Rai: pronto metodo Mattarella per scelta vertici con legge Gasparri

Rai: pronto metodo Mattarella per scelta vertici con legge Gasparri

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Fonte: Ansa

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Televisione
  venerdì, 29 maggio 2015
 22:04

Rai: pronto metodo Mattarella per scelta vertici con legge Gasparri«Riforma entro luglio o nomine con la Gasparri». La parole di Matteo Renzi restano la stella cometa da seguire per riuscire a capire quale sarà la strada che prenderà la Rai del prossimo futuro. In questo, la linea del governo non cambia. Così come l'ottimismo sulla possibilità di chiudere in Parlamento con il Ddl su viale Mazzini nei termini previsti sin dall'inizio. Al Senato la riforma è in commissione Lavori pubblici, il 5 giugno scadranno i termini per gli emendamenti: «Entro il 16, o anche prima, si può arrivare in aula», ha spiegato più volte il relatore del Pd Raffaele Ranucci. Poi ci sarebbe il passaggio alla Camera, dove la maggioranza conta su numeri più solidi di quelli di palazzo Madama. In questo contesto, la Tv di Stato potrebbe davvero avere una nuova governance, al posto di quella attualmente in 'prorogatio', prima delle ferie estive. Ma nonostante questo l'ipotesi di un rinnovo con l'utilizzo della legge Gasparri è una opzione che resta sul tavolo. Un'ipotesi che nella maggioranza di governo e anche a palazzo Chigi non si considera così tramontata.

Le motivazioni sono chiare: «Al Senato le trappole sono sempre dietro l'angolo e anche alla Camera si arriverebbe, calendario alla mano, oltre l'estate, addirittura a settembre-ottobre», spiegano fonti renziane che seguono la vicenda Rai. Alle considerazioni politiche si aggiungono quelle tecniche: «Non si può lasciare senza guida, nella terra di nessuno, un'azienda da 3mld di bilancio. Si rischiano anche ricorsi e risvolti legali», spiegano le stesse fonti. Posto che l'ipotesi fiducia è stata esplicitamente esclusa dal premier (anche perchè sconsigliata dal Quirinale) e che altre ipotesi sul campo, come quella di inserire le norme sulla governance del decreto sulla banda larga in dirittura d'arrivo, sembrano difficilmente percorribili, nella maggioranza ci si prepara quindi ad affrontare le nomine con la Gasparri. Terreno scivolosissimo, perchè significa chiudere un accordo in commissione di Vigilanza con, tra l'altro, la necessità di mettere insieme i 2/3 sul nome del presidente.

Come fare? «Si punterà sul metodo Mattarella, individuando nomi super partes, a partire da quello del presidente, che piacerà a tutti», spiegano dal Pd. In attesa di sciogliere definitivamente il nodo governance, il totonomi sui futuri vertici Rai impazza. Sono diversi i profili che circolano, sia interni che esterni. Tra quelli più ricorrenti come direttore generale (che in caso di riforma sarebbe un Ad) ma anche come presidente ci sono prima di tutto delle donne: Marinella Soldi, amministratore delegato di Discovery Channel, oppure Patrizia Grieco, presidente di Enel. Molto tecnico il profilo di Andrea Scrosati, vice presidente di Sky Italia, uomo di grandi strategie ma anche di intuizioni vincenti sui programmi (suoi gli ultimi successi Sky, da X Factor a Gomorra). Ancora, Vincenzo Novari, attuale Ad di '3', e Antonio Campo Dall'Orto, ora nel Cda di Poste ma uomo di Tv per cui da tempo si parla di un approdo in Rai. Per quel che rigurda gli interni, tra gli altri circola sempre il nome di Giancarlo Leone, direttore di Raiuno, e del direttore della Tgr Vincenzo Morgante.

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