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Foto - 3 Gennaio, la televisione italiana festeggia 70 anni. Una giornata speciale sui canali Rai

3 Gennaio, la televisione italiana festeggia 70 anni. Una giornata speciale sui canali Rai

Fonte: Digital-News (com.stampa)

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Televisione
mercoledì, 03 gennaio 2024 - 06:00

In copertina i loghi dedicati all’anniversario della RAI per celebrare i 100 anni della Radio  e i 70 della televisione. I loghi  che saranno  disponibili in versione  statica e dinamica, verranno posizionati in testa e in coda a tutti i programmi che tratteranno il tema dell’anniversario. Inoltre per tutto il 2024 il logo on screen sarà visibile nella parte alta dello schermo durante la messa in onda.

Un vero e proprio omaggio in occasione dell’anniversario delle trasmissioni ufficiali della Rai che iniziarono il 3 gennaio 1954. Esattamente 70 anni dopo, il 3 gennaio del 2024, arriva in prima serata su Rai1 “Rischiatutto 70” per un appuntamento che vuole essere una festa di ricordi, personaggi, emozioni, aneddoti, primati e curiosità. Un compleanno con una serata condotta da uno dei maggiori alfieri del piccolo schermo, ovvero Carlo Conti: una grande celebrazione gioiosamente animata da una partita “specialissima” del “Rischiatutto”.

"Memoria, orgoglio, responsabilità: parole che in questo giorno di festa per i settant’anni della nascita della “nostra” Tv ci richiamano ai valori fondanti dell’essere servizio pubblico. La memoria di quanto Rai ha fatto per la crescita del “sapere” del nostro Paese; l’orgoglio di essere la più grande azienda culturale del Paese, pilastro del pluralismo e della democrazia, e motore dell’industria dell’audiovisivo nazionale; la responsabilità di continuare a esserlo concretamente. Perché questi settant’anni – e queste tre parole – ci indicano la strada per il futuro: continuare a contribuire a costruire l’identità nazionale consentendo ai cittadini di riconoscersi dentro una memoria che appartiene a tutti e mantenere – pur in un mercato radicalmente mutato e altamente competitivo rispetto al passato - il ruolo di leader di ascolti di capacità d’innovazione tecnologica e di prodotto”. Così l’Ad della Rai Roberto Sergio e il Dg Giampaolo Rossi, in occasione della ricorrenza dei settant’anni dalla prima trasmissione tv. “Da parte nostra – proseguono – è doveroso ringraziare di cuore le donne e gli uomini che hanno reso grande la Rai in questi 70 anni e coloro che oggi, con dedizione e passione consentono che la Rai sia uno dei più grandi e influenti servizi pubblici radiotelevisivi e multimediali d’Europa”.

Il divertimento e la memoria saranno elementi trainanti della serata evento del 3 gennaio: usando il suo semplice ed efficace motore di gioco, il quiz, e le sue componenti fondamentali (concorrenti, cabine, tabellone, inserti audio e video), il ‘Rischiatutto’ permetterà, infatti, di presentare, ricordare e commentare, in una cornice nota a tutti, quanto di meglio e più significativo la Rai ha prodotto in questi primi 70 anni. Le tre celebri cabine del ‘Rischiatutto’ ospiteranno sei concorrenti Vip, che si contenderanno il diritto di rispondere esattamente alla leggendaria “domanda finale” e di raggiungere la vittoria. Le “materie” e le domande del tabellone spazieranno da “i varietà” a “sceneggiati e fiction”, alla “comicità” passando per la musica, i programmi più importanti (‘Canzonissima’, ‘Fantastico’, ‘Sanremo’...) e quelli che hanno lasciato tracce indelebili (‘Carosello’, ‘Indietro Tutta’...), e poi quiz, la scienza di Piero e Alberto Angela, i cartoni di Gulp e il grande sport; insomma, per usare un vecchio slogan, “tutto quanto fa Rai”. Chiedendo sin da ora scusa agli esclusi. La scenografia a led multiscena e i video che accompagneranno alcune domande permetteranno di rivivere le atmosfere dei programmi per arricchire il ricordo e le emozioni dei telespettatori.

“Compie 70 anni questa meravigliosa signora che è la Rai – le parole di Carlo Conti - . Per me è un grande onore festeggiare insieme al pubblico un anniversario così importante: il compleanno della Rai e della televisione. Proprio il 3 gennaio 1954, infatti, iniziavano ufficialmente le trasmissioni sul piccolo schermo come, a esempio, ‘La Domenica sportiva’ o, ancora, ‘Arrivi e partenze’ che sanciva il debutto televisivo in Italia di Mike Bongiorno. Per rendere omaggio a questa ricorrenza prenderemo a prestito uno dei titoli storici di Mike, il quiz per eccellenza, il ‘Rischiatutto’. Faremo una puntata speciale per ripercorrere i tanti volti, tanti personaggi, tanti programmi, tante storie di questi 70 anni della Rai. I volti dei personaggi tv che giocheranno, insieme a me e al pubblico in studio e da casa saranno divisi in tre coppie fantastiche di concorrenti, Mara Venier e Albero Matano; Loretta Goggi e Luca Argentero, Piero Chiambretti e Nino Frassica. Avremo celebri ospiti musicali, Renato Zero e Massimo Ranieri e, in collegamento, un altro grande protagonista della storia della Tv, Pippo Baudo”.

Rischiatutto ‘70” è un programma di Carlo Conti, Ivana Sabatini, Emanuele Giovannini, Leopoldo Siano, Mario D’amico, Walter Santillo, Stefania De Finis, Antonio Miglietta. Costumi Simonetta Innocenti. Scenografia Riccardo Bocchini. Produttore esecutivo Eleonora Iannelli. Regia Maurizio Pagnussat.


Settant’anni di tv firmata Rai. Nel giorno in cui ricorre l’anniversario della prima trasmissione televisiva regolare, Rai Cultura dedica al “compleanno” del piccolo schermo targato Rai – con i suoi grandi protagonisti di ieri e di oggi - gran parte della programmazione di mercoledì 3 gennaio su Rai Storia. Ad aprire il palinsesto sono le “pillole” della tv sperimentale di “SettantaRai”, alle 00.30, e alle 7.30 “Storie della Tv” con Aldo Grasso racconta gli anni tra il 1926 e il 1954, a partire dalla prima dimostrazione pubblica di un sistema di ripresa e trasmissione televisiva in Italia che diede il via a una lunga fase di sperimentazione, interrotta dalla Seconda Guerra Mondiale. Alle 9.30, poi, “Dietro le quinte della tv” di Rinaldo Del Fabbro che – nel 1953 – documentò l’organizzazione della TV negli studi di Milano in vista dell’avvio ufficiale delle trasmissioni, mentre – a seguire - “Storie della Tv” racconta il primo decennio della Tv italiana, dal lancio e dall’affermazione come medium nazionale, sotto il segno delle linee impartite dalla Bbc, “informare-intrattenere-educare”. Alle 10.45, poi, il doc firmato da Ugo ZatterinTv dieci anni prima”, trasmesso in occasione dei primi 10 anni di trasmissioni, da cui prende il via anche la puntata di “Storie della Tv”, alle 12.00. Alle 13.00 ancora Zatterin con “Tv dieci anni dopo”, trasmesso nel 1964, l’anno del raggiungimento del quinto milionesimo abbonamento alla Tv. Ai cambiamenti portati dalla riforma televisiva del 1975 - che introduce il pluralismo delle idee e la concorrenza interna delle reti e delle testate, oltre all’applicazione del colore e alla Terza Rete regionale - è dedicato “Storie della Tv”, alle 15, mentre “Rai54 – Questa è la Tv”, alle 16.00 è una “radiografia” del lavoro della Rai, datata 1973. Alle 16.45 torna “Storie della Tv” incentrato sul periodo post 1984, quando la Rai deve misurarsi, per la prima volta nella sua storia, con la concorrenza, in particolare con i network privati di Silvio Berlusconi. E proprio la tv commerciale è il bersaglio della satira di “Indietro tutta”, scritta da Renzo Arbore e Ugo Porcelli, riproposta alle 17.45, e seguita dall’ultimo capitolo delle “Storie della Tv” che si sofferma sullo scenario degli anni 2000. In serata, poi, a “Passato e Presente" - in onda alle 20.30 – Paolo Mieli e la professoressa Silvia Cassamagnaghi analizzano in particolare la presenza delle donne all’interno della televisione, inizialmente limitato al ruolo di annunciatrice o di conduttrice, ma destinato a intensificarsi notevolmente, davanti e dietro le telecamere. A chiudere la programmazione dedicata su Rai Storia una puntata speciale di “SettantaRai” che raccoglie tutte le “pillole” trasmesse quotidianamente dal 13 novembre per raccontare i mesi di sperimentazioni e prove che precedettero l’avvio ufficiale delle trasmissioni.

La Rai compie 70 anni e "Geo", in onda mercoledì 3 gennaio dalle 16.20 su Rai 3 con la conduzione di Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi, le renderà omaggio alla propria maniera: guardando a quella parte di televisione nella quale affondano le sue radici, le radici di una trasmissione che mette al suo centro il Pianeta in cui viviamo. In collegamento con il Museo della Radio e della Televisione di Torino ci sarà la professoressa Paola Pallavicini, docente di Storia dei Media all’Università di Torino.


Radio Anch'io, in onda mercoledì 3 gennaio alle 7.30 su Rai Radio 1, si apre con una riflessione approfondita sulle attuali crisi in Medio Oriente e in Ucraina. I violenti combattimenti che hanno caratterizzato l'inizio del 2024 sono al centro della discussione, e gli ospiti invitati a condividere le loro prospettive e analisi includono esperti di geopolitica come Enzo Arceri (Grr), Valeria Talbot dall'Osservatorio Medio Oriente e Nord Africa dell'Ispi, Giacomo Gambassi inviato di Avvenire, e lo studioso di Storia militare Gastone Breccia dell'Università di Pavia. Nella seconda parte del programma, dedicata a un compleanno speciale, si celebrano i 70 anni della televisione italiana. Tra gli ospiti presenti dalle 7.30 alle 8.00, ci sono esperti nel campo della storia della televisione e degli eventi sportivi come Pino Frisoli, mentre dalle 8.30 alle 9.00, la discussione si estende a temi legati alla storia e alla teoria dei media, con la partecipazione di Peppino Ortoleva, insegnante presso l'Università di Torino, e il giornalista e conduttore televisivo di "Tv talk", Massimo Bernardini. Il tutto sarà condotto da Sara Piselli. Un mix di temi internazionali e di celebrazione del passato televisivo italiano rende "Radio Anch'io" un programma ricco e variegato, affrontando sia le sfide globali contemporanee che i momenti significativi della storia italiana.


Il 3 gennaio 2024 è una data significativa per la Rai Radiotelevisione italiana, che celebra il suo settantesimo anniversario dall'inizio delle trasmissioni televisive. In occasione di questo importante compleanno, la Rai presenta un programma esclusivo intitolato "70X70, lo sapevate che…", disponibile su RaiPlay da mercoledì 3 gennaio fino al 30 maggio. Questo programma, condotto da Francesca Barolini, esperta conoscitrice della storia della Rai e del suo archivio, propone settanta storie inedite strettamente legate ai personaggi e alle trasmissioni che hanno contribuito a rendere grande il Servizio Pubblico Radiotelevisivo. Ogni storia è raccontata in pillole di circa 4 minuti e si basa su materiale prezioso proveniente dalle Teche Rai, offrendo anche ai più giovani uno sguardo su episodi poco conosciuti degli albori della televisione italiana. Tra le storie proposte, emerge quella di "Lascia o raddoppia", il celebre quiz condotto da Mike Bongiorno che segnò un boom di popolarità per la Rai alla fine del 1955, raggiungendo il 90% della popolazione italiana dopo sole 3 puntate. Altro episodio interessante riguarda Rino Gaetano, uno dei cantautori più amati della canzone italiana, che ottenne il terzo posto a Sanremo nel 1978 con la sua "Gianna", brano ancora oggi trasmesso nei programmi televisivi e radiofonici. Il programma esplora anche la storia di "Portobello" e delle sempre sorridenti annunciatrici tv, conosciute come "le signorine buonasera". "70X70, lo sapevate che…" è una produzione di Rai Contenuti Digitali e Transmediali e Rai Teche, e rappresenta un omaggio alla lunga e ricca storia della televisione italiana.


Il 3 gennaio 1954 segna un momento storico quando, dallo storico palazzo di corso Sempione di Milano, iniziano ufficialmente le regolari trasmissioni della Rai. Da quel giorno, la televisione entra nella vita degli italiani, portando con sé una serie di trasformazioni culturali e sociali. Inizialmente, la presenza delle donne nella televisione è limitata ai ruoli di annunciatrici o conduttrici. Tuttavia, nel corso del tempo, questa presenza si intensifica notevolmente, sia davanti che dietro le telecamere. Paolo Mieli e la professoressa Silvia Cassamagnaghi affronteranno questo tema a "Passato e Presente," in onda mercoledì 3 gennaio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. L'evoluzione del ruolo delle donne nella televisione non si limita alla parte visibile dello schermo. Sempre più donne si affermano come autrici e registe, contribuendo in modo significativo alla rappresentazione della società italiana. Un esempio emblematico è quello di Liliana Cavani, che, prima di fare il suo ingresso nel mondo del cinema, realizza oltre dieci programmi televisivi in soli cinque anni, dal 1961 al 1966. Il suo lavoro spazia dal documentario di montaggio sulla grande storia del Novecento alle inchieste sulle trasformazioni sociali, economiche e culturali del nostro Paese. In questo modo, il particolare punto di vista delle donne si rivela determinante nel raccontare la complessità della società italiana attraverso il mezzo televisivo, contribuendo a plasmare la narrazione e a riflettere le sfumature della realtà del tempo.


Il 3 gennaio del 1954 segna l'inizio del regolare servizio di trasmissione della Rai su tutto il territorio nazionale, un evento che apre le porte della televisione nelle case degli italiani. Nel 1965, gli abbonati superano i 6 milioni. Il film tv "La luce nella masseria," in prima visione domenica 7 gennaio su Rai 1, si inserisce nelle celebrazioni dei settanta anni della televisione e narra l'introduzione del nuovo mezzo di comunicazione in una famiglia del Sud Italia negli anni '60. La storia si svolge a Matera, città della Basilicata, una regione che qualche anno prima era stata definita da Palmiro Togliatti "vergogna nazionale" per le misere condizioni di vita degli abitanti. Matera ospita una popolazione che per il 95% si sostiene con l'agricoltura e che ancora affronta un'emigrazione significativa verso il nord e l'estero. Il racconto si colloca nel momento in cui il progresso e le prime fabbriche portano allo svuotamento delle campagne. La modernità provoca una frattura all'interno della civiltà contadina, compromettendo i momenti di condivisione e socialità radicati nelle tradizioni millenarie. La vita nelle campagne, seppur faticosa, vedeva le famiglie unite, e vivere tutti insieme era considerato una felicità dai bambini. Tuttavia, sarà la televisione a mantenere viva quella socialità. Riunirsi intorno al televisore diventa un'esperienza collettiva e sociale, grazie alla forza aggregatrice dei programmi dell'epoca. "La luce nella masseria" offre uno sguardo approfondito su come questo nuovo medium abbia influenzato e plasmato le dinamiche familiari e sociali di una comunità in trasformazione.

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