I tre protagonisti del Processo (quest'anno passato a Italia 7 e partito col piede giusto dal punto di vista degli ascolti: 300.000 telespettatori nella seconda puntata, con una media di share dell'1.60% e punte del 3.90%) - a quell'epoca in onda su La7 - erano finiti nell'occhio del ciclone in seguito ad alcune telefonate (intercettate dagli investigatori) con l'ex d.g. della Juventus, Luciano Moggi. Per Guido D'Ubaldo, invece, sempre nell'ambito dell'inchiesta su calciopoli, è stato emesso un "avvertimento". Quanto a Ignazio Scardina, la decisione, è sospesa fino alla conclusione dell'inchiesta giudiziaria. Stando ad alcune indiscrezioni non dovrebbero esserci altri giornalisti coinvolti.
Ma il calcio-gate ha fatto anche un'altra vittima. Si tratta di Francesco Saverio Borrelli, che si è dimesso dall'incarico di capo ufficio indagini della Figc. Era entrato nel mondo del calcio per indagare sugli scandali scaturiti dalle intercettazioni telefoniche e aveva mandato un rapporto molto duro al pm Stefano Palazzi: conclusioni molto pesanti contro l'operato di Milan, Juventus, Fiorentina e Lazio. In realtà le pene sono state poi molto più miti di quanto lo stesso Borrelli si attendesse.