La Serie B diventa una miniera: da ridiscutere i diritti tv
Una mossa che catapulterà «animali strani» nel campionato cadetto che finora ha negoziato collettivamente i propri diritti tivù: ci saranno infatti squadre con diritti ceduti singolarmente accanto ad altre che invece si sono affidate alla contrattazione operata dalla Lega di B. Fino al termine del campionato appena concluso i diritti per questo torneo erano suddivisi tra Rai e la SportItalia di Tarak Ben Ammar. Quest'ultima per circa 12,5 milioni si era aggiudicata anticipi, posticipi, playoff e playout del campionato cadetto: le partite di cartello, insomma. Alla Rai, invece, per 7,5 milioni era finito tutto il resto, che per parte sua distillava agli spettatori in una partita settimanale su satellite e digitale terrestre, con flash dagli altri campi. Ora che probabilmente le star del campionato di A si accomoderanno tra Albinoleffe e Crotone, si riapre la partita. Già, perché i diritti detenuti dalla Rai avevano una durata annuale e, visto lo scarso ritorno sugli investimenti effettuati, non è stata neppure esercitata l'opzione per il raddoppio. Con il passaggio sul satellite di SportItalia, la Lega avrebbe invece considerato concluso anche il contratto con la tivù di Ben Ammar, nonostante fosse stato firmato per un arco triennale. Alla Rai, invece, rimangono per altri due anni i diritti per i gol da trasmettere in chiaro il pomeriggio delle partite, per cui ha già studiato una trasmissione ad hoc.
Per tutto il resto si riaprono i giochi, quindi. La Lega di B ha già iniziato le trattative, con la Rai così come con altri soggetti. Ma sconta, in questa fase, l'incertezza dell'effettivo ritorno di chi si aggiudicherà i diritti. La prospettiva è quantomeno complicata: le squadre con i diritti già ceduti, quando giocheranno in casa, saranno trasmesse solo dalle tivù cui a suo tempo avevano ceduto i diritti. Chi detiene il diritto collettivo riguardante il campionato, in quasti casi, potrà trasmettere solo le partite fuori casa. E neppure quelle se entrambe le squadre appartengono alla categoria di quelle contrattualmente autonome. Come finirà? La Rai, tornata ad esaminare il dossier dopo l'invito della Lega a trattare, starebbe pensando a più di una soluzione per trarre profitto dall'acquisto dei diritti che quest'anno sarebbero venduti in un'unica soluzione (non suddivisi tra anticipi e «normali») e con il sovrapprezzo dato dalla ribalta insperata. Tra le ipotesi al vaglio in Rai c'è pure una «pay per view» su base regionale che permetterebbe di seguire ogni fine settimana, oltre al «big match», le partite che più interessano gli spettatori in base alla loro collocazione geografica.