''Lo show di Celentano non è colpa mia''. In Cda Rai la lettera di Mazza a Garimberti

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Fonte: Adnkronos

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Televisione
  giovedì, 16 febbraio 2012
 19:48

Il Festival di Sanremo è stato, se pure informalmente, al centro del Cda Rai di oggi. Il tema, però, a quanto apprende l'Adnkronos, sarà affrontato ufficialmente la prossima settimana, quando la kermesse canora sarà ormai terminata. Più in dettaglio, questa mattina in consiglio il presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha distribuito la lettera ricevuta dal direttore di Rai 1 Mauro Mazza.

Una lettera nella quale, come spiegano le fonti, il direttore sostiene che la colpa di quanto accaduto durante lo show di Celentano non è sua, in ragione di un contratto, non firmato da lui, che concede totale autonomia al cantante.

"Il contratto tra Rai e Celentano - è scritto infatti nella missiva - consente all'artista la massima libertà di espressione e non contempla la possibilità che i testi dei suoi interventi siano sottoposti al vaglio preventivo di chicchessia". Non solo. Nella lettera Mazza aggiunge che se Celentano, nel suo intervento di martedì sera ha violato "il codice etico che si era impegnato a rispettare, il dg può riunire subito la commissione, valutare eventuali violazioni e decidere di conseguenza nei confronti dell'artista".

Non stupisce, a fronte di ciò, che un consigliere questa mattina abbia chiesto nel corso della riunione l'avvio di un audit interno per verificare il rispetto del codice etico da parte di Celentano. Ma il Cda, riferiscono le fonti, avrebbe deciso di rinviare alla prossima settimana tutto ciò che attiene al Festival. E c'è chi fa notare fra i consiglieri che si tratta di una valutazione ponderata perché stoppare Celentano adesso, a seguito di un audit, avrebbe ripercussioni persino peggiori non tanto e non solo in termini di ascolti ma di immagine. Meglio piuttosto verificare che i tempi siano rispettati per evitare che vi sia un'altra serata dove lo spazio occupato da Celentano debordi.

Tornando alla lettera di Mazza sembra che Garimberti non l'abbia gradita, ritenendo che non sollevi il direttore di Rai 1 da responsabilità che, pur non essendo tutte sue, comunque ci sono. Nella missiva, tra le altre cose, Mazza farebbe notare di essersi scusato con 'Famiglia Cristiana' e 'Avvenire'; di aver esplicitamente criticato in conferenza stampa le numerose parolacce dette da Luca e Paolo l'altra sera e di aver definito utile l'arrivo di Marano a Sanremo. Quanto al blocco delle votazioni Mazza, a quanto si apprende, avrebbe dato la responsabilità alla società vincitrice dell'appalto.

Oggi poi il Cda ha rinviato l'approvazione del contratto di servizio con Rai World ed ha approvato le fiction 'Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora' e 'Rosso San Valentino'. Non solo. A quanto si apprende, nel corso del Cda il Dg Lorenza Lei avrebbe poi portato all'attenzione dei consiglieri lo stato di avanzamento dei lavori sia sul fronte di Rai Corporation che degli Uffici di Corrispondenza i quali, come spiegano le fonti, dovrebbero essere poi oggetto di una delibera definitiva che espliciti dove rimangono non gli uffici ma i soli corrispondenti.

E' giunta inoltre in Cda la risposta attesa dei sindaci sul contratto quadriennale di Michele Guardì (risalente al Dg Mauro Masi). Un contratto di 2,4 milioni di euro di minimo garantito su cui il consigliere Giorgio van Straten aveva chiesto un approfondimento, convinto che un simile contratto avrebbe richiesto un passaggio in Cda perché, trattandosi di un minimo garantito, avrebbe potuto oltrepassare la soglia dei 2,5 mln, quella che rende obbligatorio il via libera del consiglio. Su questo punto i sindaci hanno stabilito che d'ora in avanti nella valutazione del valore di un contratto di dovrà tenere conto anche delle prestazioni effettive che si presume la persona potrà fare.

In sostanza si dovranno fare delle proiezioni per capire se il valore contrattuale che obbliga al passaggio in Cda può essere superato.

Infine, i sindaci si sono espressi anche sul costo di attivazione della seconda serie della fiction 'Bentornato Nero Wolfe', pari a 948 mila euro. Un costo considerato troppo alto da van Straten (che ha sollevato la questione due settimane fa), se messo a paragone con i costi di attivazione di altre fiction.

Secondo i sindaci revisori, invece, la cifra complessiva è la sommatoria di singole voci (vale a dire la voce 'sceneggiatura', la voce 'casting' ed altre) che non sono incongrue rispetto alle precedenti. E quindi dal punto di vista formale il costo di attivazione di 'Bentornato Nero Wolfe' e' legittimo.

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