Tiziano Terzani è nato a Firenze nel 1938 ed è morto nella Valle d'Orsigna il 28 luglio 2004 all'età di 66 anni. Era una delle voci più originali del panorama letterario italiano, un profondo conoscitore del continente asiatico e uno dei giornalisti più prestigiosi a livello internazionale.
A due anni dalla sua scomparsa gli estimatori di Terzani non accennano a diminuire, anzi i numerosi lettori hanno dato vita ad un vero e proprio popolo di "terzanisti" che non si limita ad acquistare i libri di Tiziano Terzani ma segue ogni manifestazione pubblica e iniziativa a lui dedicate anche attraverso il sito creato ad hoc (www.tizianoterzani.com) che raggiunge oggi con una newsletter 15 mila persone in tutto il mondo.
Questo film documentario, in onda sulla Rete diretta da Giancarlo Scheri, mostra l'incredibile forza interiore di Terzani, i suoi racconti dall'Asia, le sue opinioni, le sue invettive, i suoi scatti di indignazione verso le scelte del mondo occidentale. E' un incontro intimo e vibrante, un'intervista girata alla fine del maggio 2004 nella valle dell'Orsigna, il paese dell'infanzia dove si era ritirato, pochi mesi prima della sua scomparsa.
Per la prima volta in una sorta di "testamento spirituale" questo incredibile testimone del nostro tempo racconta in maniera ironica, coinvolgente, sincera di quando, dopo la diagnosi di un cancro, decide di affidarsi alla medicina tradizionale per poi abbandonarla nel momento in cui i medici gli dicono che non c'è più nulla da fare. Decide allora di partire per un viaggio in Asia, un viaggio alla ricerca di una terapia efficace per salvaguardare il suo sistema immunitario ma soprattutto un viaggio dentro se stesso.
Questo pellegrinaggio gli dona una rinascita interiore che lo farà diventare Anam e Terzani descrive questo passaggio con le seguenti parole: "E questo mi ha dato la grande occasione di fare un salto di qualità, di cercare di abbandonare la materialità di questo corpo con i suoi acciacchi, i suoi conati di vomito, i suoi problemi e cercare di raggiungere un altro livello, quello dello spirito. Il primo grande passo fu andare in un Ashram (...) sono diventato Anam, colui che non ha nome. Non si sapeva da dove venivo, dove andavo, e questo è stato un buttare alle ortiche una cosa, come un vestito che ti sta stretto. E' libertà, senso di leggerezza, di reinventarsi".