Calciopoli e tv: la serie B diventa la preferita
Quella serie B schifata o quasi dalle tv nelle scorse stagioni, con le dirette integrali non più garantite per tutti, fino all'accordo collettivo di un anno fa ora, diventa un terreno fertile, la preda agognata.
Cominciamo col dire che i contratti attualmente stipulati, così come avvenuto per la Juventus che incassò la solidarietà di Sky, dovrebbero essere confermati anche nella serie cadetta. Si dirà che in B c'è un accordo con Rai e Sportitalia, quello che ha reso visibile con una formula molto discussa il campionato di seconda serie: ebbene no, nel senso che esiste un accordo triennale solo per anticipi e posticipi sul digitale dell'emittente sportiva di Tarek Ben Ammar.
IL SOSTEGNO DI SKY potrebbe essere decisivo per la sopravvivenza di club - si guardi in particolare il caso della Lazio - con importanti situazioni debitorie pianificate da sostenere anche in serie B ( 5,5 milioni di euro di rateizzazione fiscale per altri 22 anni, il piano Baraldi da completare). La Rai s'era mossa per tempo - fiutata l'aria - per confermare l'accordo con la serie B: un vertice con Matarrese e Gasparin per provare a chiudere, poi il nulla perché la serie B prossima ventura può essere qualcosa di mai visto. Anche in tv.
Si propone un grande problema non solo di ordine pubblico, ma anche televisivo pure per l'ipotesi di Juve in C: un anno fa Sky e il Napoli trovarono un accordo con una mutualità che fece felici le casse dei club della C1. In C i diritti sono collettivi: ma per la Juve, il presidente
Macalli e l'assemblea di C potranno ripetere l'eccezione napoletana. Meno felici - ovviamente - i prefetti delle varie città che dovranno ospitare, in caso di accoglimento della tesi di Palazzi.
IL PROBLEMA DEGLI ORARI - In serie B, intanto, c'è grande fermento: con la forza di nuovi soci del club della cadetteria si può forzare il blocco che aveva portato a giocare il campionato il sabato alle ore 16. « Di giocare al sabato alle 16 non se ne parla » , comincia tuonando Preziosi, presidente del redivivo Genoa. Si punta tranquillamente alla sovrapposizione di A1 e A2, così cominciano a chiamarli nei corridoi di Lega i due campionati che potrebbero essere quelli dell'Anno Zero del dopo Calciopoli.
Proprio il fatto di una maxi B, con le grandi retrocesse più Napoli e Genoa, che si sovrappone alla serie A creerà non pochi problemi per Mediaset che degli highlights di A aveva fatto il cavallo di battaglia. A dire il vero anche Sky storce la bocca e preferirebbe avere un palinsesto completo dal sabato pomeriggio fino al lunedì ( occhio: Sportitalia stava per rivendere anticipi e posticipi di B).
IL PROBLEMA DEI CANALI - Un'altra questione che preoccupa non poco i veri azionisti di maggioranza dei club italiani, cioè le tv: non ci sono abbastanza canali di digitale terrestre per poter coprire totalmente i campionati di serie A e B per come potrebbero comporsi al termine di questo durissimo giudizio sportivo. Otto ne ha a disposizione Mediaset, altri otto Telecom: e sedici non è il numero giusto per coprire tutto. Nel frattempo, poi, la rivoluzione processuale si intreccerà con quella che il ministro Melandri brandisce: la riforma della legge tv, con la collettivizzazione che sta per entrare nel calendario politico.
Entro il mese di luglio avremo le sentenze definitive ed entro luglio avremo anche la legge sui diritti tv.