle funzionare per un anno intero». «Dunque - aggiunge - andiamo chiusi anche noi. Buona idea: così a tutti quei poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le sue prossime briciole di cachet. Davvero un bello spettacolo. Bravo, viva Sanremo e viva la Rai». Tarquinio poi sottolinea: «naturalmente, caro Celentano, continueremo a parlare e far parlare di Dio, degli uomini, e delle donne di questo mondo. Soprattutto di quelli che in tv non ci vanno mai, neanche gratis».

I problemi al voto e l'ira dell'industria musicale
E' polemica anche sul grave "guasto tecnico": ieri sera si è inceppato il sistema tecnico di voto usato dalla giuria demoscopica dopo l’esibizione del secondo big, Samuele Bersani, e alla fine Rai1 e l’organizzazione del festival decidono di sospendere la gara, tra le contestazioni di pubblico e giurati.

Amaro in bocca anche per la Fimi, la Federazione dell’industria musicale italiana, che non ha di certo gradito il modello scelto per la conduzione del programma definito di scarso rispetto nei confronti degli artisti in gara, ridotti a «comparsata di contorno». A farsene portavoce è Enzo Mazza, presidente della federazione che in una nota sottolinea: «Ieri sera si è consumato un vero e proprio atto di denigrazione del ruolo e dei diritti degli artisti in gara e di tutti coloro che dietro le quinte, discografici, autori, ecc, con responsabilità hanno affrontato l’evento. Io mi auguro che un artista come Morandi, che conosce bene il duro lavoro che c’è dietro la creazione artistica, si scusi formalmente, anche a nome della Rai, con tutti gli artisti che hanno dovuto ridursi ad una comparsata di contorno, in uno show che nulla ha a che vedere con il festival della canzone italiana».

Articolo tratto
da "Lastampa.it"

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